Totti presenta 'Oltre', dal siparietto con Gasp al messaggio ai Friedkin: "Per la Roma ci sto sempre"
Questa è la serata di Francesco Totti che, in un Teatro Brancaccio gremito (circa 1.600 persone attese per ascoltare l'ex capitano), ha presentato il nuovo libro Oltre, scritto con Alessandro Alciato e pubblicato da Cairo Editore. Il volume racconta la vita di Totti dopo l'addio al calcio giocato nel 2017, un racconto che supera dunque il rettangolo verde e si concentra sulle esperienze vissute e sulle difficoltà affrontate dopo il ritiro. All'evento hanno preso parte anche la compagna Noemi, i figli e gli amici di una vita come Vincent Candela e Max Biagi. Un'occasione anche per festeggiare i 50 anni della leggenda della Roma, compiuti lo scorso 27 settembre. "In questi 50 anni ho dato e ho ricevuto tanto amore, soprattutto dalla famiglia, dai figli e dal popolo. C'è stato un dare e avere semplice, bello, trasparente. Penso che questo sia, per me, la cosa più importante. Facevo un lavoro che ho sempre voluto, una mia passione e un mio divertimento. Ho cercato sempre di dare e trasmettere quello che io provavo quando giocavo a calcio. Questo per me è stato un amore vero, non è semplice trasformare quello che pensi. In quei momenti ero sicuro di me stesso e spero che sia entrato dentro alle persone l'amore che avevo dentro", la confessione di Totti.
Totti sull'addio al calcio: "Momento forzato, che non volevo. Ma in questo mondo è la normalità"
Totti ha parlato così dell'addio alla Roma e al calcio: "Sono morto, sotto un certo punto di vista. E' stato un momento forzato, un addio forzato. Che non volevo e non sentivo. Sapevo che prima o poi ci dovesse essere, perché tutto ha un inizio e una fine. Ma per me è stato doloroso in questo caso, diverso da come l'avevo pensato io. Alla fine penso che sia la normalità di un lavoro come il calcio, dove quando servi servi e quando non servi non servi più. E' un modo di pensare sbagliato, ma purtroppo è la verità". Poi ha ripercorso qui lunghi e instabili momenti che lo hanno condotto verso l'addio: "Mi mancano quelle 2-3 cose che ero abituato a fare quotidianamente. A noi se ci togli la terra sotto i piedi incominciamo a traballare. Siccome non è stata una mia volontà, ma è stato tutto di corsa e all'improvviso visto che alla sono stato l'ultimo a sapere di questa cosa, ho accettato a malincuore. Ho accettato la decisione di quella dirigenza e, come ho detto, 'ho paura'. Non sapevo cosa avrei trovato voltando pagina, cosa volevo. Sono uno molto sensibile, abbastanza spesso mi chiudo in me stesso e non esterno. Un pregio, un difetto, non lo so. Allo stesso tempo, ho ripercorso tutti i 25 anni ripensando alle cose belle e brutte, se avevo sbagliato con alcune persone ultimamente. Non riuscivo a capacitarmi di cosa stesse succedendo, mi sono sentito perso. 'Morto' è una parola pesante, ma quando finisce un percorso di 25 anni e una storia così importante con un'unica maglia... ho detto 'ho paura'".Il rapporto speciale con Mihajlovic: "Onorato di avere un amico nel calcio, per me è qui"
Presente in sala anche la moglie di Sinisa Mihajlovic, Arianna Rapaccioni, e la figlia. E quel ricordo è stato molto emozionante per Totti: "Mando un bacio a Sinisa, so che ci sta guardando da lassù. Per me è stato fondamentale, è arrivato al momento giusto. Ero molto giovane, lui venne qui a Roma e, come scrivo sul libro, ero il suo 'tassinaro'. Lo portavo in giro da tutte le parti, anche se io non è che conoscessi tantissimo Roma. Mi diceva una via e gli dicevo 'ma dove sta?'. Abbiamo instaurato un rapporto che andava oltre il campo. E' una persona fantastica, era disponibile con tutti e socievole. Sempre sorridente, non ti faceva pensare mai niente. Se perdevamo cercava di ribaltare la situazione, aveva un carattere forte ma allo stesso tempo buono. Lo chiamavo 'zingaro' per la provenienza, ma non ho niente contro il suo paese. Lui andava 'oltre', veramente. Se gli dicevi 'zingaro' ti rideva in faccia. Un'altra persona ti avrebbe attaccato al muro, lui invece ti guardava con un'aria forte e potente. Era una persona forte, solare, bella. Chiunque conosceva Sinisa sa che era un ragazzo d'oro. Sono onorato di avere un amico nel calcio, per me oggi lui è ancora qui. Una persona così non può andare via, deve rimanere qui con noi".Gasp interviene in diretta: il siparietto. Poi la promessa: "La cena la rifacciamo comunque"
