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Il NY Times: Roma, un club tutto da seguire

Redazione

(Il Tempo - A.Angeloni) - Una volta il presidente della Roma Franco Sensi, con tono lamentoso, disse: se avessi una grande stampa romana... Ce l’ha avuta, non ce l’ha avuta, non si sa.

Di sicuro - se per grande stampa romana si intendeva un modo consenziente di avallare tutto ciò che faceva la sua Roma - non ce l’ha avuta e in questo senso aveva ragione. Detto ciò, Thomas DiBenedetto, nuovo (o futuro) presidente della Roma, può stare tranquillo, perché intanto ha una grande stampa americana. Non un cattivo punto di partenza. Se l’edizione online del New York Times parla di una squadra «tutta da seguire» e le dedica un capitolo per dispensarne significativi elogi, Tom e soci sono già un bel pezzo avanti, poi la stampa romana la conquisteranno con il tempo. La Roma infatti - secondo l’autorevole giornale statunitense - deve essere considerata tra le cinque squadre europee da seguire con maggiore attenzione nella prossima stagione. Non parla di una squadra al top per titoli vinti, per acquisti fatti, per blasone, semmai il moto di curiosità può arrivare dal fatto che le società a cui si fa riferimento hanno alle spalle investitori stranieri e/o portano avanti progetti tecnici diversi, all’avanguardia, particolarmente stuzzicanti. Quindi non ci sono il Real e il Barcellona tra le preferite del New York Times, nessun accenno al Milan o all’Inter, ma le formazioni tutte da seguire sono: Roma, Juventus, Paris Saint-Germain, Malaga e Liverpool. Ci sono - si legge nell’articolo - motivi di ottimismo verso la società di DiBenedetto, seguiti da «grandi speranze per i nuovi acquisti Bojan, Stekelenburg, Heinze e il diciannovenne talento argentino Lamela, così come per i suoi punti focali preesistenti Totti, De Rossi e Borriello». Ricordando anche che la Roma americana è seguita da alcuni detrattori «che citano la quantità di talento sul foglio di uscita della squadra questa estate, che comprende Mirko Vucinic, Jeremy Menez e il difensore John Arne Riise, insieme con l’età di Totti e una base di fan impazienti che possono correre un periodo di incubazione vitale». Un bel lancio per la nuova Roma a stelle e strisce, quantomeno un segnale forte sulla qualità del progetto. Pure sull’idea del bel calcio, che già in passato era stato riconosciuto alla Roma, ma erano i tempi di Spalletti, ovvero tempi ormai andati. «L’americano che assume uno spagnolo - c’è scritto ancora nel pezzo - per fare un lavoro, suona come l’inizio di un film di gangster anni ’70». Speriamo non ci scappi la sparatoria. Ma non è la filosofia di questa nuova èra.