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L'estate calda di Mr. Tom DiBenedetto sempre in viaggio

Redazione

(Gazzetta dello Sport - M.Calabresi) Thomas DiBenedetto ha un grande vantaggio: non soffre il fuso orario. È un uomo d'acciaio. La lunga estate di Mr. Tom è un susseguirsi di viaggi, telefonate, firme e segni di vittoria, con il celebre gesto delle due dita che lo accompagna in ogni foto: dallo sbarco nella Capitale a fine marzo, allo stadio Pasienky di Bratislava.

LIGIO AL DOVERE Un passionale, DiBenedetto: viaggia per affari, ma anche per fare il papà e il tifoso. Ha seguito il figlio Thomas junior, interbase nella Palfinger Reggio Emilia, come un romanista seguirebbe i giallorossi in trasferta. È stato all'Acqua Acetosa e, nello scorso weekend, a Messina, dopo aver fatto un salto in Calabria, a trovare degli amici in uno dei rari giorni di ferie: gli altri pochi li ha trascorsi a Malibu, in California, tra il pre-closing di fine luglio e la chiusura della trattativa di giovedì. Anche in America il dovere viene prima: non si contano le giornate passate nello studio delle sue case a Boston e a Fort Myers, in Florida, informato su ciò che stava accadendo al di qua dell'oceano. Avrà anche il dovere di prendere confidenza con l'italiano: lo capisce già, ma in agenda c'è un corso intensivo. Promette di impararlo in sei mesi.

PROSSIMI IMPEGNI Per la prima volta, a Roma non è di passaggio: dopo il summit di ieri a Trigoria dove ha incontrato anche Lamela giovedì si presenterà all'Olimpico per la gara di ritorno con lo Slovan e domenica sarà a Bologna per l'esordio in campionato. Poi di nuovo a Roma fino ai primi di settembre: solo allora, dopo il Cda che lo nominerà presidente, tornerà in America per qualche giorno, il tempo di continuare a lavorare su alcuni accordi commerciali. Poi di nuovo a Roma, stavolta per restarci: non ha cercato casa, ma ha già espresso la volontà di vivere la città. Si stabilirà al centro: lo raggiungerà la moglie, non i figli, sparsi in giro per il mondo.

ABITUDINI Ha mangiato da Celestina a Viale Parioli e dormito prima all'Hotel Aldrovandi, poi al Grand Hotel a Via Veneto; ha conosciuto l'ambasciatore David Thorne, che non aveva mai incontrato a differenza di Michael Ruane uno degli altri componenti della cordata e salutato l'ex arcivescovo di Boston, il cardinale Bernard Law, ora incaricato a Santa Maria Maggiore. Gli manca solo Benedetto XVI, anche se è già stato più volte in Vaticano: troverà tempo Mr. Tom, la lunga estate sta finendo.