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Rassegna Stampa Odierna AS Roma

Luis Enrique sotto processo «Chiamatelo Lucho il superbo»

Redazione

(La Gazzetta dello Sport - M.Calabresi) - Gli scommettitori più attenti avranno già rotto il salvadanaio: da ieri, ci sono le quote per l'addio di Luis Enrique. E neanche da buttare: il divorzio prima di Natale è offerto a 5,15.

Ma come, non aveva stregato tutti con i suoi metodi? E il mental coach? L'iPad? Ora lo spagnolo è «inadeguato e presuntuoso, Carlos Bianchi con gli occhiali da sole. E gli insegnassero la storia, visto che è così superbo». Come Lucio Tarquinio, settimo re di Roma, detto il Superbo. Massacrato Benvenuto a Roma, Luis: qui il grigio non esiste, o è tutto bianco o è tutto nero. Se prima si aspettava la mattina per il tam tam, oggi le radio arrivano dopo: sul web la rabbia regna sovrana da un pezzo e la tanto invocata pazienza sembra già esaurita. «Siamo usciti contro Pizza e fichi. Luis Enrique ha tolto Totti per fare il duro. Ora che gli eventi lo hanno punito, si dimettesse». Errori da dilettanti: «C'era aria di supplementari, e i cambi erano finiti all'80': poi è entrato Okaka, mica Messi». Dov'è Baldini? L'altro interrogativo della giornata: «Ha avuto il tempo di dare del pigro a Totti, poteva averlo anche per venire a Roma a mettere acqua sul fuoco. E invece se ne sta in Inghilterra». Qualcuno la pensa come Angelo Di Livio: «La nuova proprietà non vuole Totti». Ma anche il capitano finisce alla gogna: «A 35 anni dovrebbe dare l'esempio: non doveva andare negli spogliatoi». Su YouTube si esagera: c'è una clip in cui un tifoso si lamenta di aver speso 26 euro per vedere Verre. Ma non si doveva ringiovanire? Luis Enrique, però, vince per distacco. Maledetto sciopero: «Prendendo tre gol a Bologna ce lo saremmo tolti di mezzo». C'è serenità...