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I figliocci di Luis danno spettacolo nel Barça di Pep

Redazione

(il Messaggero - M.Ferretti) Martedì sera, al Camp Nou, il Barcellona di Pep Guardiola in Champions League ha battuto il Bate Borisov per quattro a zero.

Una non notizia, conoscendo il valore dei campioni d’Europa (e quello dei bielorussi), che diventa una notizia nel momento in cui si legge la formazione dei blau grana. Eccola: Pinto; Montoya, Bartra, Fontas, Maxwell; Dos Santos (Muniesa), Sergi Roberto (Riverola), Thiago Alcantara; Isaac Cuenca, Rafinha (Deulofeu), Pedro. Cioè, tre soli giocatori adulti (Pinto, Maxwell e Pedro, tutte riserve) e undici elementi del Barça B, con nove purissimi prodotti della cantera del club catalano. Sette under 21, i due fratelli Thiago Alcantara e Rafinha, i figli di Mazinho, ex Lecce e Fiorentina, e soprattutto, undici ragazzi che, nella passata stagione o in quella precedente, a Barcellona sono stati allenati da Luis Enrique.

Quando si parla delle meraviglie del Barça (A, B o C, scegliete voi) occorre fare doverosamente una valutazione: Thiago, Rafinha, il diciassettenne Deulofeu e gli altri giovanotti che l’altra sera hanno dato spettacolo, con Messi e gli altri fenomeni a tifare per loro in tribuna, giocano quel calcio, cioè il calcio più bello del mondo, da quando erano nei Giovanissimi.

Ecco perché quando arrivano da Guardiola, dopo esser passati per Luis Enrique, producono con (apparente) assoluta semplicità il calcio di Xavi, Iniesta e Fabregas. Perché per loro è normale giocare così, lo fanno da sempre e fondamentalmente non conoscono un altro tipo di calcio. Questa riflessione può aiutare a interpretare il lavoro alla Roma di Luis, che si è ritrovato a fare i conti con giocatori, giovani o adulti, che conoscevano un calcio completamente diverso dal suo.

Questo non assolve l’asturiano per i tanti (troppi) errori commessi sulla panchina giallorossa, ma - forse - gli regala insperate, generiche attenuanti. Perché se non si hanno gli uomini per fare un certo (quel) tipo di calcio, forse sarebbe meglio proporne un altro, più adatto alle caratteristiche della gente che si ha a disposizione.

Curiosità: il Barcellona di Pep Guardiola in questa stagione ha già giocato, tra campionato e coppe, venticinque partite ufficiali e l’ex centrocampista di Brescia e Roma ha presentato venticinque formazioni diverse. Vi ricorda qualcuno?