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Fede, guidala tu. La Roma in mano al nuovo De Rossi

Redazione

(Gazzetta dello Sport - M.Calabresi) L'acne giovanile non è come le rughe: non si cura con il botulino, e nemmeno con il lifting. Bisogna solo saper attendere che sparisca dal volto e che la crescita sia completa. Ora il viso di Federico Viviani è pulito, adulto: segni particolari che marcano il confine tra due periodi della vita.

Qualche anno fa, quando i compagni di squadra crescevano fisicamente e gli avversari pure, Federico era rimasto indietro, con due piedi di categoria superiore ma frenato da un fisico che stentava ad esplodere. E adesso che si è rimesso in pari, la differenza si vede tutta.

 

Tre tenori Dopo lo svezzamento con Stramaccioni e la maturazione con De Rossi, Luis Enrique è rimasto ammaliato dal «ragazzino» che sta diventando adulto: lo ha portato in ritiro (fin qui, niente di straordinario), fatto esordire, fatto salire nelle sue gerarchie e, infine, considerato la prima alternativa a De Rossi. Che, squalificato per tre giornate nelle competizioni europee dopo la gomitata a Srna, domani lascerà spazio a uno che solo due mesi fa ha conseguito il diploma e che, chissà, con qualche altro allenatore forse sarebbe andato a farsi le ossa altrove. E invece no: Luis Enrique se lo è voluto tenere, lo ha incensato pubblicamente venendo ripagato con un gol, a Budapest.

Scusate il ritardo Con Montella stava per esordire in Serie A, il 27 febbraio contro il Parma: si è scaldato per un tempo e se una Roma sciagurata, una delle tante dello scorso anno, non avesse deciso di far riaprire ad Amauri una partita già chiusa, sarebbe anche entrato. Si è dovuto accontentare di calcare (segnando) l'erba dell'Olimpico nella finale della Coppa Italia Primavera, persa contro la Fiorentina: potrebbe non farlo, invece, il 3 settembre, giorno della rivincita che vale la Supercoppa. Ormai è uno della prima squadra, quella sera rischia di restare a fare il tifo, anche perché magari all'Olimpico ci avrà già giocato giovedì 25, nel ritorno con lo Slovan.

Nuova fama Difficile che i tifosi riconoscano un ragazzo della Primavera, anche dopo uno scudetto vinto: dal giorno della presentazione delle maglie (lo stesso della presentazione di Luis Enrique), però, al nome Viviani hanno cominciato ad associare il volto. In ritiro hanno iniziato a chiedergli foto e autografi, ma lui non si è scomposto, nè montato la testa, così come non si è abbattuto dopo l'autogol al Mestalla, in cui avrebbe sperato in un aiuto di Lobont mai arrivato. Come Caprari, esordirà prima in Europa che in Serie A dopo che, solo un mese fa, a Riscone usciva dal campo con le gambe piegate dalla fatica. Ora sono diventate adulte anche quelle.