Roma-Udinese 3-1, LE PAGELLE: Maicon, discese da Triplete. Pjanic: Bosniac Sniper segna ancora. Senza Kostas son dolori
Qualcuno sognava il sorpasso, ma alla Roma sono bastate due sgasate di Pjanic e Maicon nei primi 10 minuti per rimettere tutti in fila. Da copertina la prova dell’ex interista tornato per qualche minuto ai tempi del Triplete. Solita prova senza pecche per Manolas mentre Rüdiger ha mostrato segnali di crescita confortanti. Basta poco a Digne e Nainggolan mentre a Dzeko manca solo il gol.
SZCZESNY 6: Dopo 40 minuti di noia arriva la parata centrale su Perica, dopo 75 il solito gol che rende amaro il dessert al termine di una cena informale. Nel mezzo tanti sbadigli e un paio di uscite.
MAICON 7,5: Altro che addio al calcio. Il brasiliano torna Colosso e in meno di dieci minuti sfodera l’assist vincente per Pjanic e un gol in collaborazione con Karnezis che festeggia polemicamente. Alla mezz’ora altra discesa da “triplete” e palla deliziosa per Florenzi che cerca il gol della vita. E’ vero che l’Udinese fa poco per mettergli i bastoni tra le ruote, ma sembra aver ripreso i giri (e i kili) giusti. La Roma ora ha un Maicon in più.
MANOLAS 7: La cosa più brutta della serata è il pestone di Perica a metà primo tempo che lascia per qualche secondo col fiato sospeso mezza Roma. Il resto del tempo lo passa ad ammirare i tatuaggi di Thereau senza correre pericolo alcuno. Decide così di mettersi il giacchetto e uscire un po’ dall’area. Quando lo fa serve il pallone del 3-0 per Gervinho che riporta la Roma sull’Olimpo. (69’ Gyomber 5: finalmente da centrale difensivo, subito un buco che rende chiara la differenza tra lui e il greco. Poi un altro pasticcio. Forse ha ragione Garcia).
RÜDIGER 6: I timidi segnali di ripresa visti nel secondo tempo di Firenze diventano qualcosa di più concreto nell’umida notte dell’Olimpico. Le ginocchia girano meglio e il fisico lo aiuta nella sfida di muscoli contro Perica. Azzarda pure qualche passo oltre il centrocampo, ma quando esce Manolas fatica a tenere dritto il muro.
DIGNE 6,5: Nella sfida con Widmer è lui il biondo a far uscire qualche bollicina in un confronto meno avvincente di un film con Vaporidis. Nel finale cerca pure il gol sfiorando il palo alla sinistra di Karnezis, ma non riesce a chiudere la diagonale su Thereau. Un impatto così facile col campionato italiano forse non se lo aspettava nemmeno lui.
FLORENZI 6,5: Come il Rum o la Vodka, la puoi shakerare con in ogni modo e con ogni ingrediente ma ne esce fuori sempre una gran bel cocktail. Stavolta si tratta di un drink leggero, da aperitivo. Sfiora il 3-0, copre le discese di Maicon e costringe Iturra e il (non rimpianto) ex Marquinho a restare bassi. (77’ Vainqueur ng: il tempo di una rissa con Badu, ma è il ghanese ad avere i nervi a fior di pelle)
NAINGGOLAN 6,5: Piazza il triangolo rosso a centrocampo e gli avversari stanno alla larga dalla sua cresta. Per fortuna non segue lo sciame dalla tribune e anziché tirare serve Maicon per il gol che sblocca la partita. Poi va tutto in discesa per uno dei centrocampisti più forti del campionato.
PJANIC 7: Bosniac Sniper stavolta spara da vicino e mette la quinta tacca stagionale senza neanche dare tempo all’Udinese di prendere posizione. Poi passa all’addestramento e prova prima a far segnare l’amico Dzeko, poi a innescare la bomba Gervinho. E’ a un gol dal suo record personale, ma già da tempo ha superato l’indice di gradimento di una piazza che spesso lo ha criticato in maniera esagerata.
FALQUE 6: E’ l’amico magari non troppo brillante che però puoi chiamare in ogni momento sapendo di poter contare su di lui. Non lascia graffi, ma copre la sua zona di campo senza errori e con la solita dedizione. Si divora un gol nel primo tempo.
DZEKO 6,5: E’ Crono, il titano ultimogenito di Gea (la Terra) e di Urano (il Cielo) che riesce a liberare i prigionieri nel Tartaro. In questo caso i compagni che sfruttano gli spazi concessi dai difensori dell’Udinese impensieriti dai movimenti del bosniaco. Sulle sue spalle si arrampicano compagni e avversari. Nota di demerito in zona gol. Stavolta ci arriva, ma il piede resta tiepidino.
GERVINHO 6,5: Più leone che leonessa. Nel senso che stavolta si sveglia solo sul più bello e con un ruggito si prende il frutto della caccia dei compagni dopo un’ora di sprechi e sbadigli. (65’ Iturbe 6: a volte dà l’impressione di voler correre più del pallone, ma le cose girano così male che l’unico miracolo di Karnezis arriva su un tiro da fuori dell’argentino)
GARCIA 6,5: Turn-over sì, ma stavolta senza esagerare. A cambiare è il modulo di una Roma compatta che chiude subito il match e sgasa di nuovo al primo posto lasciando dietro Inter e Napoli. Bravo a sfamare la fame di riscatto di Maicon e a gestire l’assenze di De Rossi. Due piccole pecche però ci sono: l’ingresso di Gyomber (perché non Castan) e il digiuno di Dzeko impegnato più ad aiutare la squadra che a trovare la gioia personale.
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