Forzaroma.info News AS Roma Spalletti: "Totti nel derby? Bisogna saper scindere le emozioni. Per la Lazio siamo l'unica ragione" - AUDIO - VIDEO 1/2/3
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Spalletti: "Totti nel derby? Bisogna saper scindere le emozioni. Per la Lazio siamo l'unica ragione" - AUDIO - VIDEO 1/2/3

Jacopo Aliprandi
Le parole del tecnico giallorosso alla vigilia del derby della Capitale: "Il derby è sempre emozionante, ma noi abbiamo anche altre mire, vogliamo raggiungere la qualificazione alla Champions League”

L’ultimo suo derby sulla panchina giallorossa non era finito bene, la Roma aveva perso una brutta partita 4 a 2 contro una Lazio inferiore qualitativamente ai suoi giocatori. “Si ma io sono pari nei derby: vinti, persi e pareggiati”, ricorda Spalletti in conferenza stampa.

Sette anni dopo è pronto il tecnico di Certaldo è pronto a riscattarsi, consapevole di avere un gruppo più forte psicologicamente di quello della sua esperienza romanista: “Questa squadra invece è consapevole della sua forza, e che quindi non farà errori di nessun genere. Il derby è sempre emozionante, ma noi abbiamo anche altre mire, vogliamo raggiungere la qualificazione alla Champions League”.

LAZIO SENZA OBIETTIVI – Le stracittadine offre sempre stimoli ed emozioni maggiori, soprattutto a squadre che, come la Lazio, non hanno obiettivi e stallano a metà classifica: “Mi sarebbe piaciuto giocarlo ad armi pari, cioè che anche loro avessero avuto altri obiettivi ai quali pensare. Io non so chi ci arriva meglio o peggio, però mi sarebbe piaciuto giocare ad armi pari, mentre per loro in questo momento siamo l’unica ragione. Noi ne abbiamo anche altre. Spero che i miei giocatori siano bravi a gestire anche queste altre cose”.

TOTTI COME PIZZUL – Potrebbe essere l’ultimo derby con la maglia giallorossa di Francesco Totti, poiché il suo contratto scadrà a giugno e ci poso, fin qui, poche possibilità di rinnovo da giocatore. “Se dovessi rispondere a un sondaggio televisivo, domani lo fare giocare titolare. Ma un altro sondaggio potrebbe essere se far commentare l’Europeo a Pizzul (78 anni) o a Caressa. Io devo scegliere da allenatore, devo prendere atto di tutti gli aspetti del giocatore e fare delle scelte”. Undici gol nei derby, miglior marcatore della stracittadina, le ultime due reti realizzate dal capitano giallorosso contro la Lazio sono del match pareggiato 2 a 2 nella passata stagione: “Si, lui ha fatto una doppietta, ma chi ci dice che nel primo tempo di quella partita la Roma non è andata sotto di due gol perché non aveva l’apporto di un calciatore nel coprire gli spazi? Chi glielo dice? La gestione della partita diventa fondamentale”.

DE ROSSI TITOLARE? – Il capitano molto probabilmente si accomoderà in panchina, il suo vice invece potrebbe rientrare tra gli undici titolari: “Daniele ha fatto dei buonissimi allenamenti ultimamente, vedi quello di ieri. Per cui niente è scontato, ma bisogna valutare bene quello che è la squadra, che sarà l’equilibrio, quello che in questo momento propongono altri calciatori con lo stesso ruolo di Daniele. Anche per gli altri devo fare attenzione a questo. De Rossi lo sa, per cui io sono tranquillissimo”.

CONFERENZA STAMPA DI SPALLETTI

Bollettino medico: "Gli unici indisponibili sono Gyomber e Vainqueur. Vainqueur ha un affaticamento all'adduttore e con dispiacere non ce l'ha fatta a recuperare. Tutti e due torneranno in gruppo a metà della prossima settimana. Poi ci sono un altro paio di situazioni non chiarissime ma gestibili se non peggiorano oggi. Gli altri tutti a disposizione".

Vive un'emozione particolare nel tornare in panchina al derby?Sì è vero, è un'emozione particolare che ti viene trasferita anche da quella che è la passione che c'è per questa partita e questa squadra. Naturalmente lavorando in questa città ne si viene coinvolti. Però noi abbiamo anche altre mire, altri obiettivi. Dobbiamo essere bravi a saper gestire le emozioni per quelli che sono i nostri traguardi.

Come arriva la squadra a questo sprint finale e al derby?Secondo me ci arriviamo bene, almeno parlando del derby. Però mi sarebbe piaciuto giocarlo ad armi pari, cioè che anche loro avessero avuto altri obiettivi a cui pensare in questo momento. Sento parlare di differenze, di chi ci arriva meglio o peggio. Io non so chi ci arriva meglio o peggio, però mi sarebbe piaciuto giocare ad armi pari, mentre per loro in questo momento noi siamo l'unica ragione. Noi ne abbiamo anche altre. Spero che i miei giocatori siano bravi ad essere forti nella testa e a saper gestire anche queste altre cose.

Prendo spunto da un sondaggio: "E' l'ultimo derby per Totti, voi lo fareste giocare titolare o no?". Volevamo anche un suo voto.Se penso a un sondaggio, anch'io lo farei giocare. Poi se gioca di sicuro ha la fascia di capitano. Ma si possono proporre anche altri sondaggi per Sky (ride, ndr). Se il commento dell'Europeo lo può fare Pizzul o Caressa. Si possono proporre tante cose, non deve essere l'unico sondaggio proponibile. Ce ne sono tanti di sondaggi che si possono fare. Ha ragione Caressa, da amante del calcio, quando dice che sarebbe giusto vederlo in campo a giocare questa partita qui. Lui ha sempre fatto vedere delle grandi giocate dentro ai derby. E' chiaro che da allenatore bisogna scindere l’emozione e la passione per uno sport e considerare tante altre cose, che io spero di fare nella maniera giusta perché è una partita importante, un risultato importante per quello che sono le mire che noi abbiamo. Noi dobbiamo perseguire incessantemente l’obiettivo della Champions e c’è questa tappa dentro.

