Niente scherzi la Roma non è né di Zeman né di De Rossi
Non si sono ignorati, logicamente, ma non si è visto neanche il franco colloquio che molti si aspettavano, probabile che abbiano preferito le quattro mura dello spogliatoio, nel comune tentativo di ritrovare la normalità. Quella perduta nel momento in cui il tecnico, che aveva tutto il diritto, e perfino il dovere, di fare le sue scelte in piena autonomia, magari evitando parole dannose soprattutto per la società, nel caso la frattura si approfondisse, con Ancelotti o Mancini pronti a «infilarsi». Purtroppo, non alle condizioni dell'estate, e qui si parla di soldi buttati al vento. Accentuare la polemica sarebbe sbagliato, ma poiché si parla di due persone civili e intelligenti, è probabile che in vista del duro impegno di Genova, tutto torni a trasferirsi su un piano puramente tecnico, senza speculazioni.
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