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«Una sconfitta da applausi»

Redazione

(Il Messaggero) «Ma quale crisi. L’avete vista la partita di domenica sera?». Marco Borriello fa l’attaccante fino in fondo. Più che alla classifica guarda ancora alla gara persa contro l’Inter a San Siro. Perché, a sentirlo parlare, è dalla prestazione contro i nerazzurri che la Roma deve trovare convinzione per recitare ancora da protagonista in campionato. Senza stare a pensare ai 10 punti che la separano dal Milan capolista e nemmeno al settimo posto in classifica. «Siamo forti e restiamo in corsa. Su tutti i fronti, pure per lo scudetto» chiarisce spavaldo, dopo aver realizzato un gran gol al volo, nella partitella a Coverciano, l’unico su azione dell’Italia alla vigilia della gara di Dortmund, giocando tra le riserve in tandem con Matri (in precedenza, Cassano, su rigore, per i titolari).
Non è affatto preoccupato, nonostante abbiate raccolto solo un punto in due partite. Anzi, è quasi contento per come stanno andando le cose. Dice sul serio?
«Perché dovrei essere pessimista. Nemmeno i miei compagni lo sono. Io mi fermo alla prestazione e non al risultato. Siamo stati capaci di costruire dieci occasioni da rete. Poche? Una squadra che, in trasferta e contro avversari così quotati, si comporta così non ha alcun problema».
A Milano, però, avete perso. La partita e altri punti dalle rivali che adesso sono sei davanti alla Roma. Perché è così sicuro che la caduta di domenica sera non ridurrà le vostre chance nella lotta per il titolo?
«Proprio perché se continuiamo a calciare tanto in porta come è successo a San Siro vedrete che vinceremo molte partite da qui alla fine della stagione. L’altra sera sono arrivati tre gol, ne potevamo fare anche il doppio. E contro una delle formazioni più forti del pianeta».
Allora, che cosa è successo contro l’Inter?
«E’ stata la classica gara decisa dagli episodi. L’uno a zero è venuto con una giocata straordinaria di Sneijder, il colpo del campione che non puoi prevedere; il due a uno con un tiro di Eto’o che ha sorpreso Julio e il tre a uno con un rigore che è costato anche l’espulsione di Burdisso. Nonostante l’inferiorità numerica, siamo riusciti pure a rientrare in partita e a giocarcela fino in fondo. E non ho ancora detto niente del loro portiere».
Che cosa ha fatto Julio Cesar?
«Il fenomeno. Ha parato tutto. In ogni circostanza. Io ho provato a superarlo di piede e di testa. Niente. Ma lo conosco. Le sue parate portano all’Inter, in ogni torneo, almeno dieci punti in classifica».
Voi, invece, avete preso cinque gol: non le sembrano un po’ troppi?
«Quando siamo rimasti in dieci, contro un’Inter così attrezzata, è quasi normale subirne. Gli altri tre, l’ho spiegato, sono arrivati e non si sa come. Succede nel calcio. Mi tengo i gol fatti, non quelli subiti. Vedrete che non capiterà altre volte di incassare tutte quelle reti».
Sabato sera si presenta il “suo” Napoli all’Olimpico, secondo in classifica e lanciatissimo all’inseguimento del Milan. Voi non avrete nè Mexes nè Burdisso. Quanto rischiate, senza i due centrali difensivi, contro Cavani, Lavezzi e Hamsik?
«Sono due assenze pesanti, per il valore di Phil e Nicolas. Ma qualcosa ci inventeremo per fermarli. Staremo più attenti. Ma anche loro non possono star tranquilli».
La sfida è più importante per voi che per la squadra di Mazzarri. Non crede che sia l’ultima chiamata, almeno in chiave scudetto?
«Il girone di ritorno è appena cominciato, dobbiamo recuperare anche una partita. Contro il Napoli sarà dura. Ma noi vogliamo ripartire subito, dimostrando che la Roma c’è e non si arrende. Basta ripetere la bella partita contro l’Inter. A proposito, ma l’avete vista?».