(Leggo - R.Buffoni) Prima dei giocatori il management. Prima dello scudetto il business. Priorità illustrate da Thomas DiBenedetto: «In questo primo anno l’obiettivo è creare il miglior team possibile di manager per sviluppare il business. Stiamo prendendo dei calciatori giovani: per l’età commetteranno degli errori, ma i tifosi devono avere pazienza. Rome wasn’t built in a day (Roma non fu costruita in un giorno, ndr)». Il primo giorno a Trigoria dello «zio Tom», prossimo presidente della Roma dopo l’interregno di Cappelli, è improntato alla cautela. «L’Olimpico? Presto incontreremo il Coni per parlare del suo potenziale sviluppo. Sul progetto stadio nuovo al momento non ho risposte».
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New Roma «Totti è un vincente proprio come noi e De Rossi resterà»
L’alibi c’è: è lo stop subito in Parlamento dalla legge degli impianti di proprietà. Come si svilupperà il business? «Marketing su base globale». E lo scudetto? «Il prima possibile». Risposta che non incendierà la fantasia dei tifosi. Poi una promessa: «Mi trasferirò presto qui. Mi vedrete spesso, anche troppo». Infine, pranzo con la squadra e presentazioni con Totti che, mercoledì, aveva manifestato perplessità sul progetto. «È il più grande giocatore che ci sia mai stato nella Roma - ha detto DiBenedetto -, e forse in Italia. Lui è un vincente, ma anche noi lo siamo». E De Rossi? «Lo ammiriamo. Vogliamo che resti alla Roma».
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