(Corriere dello Sport - R.Maida) Tutti dietro, si può. Ma come, non è una contraddizione per il calcio propositivo che vuole Luis Enrique? A volte no. L’allenatore chiede alla Roma di pressare alto i portatori di palla avversari, lo ha urlato molte volte anche sabato, sbracciandosi quando l’Atalanta guadagnava terreno. Ma nessun allenatore vuole che il pressing spacchi la squadra in due tronconi. E così, nei momenti in cui non si riesce a riconquistare il pallone nella metà campo avversaria, Luis Enrique chiede ai giocatori di restare compatti, se necessario tutti dietro alla linea del pallone. Contro l’Atalanta è successo in diverse occasioni, grazie al supporto di Bojan (ma soprattutto Borini) e Osvaldo. Questo ha disorientato i giocatori di Colantuono, che infatti nel dopopartita ha confidato il suo stupore: « In alcune fasi della gara sembravano loro l’Atalanta e noi la Roma. Noi li andavamo ad aggredire alti, loro ci aspettavano per sfruttare il contropiede. E poi ci mettevano in difficoltà con le verticalizzazioni rapide » . Ovviamente non è sempre stato così, nel corso della partita. Ma quando si è trovata in affanno, la Roma non si è quasi mai sfilacciata come le era successo contro il Siena e in parte a Parma. Ha sempre mantenuto una sua compattezza, abbassando di 8,5 metri (dati della Lega) il baricentro nella ripresa: Heinze, che doveva badare a Denis, è rimasto in posizione molto arretrata come ultimo uomo a costo di tenere in gioco gli attaccanti dell’Atalanta (e così in tutta la partita c’è stato solo un fuorigioco provocato dalla Roma).
Rassegna Stampa Odierna AS Roma
Con l'Atalanta spesso tutti dietro la linea della palla
Ma la partecipazione di tutti i giocatori alla fase difensiva è servita a “fare densità” e a impedire all’avversario di trovare passaggi facili. Se la condizione atletica sorreggerà la Roma, l’alternanza pressing alto- ripiegamento collettivo metterà in imbarazzo molte squadre.
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