Rassegna Stampa Odierna AS Roma

De Rossi, la firma s’avvicina

Redazione

(Il Romanista - G.Dell'Artri) - Sarebbe dovuta essere questa la settimana della firma, c’è ancora chi giura che prima di domenica possa muoversi qualcosa di pesante e decisivo che possa portare all’annuncio: Daniele De Rossi ha rinnovato con la Roma fino al 2016.

 Probabilmente bisognerà aspettare ancora un po’, visto che le parti – la Roma e il giocatore, anche se riesce proprio difficile pensarle come “parti” – stanno ancora lavorando e limando domanda e offerta. Le certezze più grandi sono due: De Rossi vuole restare alla Roma e la Roma vuole che De Rossi resti. Non solo. De Rossi vuole restare alla Roma, è convinto di farlo ed è sereno in questo prezioso momento della trattativa e della carriera, e la Roma vuole fare di De Rossi il vero autentico erede di Totti, la bandiera, il simbolo, il volto stesso del nuovo progetto e – sì, è così – della stessa rivoluzione culturale. Ieri Sky ha annunciato un Walter Sabatini – il nostro direttore sportivo poeta – «molto ottimista» sulla firma di Daniele. Più che altro è realista, visto che lui – in fondo, in fondo, ma anche in superficie – non ha mai pensato ad altre soluzioni. De Rossi non è stato venduto, De Rossi non è stato messo sul mercato, di De Rossi si ha tutta la fiducia di questo mondo tanto è vero che ha iniziato la stagione senza firma su un contratto in scadenza.

 Stiamo parlando di uomini veri, dove la parola, o semplicemente il buon senso hanno il peso che devono avere: tutto. La Roma per De Rossi ha studiato un contratto particolare, che a turno è stato definito “innovativo”, “creativo” o “fantasioso”: si compone di tre parti, un fisso (tendente ai 4 milioni) e due variabili legate ai risultati della squadra e agli obiettivi individuali (gol, presenze nella Roma e in Nazionale). Non solo. Nel contratto dovrebbe essere prevista la possibilità di un automatico prolungamento alla scadenza dello stesso e garanzie importanti sul dopo-carriera. Qualcosa del genere. Ci si lavora. Ci vuole ancora un po’ di fantasia. Ma soltanto perché l’immaginazione più bella coincida con la realtà. Si era lavorato per l’inizio del campionato e poi, sempre sottotraccia, perché magari il rinnovo coincidesse con la nomina a presidente di Thomas Richard DiBenedetto. Mister Presidente è stato sempre chiaro: «De Rossi non si tocca». Così come è stato chiarissimo Luis Enrique: «Se De Rossi è fondamentale? Ovviamente sì. Lui è l’esempio». E avrebbe voluto aggiungere pure dell’altro. De Rossi invece della Roma pensa che... Che c’è bisogno di scriverlo?