Forzaroma.info News AS Roma Wesley: "Contento di come mi sono adattato alla Roma. Flamengo? Un giorno tornerò"
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Wesley: "Contento di come mi sono adattato alla Roma. Flamengo? Un giorno tornerò"

Redazione
L'esterno giallorosso racconta la soddisfazione per questa sua prima stagione in Italia e si concentra sul Mondiale: "Sento una grande emozione e responsabilità. Cercheremo di vincere anche per Neymar"

Tra le grandi sorprese, positive, di questa stagione della Roma c'è stato sicuramente Wesley, uno dei protagonisti principali della cavalcata Champions dei giallorossi. Arrivato in estate con un grande investimento e al termine di un lungo tira e molla, il brasiliano ora è atteso dai Mondiali con la Selecao. In questi giorni è tornato in patria e ha rilasciato un'intervista a 'Lance', parlando anche del suo momento alla Roma: "È incredibile, davvero fantastico. Sono molto contento del mio rapido adattamento in giallorosso e al calcio italiano. Già solo il fatto di competere con questi giocatori affermati mi rende orgoglioso", ha detto Wesley riferendosi a Lautaro, Modric, Kenan e Thuram. Nonostante tutto, per lui è difficile dimenticare il suo grande amore: "Il Flamengo è stato il club che ha cambiato tutto. Sono molto grato al Tubarão, ma è stato il Flamengo a cambiarmi la vita. Continuo a seguirlo ogni volta che posso e nutro un grande affetto per tutti. Chissà, magari un giorno tornerò!", continua l'esterno. Che poi ha parlato dell'emozione della convocazione per il Mondiale: "È stato davvero speciale! Viste le numerose convocazioni e tutto quello che si diceva sulla stampa, immaginavo di essere chiamato, ma ho passato tutta la giornata con le farfalle nello stomaco. Nel momento in cui hanno iniziato a leggere i nomi, il mio cuore ha iniziato a battere all'impazzata. È stato fantastico sentire il mio nome, una sensazione meravigliosa! Tutti si sono abbracciati, ricorderò quel momento per sempre".

Wesley torna poi alle sue origini, quando non era tutto rose e fiori: "L'inizio è stato molto difficile, quel periodo dei provini con le squadre, dei rifiuti. Ho già detto che stavo quasi per abbandonare il calcio. C'era una situazione finanziaria molto difficile per la mia famiglia. Ma ho perseverato e, grazie a Dio, le cose sono cambiate. Un anno ero senza squadra, l'anno dopo giocavo in un Maracana gremito, e ora vado ai Mondiali. Ne è valsa la pena". E ora la Selecao e il peso di una tradizione di esterni destri fenomenale: "È davvero una grande responsabilità. Non mi piace paragonarmi a queste stelle, per rispetto di tutto ciò che hanno fatto. Voglio forgiare il mio percorso in modo che, magari in futuro, io possa essere ricordato come loro". Ora il focus è tutto sull'esordio del Brasile contro il Marocco del 13 giugno: "Penso di immaginarlo ogni giorno. Anche la preparazione è quotidiana, ovviamente, più ci avviciniamo alla data, più guarderemo video e lavoreremo concentrandoci su questa partita, ma è una squadra che tutti conoscono, per i giocatori che ha e per l'ultimo Mondiale disputato. Sarà un avversario molto difficile". Per lui sarà anche l'occasione di giocare accanto a una leggenda del calcio brasiliano come Neymar, cercando di portare in trionfo anche lui a coronamento della sua carriera: "Neymar è un punto di riferimento per un'intera generazione, non solo per i brasiliani. Cercheremo di vincere questo Mondiale per coronare la sua carriera. Sarà un'esperienza molto positiva. Oltre al suo talento, ha anche l'esperienza di altri tre Mondiali e ci aiuterà".