(Il Romanista - M.Macedonio) Una vittoria, quella limpida contro la Fiorentina, che ha scacciato qualche piccolo vento di crisi e che consente alla Roma di ripartire con il morale giusto in vista dei prossimi impegni. Inquadra così,Odoacre Chierico, il momento della squadra giallorossa. «La Roma – dice l’ex campione d’Italia al Romanista – ha fatto finora un cammino strabiliante in campionato. Basti dire che è l’unica squadra ancora imbattuta. Gioca un grandissimo calcio, ha un’ottima difesa e un ottimo attacco. E tutto questo avendo dovuto fare a meno, per tante giornate, di Francesco Totti. I quattro pareggi ci possono stare: un paio sono forse venuti per non aver giocato benissimo, ma un paio anche per sviste arbitrali che hanno certamente danneggiato la Roma. Assodato che anche queste ci possono stare, sperando che a fine campionato certe situazioni si siano riequilibrate, non possiamo non prendere atto che contro la Fiorentina - che è a sua volta una grandissima squadra, avendo dimostrato il suo valore in tante circostanze - la Roma ha fatto una bellissima partita. E con una prestazione superba ha messo a tacere quelle critiche che si stavano già levando. Ora ci si prepara ad affrontare una gara molto delicata, contro una squadra in crisi, ma che si chiama pur sempre Milan. I rossoneri saranno reduci dall’impegno non facile in Champions, mentre la Roma potrà sfruttare proprio questo vantaggio, che le deriva dal non dover giocare le coppe. Ho visto il Milan contro il Livorno, e non mi ha impressionato. Credo che se i nostri giocheranno alla loro maniera potranno portare a casa i tre punti».
Chierico: "Roma, provaci"
La Roma non avrà Pjanic, squalificato, ma dovrebbe poter contare di nuovo sul capitano.
Peccato per il bosniaco, perché in questo momento stava dando un contributo di fantasia che, in assenza di Totti, era l’unico in grado di dare, rendendo più imprevedibile la manovra sul fronte d’attacco. Vedremo quali saranno le scelte del tecnico in funzione di San Siro, visto che i giocatori vanno valutati di giorno in giorno. Garcia li vede allenarsi e saprà lui, meglio di noi, se Francesco potrà giocare o meno. Se non dall’inizio, almeno a partita avviata.
Prima di Natale la gara interna con il Catania e poi, alla ripresa, la sfida con la Juventus, la sera del 5 gennaio.
Una partita, quella, che viene subito dopo le feste, con tutte le insidie del caso, e che si giocherà verosimilmente con un clima molto freddo, intorno al quale ho visto che sono già nate alcune polemiche. È però certo che in una partita così importante tutt’e due le squadre debbano essere messe in condizione di giocare un buon calcio, al meglio delle loro possibilità.
Al riguardo, l’orario serale, alle 20,45, non è dei più felici.
Magari non cambia molto, ma alle 15 si sarebbe forse avuto qualche grado in più. Ripeto, non dovrebbe influire più di tanto, anche se è indubbio che chi vive a Torino è già più abituato a certe temperature. Una grande squadra si vede però anche in determinate occasioni e la Roma ha già dimostrato di esserlo. Deve solo continuare a farlo, anche moralmente. Dando l’esempio, come sta già facendo la stessa società. Che a mio parere si sta comportando egregiamente, rifuggendo dalle polemiche e dai piagnistei. Non mi piace sentir dire “Roma, sveglia!”, come ho visto fare a qualcuno. La Roma, secondo me, è ben sveglia e fa bene a evitare atteggiamenti vittimistici e sbagliati. Essendo così di esempio per tutti.
È la Roma, come dicono molti, l’unica vera rivale della Juventus in chiave campionato, visto l’attuale distacco delle altre?
Nel calcio può sempre accadere di tutto. Però, alla luce di questa prima parte della stagione, la Roma merita ampiamente di lottare per lo scudetto. La Juventus, va detto, dopo quel capitombolo fatto a Firenze, ha tirato fuori gli artigli e non è un caso che le abbia poi vinte tutte, senza subire più neanche un gol. Credo che la Juve abbia qualcosa in più nell’organico, non tanto sul piano della qualità dei singoli, quanto nel numero di giocatori a disposizione nella rosa, giustificato dall’avere come impegno anche la Champions.
Per la Roma c’è un problema diffidati, che mettono a rischio la possibilità di andare a Torino con la formazione migliore.
A questo punto del campionato, quasi tutte le squadre hanno di questi problemi. E’ vero che, nel caso specifico, si tratta di cinque autentici titolari, ma è anche vero che con il recupero di Totti e Destro, la Roma ha a sua volta la possibilità di intercambiare qualche giocatore senza risentirne più di tanto.
Torniamo alla squadra. Chi è tra i giocatori quello che l’ha impressionata di più, in questo scorcio di stagione?
Sono sorpreso positivamente da tutti. Se devo fare un nome, però, faccio quello di Gervinho, che anche domenica ha fatto cose straordinarie ed è veramente l’uomo in più della Roma. Mi piace poi molto Florenzi, che è un prodotto del vivaio ma anche un ragazzo umile, che si impegna sempre al massimo. Ha un buon fiuto del gol, e anche se domenica scorsa non ha brillato, per me resta un giocatore importantissimo.
Giochiamo un po’ con gli accenti. Che idea si è fatta, “Dodo” Chierico, di Dodò?
Credo che Dodò abbia solo bisogno di giocare. La Roma l’ha capito e certamente l’infortunio di Balzaretti lo ha un po’ aiutato. Di sicuro, quando si gioca con un minimo di continuità si può solo migliorare, e un giovane migliora quasi di ora in ora. Si migliora anche sbagliando, e a lui può essere capitato di commettere qualche ingenuità. Ma a me sta piacendo molto e credo che abbia tutte le carte in regola per diventare un grande esterno sinistro.
Chiudiamo con Rudi Garcia. France Football lo ha appena incoronato miglior allenatore francese dell’anno. Un riconoscimento importante, che lo ha visto superare anche il ct Didier Deschamps.
Io credo che questo allenatore stia dando tanto a questa squadra. Senza tornare sul passato, abbiamo vissuto gli ultimi due anni tra tante delusioni. Per questo dico che l’allenatore è importantissimo e penso che l’80 percento del merito di ciò che la Roma sta esprimendo sul campo e ottenendo come risultati sia dovuto innanzitutto alla società, che lo ha scelto. E poi, certamente a lui.
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