Gasperini: "Con la presenza di Ryan Friedkin c'è meno gente che riporta le cose " LIVE
A Trigoria si alza l'attenzione per il secondo derby stagionale dopo quello vinto all'andata. La Roma è in pienissima lotta per la Champions League e ha bisogno di una vittoria per continuare a sognare fino all'ultima giornata. Gasperini ha quasi tutta la rosa a disposizione e affronta una Lazio reduce dalla finale di Coppa Italia persa con l'Inter, in casa giallorossa c'è la consapevolezza di una grande occasione da sfruttare. Alla vigilia dell'ultima partita casalinga della stagione, alle ore 13.30 prende la parola in conferenza stampa il tecnico giallorosso: su Forzaroma.info le dichiarazioni live.
Gasperini in conferenza stampa prima del derby Roma-Lazio
Il caos pre-Derby è rappresentativo del caos del calcio italiano? Le ha causato problemi? "Noi siamo così motivati e dentro questa rincorsa, questa possibilità di giocare per il quarto posto - anche se siamo quelli meno accreditati per rispondere - avremmo giocato in qualsiasi ora. Non è stato un esempio di programmazione, ma soprattutto dispiace per i tifosi, anche per quelli delle altre città. Qui c'è un derby, ma altrove si devono muovere dei tifosi in trasferta e ha creato disagio. Giocare cinque partite in contemporanea è molto bello, emozionante per tutti. Se arrivi a giocare alle 12 della domenica non è il massimo".Quali sono le insidie? "La Lazio è un'ottima squadra, hanno finito la stagione e la loro unica motivazione forte è impedire alla Roma di raggiungere il massimo del traguardo. Noi abbiamo motivazioni molto più vere e forti, più legate al risultato, ma ciò non toglie le motivazioni della gara. Il derby è difficile per tutti, poi la Lazio è un'ottima squadra".
Quanto è fiducioso sul rinnovo di Dybala? "Intanto è importante che entrambe le parti, proprietà e giocare, abbiano questa idea. Io lo trovo molto positivo, quando c'è la volontà da entrambe le parti si può trovare la soluzione".
Quando arriva la proprietà a Roma succede sempre qualcosa, a gennaio ad esempio è arrivato Malen. La presenza di Ryan Friedkin quanto sta accelerando la situazione in ottica mercato e non solo? Sta rispecchiando una sua centralità nel progetto e nella visione della Roma? "Al centro del progetto Roma c'è la società, è molto più ampio e completo. A partire dallo stadio, dal futuro, dalla continuità che può dare la società, non solo negli investimenti ma soprattutto nella programmazione. Io mi occupo della parte tecnica, la mia responsabiltà è limitata alla costruzione migliore possibile per questa squadra, renderla soddisfacente per tifosi e società per raggiungere i traguardi migliori possibili. Il mio ruolo è questo. La presenza della proprietà è fondamentale, quando c'è tutto funziona meglio. C'è meno gente che riporta le cose, c'è possibilità di avere rapporti diretti, senza intermediari, che volontariamente o involontariamente cambiano un po' le opinioni. E con la proprietà soprattutto le decisioni sono veloci. Io mi auguro che Ryan, è già successo in questi giorni, oltre ad avere la velocità abbia anche un rapporto di conoscenza di questa squadra e dei giocatori che stanno dando il massimo. Indipendentemente dal futuro dei singoli giocatori la conoscenza diretta è fondamentale per la proprietà e per i giocatori. Si vive anche di questi valori, quello che rappresentano i calciatori del passato, qualcosa che le società si portano dietro e trasmettono, così la proprietà può assaporarlo ancora meglio".
Sarri alla fine verrà. "No, ha detto che non viene (ride, ndr). L'ha convinto la squadra? Nono, la squadra la ritira il presidente (ride, ndr)".
Il sistema calcio sta faticando e ha dimostrato tante falle, voi allenatori dovete far sentire la vostra voce anche attraverso questi gesti? "Io penso che il calcio sia bello giocarlo. Sarri aveva la sue motivazioni, anche giustificate, ma il calcio è bello quando si gioca, quando c'è lo stadio pieno, togliamo un po' di pressioni negative, cerchiamo di divertirci un po'. Poi noi ci giochiamo molto. Torniamo sempre al fatto che lo stadio pieno e la partita deve essere uno spettacolo. Quando trovi lo stadio pieno è anche uno spettacolo più bello delle partite. Cerchiamo di far diventare anche le partite più piacevoli per la gente".
Crede negli uomini derby? Ad esempio uno come Pellegrini... Può influire nelle sue scelte? "Ci credo che alcuni giocatori, magari che sono nati e cresciuti nella squadra di appartenenza e giocano dei derby li sentono in maniera diversa rispetto a uno che arriva da fuori e ha meno percezione del contorno, di quanta emozione c'è. Emotivamente ci sono giocatori che lo sentono molto di più, a volte emoticamente li porta a non fare buone prestazioni, altre ad esaltarsi. Sicuramente Pellegrini è uno che nei derby è stato spesso determinante. Lorenzo arriva purtroppo da un infortunio, si è allenato tutta la settimane e oggi valutiamo. Ma se lui sta bene ed è a posto, all'inizio o a gara in corso, è un giocatore su cui faccio molto affidamento".
(IN AGGIORNAMENTO)
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