Nel corso della serata, Gian Piero Gasperini è intervenuto in video-chiamata ed è stato accolto da un applauso fragoroso del pubblico. "Questo è grazie a te, che ci hai dato la possibilità di rivivere quelle notti magiche che Roma deve vedere e giocare. Roma merita quel palcoscenico e grazie a te che ci hai riportato lì". Poi la parola è andata al tecnico: "L'altra sera lo spettacolo più bello è stato lo stadio. E' stata una bella partita, ma vedere così tanto entusiasmo in questa città è stato qualcosa di emozionante. Mi dispiace non poter partecipare direttamente stasera, ma volevo partecipare in qualche modo". E Totti scherza: "Ha chiesto se poteva intervenire, o no?". "Chi, io? Non c'era bisogno", la risposta di Gasp. E il 10 subito: "Altrimenti domani non ti vediamo sulla partita della Roma". Gasp riprende il saluto: "Era un attestato di grande stima per i confronti e per questa serata, mi raccomando ci vediamo domani sera". "Va bene, se trovo i biglietti vengo", ha annunciato Totti in vista di Roma-Slovan Bratislava. E sulle speranze scudetto, dopo un "no" fragoroso del pubblico, la leggenda giallorossa ha detto: "Pensiamo a domani". A quel punto è intervenuto Gasp: "Noi la cena la rifacciamo comunque" e la risposta di Totti è stata "Assolutamente, quando vuole. Stasera leggi il libro mister, tanto non hai niente da fare".Totti: "Futuro? Spero che i Friedkin vadano il più lontano possibile. Io sto dietro, ma per la Roma ci sto sempre"
Non poteva non essere toccato il tema futuro e le speranze su un possibile ritorno alla Roma: "In genere quando ti incontri l'incontro avviene in due, non da solo. In sette-otto anni non è mai successo, si vede che dall'altra parte non hanno lo stesso pensiero, la stessa idea. Hanno altre idee di vita, di pensiero e di lavoro. Ma è giusto così, lo accetto volentieri. O le cose si fanno insieme, o non si fanno. Se dall'altro lato non sei volenteroso o non hai lo stesso pensiero che ho io, fermiamoci qua. Non bisogna andare 'oltre', sembra fatto apposto. Spero che i Friedkin vadano il più lontano possibile. Io sto dietro le quinte, ma per la Roma ci sto sempre".Candela: "Vederlo triste dopo l'addio non era bello, ora giochiamo a padel in giro per il mondo ed è al top"
Presente anche un amico della vita come Candela, che ha parlato così di Francesco: "Lo conosco da 30 anni. Lui ha sempre voglia di fare e lo ha dimostrato. Lui ha smesso più tardi di me e vederlo triste dopo il suo addio non era bello. Era troppo calmo per me. E gli avevo detto di iniziare a giocare a padel e ora giriamo il mondo insieme con questo sport. Adesso è al top".Il video-messaggio di Ancelotti e la risposta di Totti
"Ciao Francesco un piacere poterti salutare in occasione della presentazione del libro. La tua storia è piena di amore per il calcio. Sei stato un campione straordinario soprattutto di fedeltà. Ti auguro il meglio", il videomessaggio di Carlo Ancelotti. A cui Totti ha risposto così: "Purtroppo non ci siamo trovati sui tempi, ma sarebbe stato bello lavorare con lui. Ma doveva venire lui a Roma perché da un’altra non si poteva. Lo ringrazio per le belle parole".Il ricordo del papà: "Ti amava e non te lo diceva". Poi ai figli: "Voglio tornare a essere famiglia"
