(Corriere dello Sport - G.Marcotti) - E ora non resta che la Champions League. Aggrappati all'Europa che conta.
Ancelotti, il futuro è appeso a un filo
Gli ottavi di finale di martedì contro il Copenaghen all'improvviso assumono i contorni di uno spartiacque nel futuro del Chelsea ( e in quello di Ancelotti). Perché dopo l'eliminazione dalla Coppa d'Inghilterra, rubricata già l'abdicazione in Premier League, la stagione di Ancelotti vira di male in peggio. Un'annata sempre più desolante, sia per colpe proprie che per sfortuna. Perché ieri a Stamford Bridge, nel replay del quarto turno contro l'Everton, i Blues non meritavano di uscire. Dopo il pari di Liverpool i padroni di casa hanno dominato per lunghi tratti il confronto costruendo numerose palle gol.
ILLUSIONE - E nei supplementari si erano persino illusi con Lampard. Ma la doccia fredda di Baines ha trascinato la qualificazione ai rigore. E dagli 11 metri i Toffees si sono dimostrati più freddi. Se a livello di gioco la crisi è superata, il Chelsea resta fragile, come fosse ancora in convalescenza, a livello di tenuta mentale, di concentrazione. Solo cosi' si spiega l'incapacità a gestire e portare in porto un risultato ormai raggiunto. «Non posso rimproverare nulla ai miei ragazzi perché abbiamo disputato un'ottima partita. Avremmo meritato la vittoria, purtroppo non abbiamo saputo sfruttare le nostre occasioni. ma ora dobbiamo subito rialzarci e pensare alla Champions ».
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