(Gazzetta dello Sport-F.M.Ricci) «Noi non abbiamo Messi, Xavi, Iniesta, Puyol, Dani Alves. Però abbiamo provato a creare quel sistema di eccellenza che Pep ha realizzato con il Barça. Altri uomini, con molta meno esperienza, ma stesso modo di vedere le cose, d’intendere il calcio» . Così Luis Enrique, parlando con orgoglio del suo Barça B. Ha ragione, Lucho, da vendere. Il Salamanca doveva vincere per salvarsi, ha perso 5-1.
l calcio di Luis Enrique «Non ho Messi ma vedo le cose come Pep...»
Anticlimax Lo stadio era vuoto, il Camp Nou, 30 metri più in là, strapieno per vedere una coppa, Luis Enrique costretto a inventarsi una formazione. Cinque dei suoi via con l’Under 19 spagnola. Non l’Under 23, o 21, perché qui siamo ai vertici della Serie B spagnola (il Barça è quarto, in zona playoff anche se non li può disputare perché in Liga i club non possono avere due squadre) ma comandano i giovani e nel Barça B ieri c’erano 5 ventenni e il più vecchio aveva 25 anni. Altri 4 sono andati a Londra con Guardiola, due sono infortunati, uno squalificato: in totale 12 assenti.
I cloni La filosofia però non cambia, gli uomini non fanno modificare l’idea, ed è la forza di questo progetto: 4-3-3 offensivo, uguale a quello dei fratelli maggiori. Saul, Jonatahan Soriano (pichichi della Segunda, ieri autore di una tripletta per arrivare a 30 gol) e Benja sono Pedro Messi e Villa. Jonathan (fratello minore di Giovani dos Santos) e Ilie si vestono da Xavi e Iniesta. Oriol Romeu fa il Busquets, si abbassa sulla linea dei difensori quando salgono i due laterali, Edu Oriol (che di solito fa l’ala, ma ieri bisognava arrangiarsi) e Abraham. La squadra tocca, controlla, occupa gli spazi e pressa esattamente come quella di Guardiola, i difensori escono sempre cercando d’impostare, mai lanciando lungo. Ovviamente il materiale umano è differente e quindi non tutto viene alla perfezione, però nessuno si preoccupa. Tutti hanno personalità, nessuno ha paura di sbagliare. È una fotocopia dell’altro Barça, ma non sbiadita, a colori e di ottima qualità. Veder giocare questi ragazzi è un piacere e i cinque gol segnati sotto gli occhi del presidente Rosell sono spettacolari. Il Salamanca si gioca la vita, il Barça gioca la palla: nessuna pastetta, solo la voglia di divertirsi, La classifica degli avversari sacrificata sull’altare del gioco e del fair play. Esigente Perché Luis Enrique è super esigente. «E per questo me ne vado: qui ho fatto tutto quello che potevo: siamo quarti ma non possiamo giocare i play off, come li stimolo questi ragazzi il prossimo anno?» . Infatti due dei migliori hanno già deciso di cambiare aria: Nolito va al Benfica, Victor Vazquez al Bruges. E Jonathan Soriano? «Io me lo porterei ovunque: fa gol, cosa complessa, è serio, ha carattere» . In attesa di saperne di più, una certezza: il Barça B di Luis Enrique è una gioia per gli occhi. La Roma è un’altra co-sa, d’accordo, ma l’idea c'è.
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