(La Gazzetta dello Sport - M.Calabresi) - In attesa che i suoi gol giustifichino i 15 milioni — più 2,5 di bonus legati a Champions, presenze e gol — investiti dalla Roma, Pablo Daniel Osvaldo è già un fenomeno di tendenza.
Ora può essere Osvaldo la cura? E c'è pure Kjaer
Si era presentato mercoledì sera, all'aeroporto di Fiumicino, con una maglietta bianca raffigurante un enorme teschio, ma ieri mattina al Gemelli ha fatto meglio, passando dalla versione horror a quella Reggae. Altra t-shirt stravagante, stavolta con il volto di Bob Marley, e le solite due collane sfoggiate anche all'arrivo a Roma. Di Borriello sempre viva con il Genoa l'idea di uno scambio con Palacio prenderà il posto in campo e, probabilmente, anche nel cuore di tante tifose romaniste: nel contratto, che scadrà nel 2016 con ingaggio a salire fino a 4,47 milioni lordi, ci sono anche 200 mila euro all'anno che la Roma verserà nelle casse della PUB Soccer C.V., società a cui Osvaldo aveva ceduto i suoi diritti di immagine, per sfruttare i diritti stessi.
Che giornata Dopo quasi quattro ore di visite mediche, Osvaldo si è concesso le prime parole da romanista: un'eccezione, visto che fuori dal Policlinico nessuno dei nuovi aveva mai osato aprire bocca. «Ho scelto la Roma perché è una grande squadra — dice —. Non vedo l'ora di giocare con Totti». Da lì, di corsa a Trigoria, dove ha conosciuto Luis Enrique, vero artefice del suo arrivo ma già sul banco degli imputati, e quasi tutti i nuovi compagni, prima di mettere la firma sul contratto. Non ha conosciuto il danese Kjaer, atterrato a Fiumicino in serata. «Quando ho sentito Sabatini ci ho messo cinque secondi a dire di sì. La Roma è una squadra piena di campioni, per il futuro sono molto fiducioso». Ma è meglio che ieri la partita non l'abbia vista.
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