Nel corso della serata, Totti ha avuto modo anche di ricordare l'importante figura del padre Enzo: "Era il fulcro di tutto e di tutti. Una persona solare, disponibile, amato da tutti. Non perché mio padre, ma perché aveva una capacità di porsi con la gente che era diversa dagli altri papà. Ho avuto la fortuna di crescere con lui, mi ha insegnato tanto: l'educazione, il rispetto, il sapersi comportare con le persone più grandi. E' un'altra persona che sento qui, vicino. Mi ha trasmesso valori e cose positive. Mio padre era quasi peggio di me, non parlavamo tanto ma con lo sguardo diceva tutto. Ogni mattina veniva a Trigoria e portava la pizza ai giocatori e ai magazzinieri. Non ti faceva mancare niente, ti amava e non te lo diceva. Per questo era amato. Veniva in ritiro in camper con gli amici, faceva 2-3 giorni di viaggio per starmi vicino. Ma io lo sapevo da terze persone, non da lui. Non mostravo niente, ma dentro ero l'uomo più felice del mondo perché sapevo di avere una persona che mi amava e che voleva il mio bene. Mi sentivo protetto sotto quel punto di vista. Quando è andato via mi sono sentito perso, è come il 28 maggio. Sono quelle cose che solo io so quanto ho sofferto e quanto soffro, sono momenti difficili da spiegare. Sono cose talmente belle da spiegare che neanche riesci a trovare le parole giuste per descrivere quello che è veramente. Ogni figlio decanta il papà o la mamma, ma per me lui era lo sceriffo numero uno. Era un buono, un bello. Pagherei oro per avercelo vicino e dirgli gli voglio bene", ha confessato un emozionatissimo Totti prima di scoppiare in lacrime. Poi la leggenda della Roma ha parlato anche dei figli: "Sono il papà e il papà va rispettato. Loro non sanno, o fanno finta di non sapere, l'amore e il rispetto che do loro. Allo stesso tempo vorrei che loro lo dessero a me. Non ho fatto nulla di male, fondamentalmente. Mi hanno crocifisso, giustamente. Ma allo stesso tempo spero che capiscono che tante volte devi andare sopra a dei pensieri non tuoi, non voluti. Loro devono essere i miei figli in tutto e per tutto. Ci sono state frizioni, contrasti, distaccamenti che io non ho accettato ma ho fatto finta di accettare. Ho un cuore, una testa, un amore. So che loro sono innamorati pazzi di me, perché certe volte rivedo in loro ciò che facevo io con mio padre. Non mostravo quello che pensavo, ma ci stavo male. E io sono stato il primo a sbagliare con mio padre. Sotto questo aspetto sono un po' razionale. L'importante è tornare come eravamo prima. Non è che lo esigo, ma lo voglio perché sono un papà che ha trasmesso valori e insegnamenti. Voglio dedicarmi di più a loro come loro devono dedicarsi un po' a me, per essere una famiglia come eravamo prima. Tanto ormai è successo, non possiamo più tornare indietro. Dobbiamo capire che la vita ci riserverà tante altre cose belle e che io con loro è più facile farle".Il rapporto con Vito Scala e la scena tutta da ridere dal dottore per... la prostata
Non era possibile evitare un passaggio su Vito Scala, tutto da ridere. "Vado a trovare in clinica il figlio di Vito Scala. Vito per me è un fratello maggiore, è stato tutto per me e lo è ancora. Abbiamo un bellissimo rapporto, a 360°. Non si vergogna per niente, mi dice tutto davanti a tutti. Il figlio doveva fare un interventino. Siccome Vito è un cagac****i con la C maiuscola, dal dottore dice 'Controlla Francesco, ha 50 anni e deve fare il controllo per la prostata'. Lui sa che io per queste cose impazzisco. Allora dice di chiamare un altro dottore. Mi viene a prendere e mi dice di andare a fare una visita. Arriva il dottore, di due metri e con un pollice... Ho detto 'scusami tanto, che cosa vuoi fare tu con questo arnese? Non ti azzardare minimamente perché ti uccido'. Non conoscevo il dottore, ma lo odiavo. Già solo al pensiero... avevo la pelle d'oca. E ho pensato che al posto del figlio sarei stato io quello ricoverato. Sembravo un paguro e il dottore dice 'Alza la gamba'. Ma che alza, io quasi la chiudevo. Prende la crema e la mette su questo metro e mezzo di dito... Alla fine ero morto, non mi sono mosso per 10 minuti. Sono andato via col ghiaccio e camminavo come i pinguini".© RIPRODUZIONE RISERVATA