Totti e la Maxima: "Vi spiego come è andata". Poi strizza l'occhio ai tifosi della Roma
Totti ha iniziato un nuovo capitolo della sua vita. Non più sul campo di calcio, quello ormai è un ricordo. Ma sul parquet. Il basket gli ha dato una nuova occasione, quella di sentirsi ancora parte di un progetto, di un gruppo. Francesco è diventato advisor della Maxima. Una scelta che ha sorpreso, almeno all'inizio. Ma dietro c'è una storia precisa. Una telefonata, un incontro e poi la decisione di accettare. Totti ha raccontato tutto in un'intervista alla Gazzetta dello Sport. Ecco le sue parole.
“Lo spogliarello non lo faccio”: la promessa di Totti alla Maxima scatena il sorriso
Il suo ingresso nel basket ha stupito un po' tutti: racconta com'è andata? “Ricevo una telefonata dal mio agente: era stato contattato da Matiasic, gli aveva spiegato un po’ quello che avrei dovuto fare e il mio ruolo. “Incontralo”. Lì per lì ho preso la cosa diciamo con tranquillità, per me il basket era un altro sport, un altro mondo. Ma tutto mi intrigava, per cui era doveroso conoscerlo. Ho trovato una persona con i modi e con i tempi giusti, così dopo la chiacchierata ho capito che le sue idee non erano affatto male. E alla fine ho detto sì”.Se la Maxima dovesse vincere un trofeo, promette qualcosa alla squadra? “O’ spogliarello no ‘o posso fa', ma per qualsiasi cosa su Roma hanno carta bianca. Devono vincere qualcosa di importante eh…”.
Ci sarà rivalità tra i due club romani? “All’inizio è normale che ci possa essere un po’ di attrito, però alla fine bisogna anche aiutarsi”.
Sembra scontato che cercherà di portarsi il pubblico romanista dalla sua parte, ossia sponda Maxima... “Allora semo a maggioranza”.
In una gara di tiri liberi chi vorrebbe sfidare? Può nominare chiunque. “Mio figlio. Solo perché sono sicuro di vincere”.
Ha detto che vorrà stare spesso a contatto con la squadra. “Sì, lo farò. Spesso seguirò la Maxima anche in trasferta. Anche se calcio e basket sono due sport diversi, è normale che dopo aver vissuto 30 anni di calcio ad alto livello capisca le dinamiche dello spogliatoio. Si tratta sempre di un gruppo e sarà un piacere per me condividere lo spogliatoio e vivere certi momenti anche se fondamentalmente non c’entro niente delle cose interne. Ma qualche consiglio a qualcuno lo posso dare…”.
Un po’ di basket lo ha vissuto? “Certo, mi è sempre piaciuto. Nella mia abitazione avevo anche un canestro fuori, mi divertivo a tirare. E poi ho visto tante partite dal vivo della Virtus Roma. Carlton Myers è un mio amico”.
Virtus dal vivo e Nba in tv? “Sì, devo dire che i playoff sono sempre belli da vedere. Sono anche andato al Madison di New York, con mio figlio, per una gara dei Knicks. Rimasi colpito, era tutto tranne che una partita, uno show, bellissimo”.
Si tratta della concezione di spettacolo in uso negli States che Matiasic vorrebbe portare col tempo a Roma. “Infatti l’Nba la realizzeremo al Palaeur”.
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