Rassegna Stampa Odierna AS Roma

Lanciato da Van Basten nell’Ajax

Redazione

(Corriere dello Sport/Infopress - R.Loria) - Centonovanta­quattro centimetri di altez­za a volte posson bastare. Lo sa bene Kakà che nel quarto di finale tra Olanda e Brasile negli ultimi mon­diali in Sudafrica si è visto ricacciare in gola l’urlo del gol da Maarten Stekelen­burg. Una parata da stro­picciarsi gli occhi, con la mano di richiamo a togliere dall’incrocio dei pali la pal­la millimetricamente cal­ciata dal brasiliano. Forse la parata più spettacolare dell’intera manifestazione e sicuramente una delle più decisive. Una parata sulla quale l’Olanda ha costruito la qualificazione alla semi­finale e poi l’approdo alla finalissima contro la Spa­gna. Stekelenburg, 29 anni da compiere il prossimo 22 settembre, di quel mondia­le è stato protagonista asso­luto, ereditando la porta di colui che ha sempre rap­presentato il suo modello, fin dai tempi del settore giovanile dell’Ajax: Edwin Van der Sar. Inutile spiega­re perché. Per un giovane portiere olandese, per di più cresciuto con la maglia biancorossa, il modello po­teva essere soltanto lui, l’ex numero uno di Ajax, Juven­tus e Manchester United. Di Van der Sar, Stekelen­burg è stato l’erede più con­vincente, superando negli anni, e nonostante qualche infortunio di troppo, la con­correnza rappresentata dai vari Didulica, Vermeer e Lobont (già proprio lui) tra i pali della porta dell’Ajax, mentre in nazionale il nu­mero uno nato a Harleem ha dovuto attendere che Van der Sar dicesse addio all’arancione per farsi spa­zio. Uno spazio creatogli prima di tutto da Marco Van Basten, che lo aveva allenato già nella squadra di club e ancor di più sotto la gestione di Bert Van Marwijk. Con l’Olanda, Ste­kelenburg ha giocato 40 ga­re, partecipando alle spedi­zioni dei Mondiali di Ger­mania e Sudafrica e all’Eu­ropeo 2008.