Sono passati soltanto 14 mesi dalla doppietta di Totti nel derby. Possibile sia cambiato così tanto da un punto di vista fisico in così poco tempo?Ora rispondo come ho risposto prima, anche se avevo detto che su Totti non avrei più risposto, perché se no si diventa anche un po' monotoni. Quando si analizza una partita, ci sono due storie diverse. L'analisi di una partita si fa tenendo conto di molte altre situazioni che lei probabilmente, da sentimentale e passionale, non sa vedere perché Francesco le giocate le farà sempre. Se si tratta di giocate, possiamo fargli anche di altri 5-6 anni il contratto. Il piede gli rimane quello, sono altre le cose che vanno ad essere riconsiderate. Chi le dice che nel primo tempo di quella partita, dove lui ha fatto 2 gol, la Roma non è andata sotto di 2 gol perché non aveva l'apporto di un calciatore a coprire degli spazi o a fare un certo lavoro? Chi glielo dice? Allora bisogna riprendere quelli che sono i numeri. Da un punto di vista mio, la gestione della partita diventa fondamentale, ovvero il pallino del gioco lo abbia la squadra. Per tenere il pallino del gioco deve saper far girare bene palla e poi deve risaltare addosso agli avversari e riconquistarla in meno tempo possibile, altrimenti ti fanno correre, e correre senza la palla è la più grande fatica che si fa in una partita di calcio. Se si fanno analisi e si guarda quello che è la fatica psico-fisica di quando una squadra ha la palla e quando non la ha cambia totalmente. Allora tu perdi di vista quello che è il pallino del gioco. Poi, chiaro, non si può dare colpa a una punta, ma ve l'ho già spiegato più volte che il problema è questo qui. Poi quando ha la palla sul piede la mette dove vuole. Se vedi la partita di allenamento è un piacere. Se gli passano 3 palloni sui piedi è come se gliene fossero passati 6. Si raddoppia sempre. Ma poi la palla ce l'hanno gli altri. E come si fa?

Totti quindi non può più gestire una gara da 90'?Anche per colpa mia magari. Non l'ho più fatto giocare con insistenza. Ho fatto una partita contro la Primavera da cui ho tirato fuori dei numeri da portare a sostegno di quelle che sono decisioni o simpatie o disponibilità o durezze o professionalità, chiamale come vuoi. Io debbo anche constatare delle situazioni, è così. Chiaro che poi dentro questi numeri non c'è la palla giocata di prima dietro le spalle che nessuno vede, perché non è catalogabile.

Lui questa cosa l'ha capita?Secondo me lui è un passionale, uno a cui garba l'attrezzo. Uno che appena entra in campo dice "ragazzi, facciamo il riscaldamento". Uno che sui tiri di precisione la mette sempre là. Non ci sono tante situazioni da dovergli mettere attorno. Lui vuole avere il contatto con l'attrezzo.

Domani ci saranno pochi spettatori. Cosa ne pensa?Mi dispiace quando leggo sui giornali questi numeri, che ci si preparerà ad avere un derby con poca partecipazione. Avrei voluto sentir parlare di progetto di stadio pieno. Facciamo un progetto di stadio pieno, mettiamoci tutti seduti e cominciamo a parlare delle componenti per riuscire a riempire l'Olimpico spesso. Mi adopererò per conoscere più cose e chiederò a Gabrielli se è possibile parlarci e conoscere meglio la situazione. Sicuramente mi dispiace. Penso che per i nostri tifosi sia un sacrificio enorme. Io l'ho visti i derby, la curva Sud: proprio per quello che è l'amore e la dipendenza da Roma che si ha, mi sembra difficile che possano farne a meno. Capisco il loro sacrificio. Poi sento parlare di giugno. Giugno è distante, bisogna farlo prima. Bisogna trovare la soluzione prima perché noi tutti la vogliamo. Chiaro che il derby fa battere le mani, ma molto di più i cuori. E i cuori quando battono fanno lo stesso rumore anche da Testaccio. Per cui non avremo lo stesso supporto dello stadio pieno, perché sappiamo quanti cuori battono per la Roma.

La Lazio ha fatto quasi sempre bene contro le squadre forti, che impongono il gioco.Noi tenteremo di fare la partita e di vincerla. Loro sono una buona squadra, ecco perché hanno offerto buone prestazioni contro grandi squadre. Hanno un grandissimo allenatore, Stefano Pioli, che io conosco bene. E' un professionista di prima qualità. La squadra saprà sicuramente come comportarsi in campo. Noi tenteremo di fare la partita, oltre a vincerla. Abbiamo questa mira: essere una squadra che si confronta con tutti con l'idea di provare a vincere la partita.

Quanto è difficile tenere anche De Rossi in panchina in un derby?Questo è il suo pensiero. Da un mio punto di vista, è molto più facile di quanto potrebbe sembrare. Io tento di far giocare i migliori, lo dice l'inno della Champions. Per aspirare alla Champions, siccome noi vogliamo andare assolutamente là, abbiamo quella mira lì, noi dobbiamo stare quasi stabilmente in quella competizione lì. Quello deve essere l'obiettivo o sarà il traguardo di sempre per noi che siamo della Roma. Daniele ha fatto dei buonissimi allenamenti ultimamente, vedi quello di ieri. Per cui niente è scontato, ma bisogna valutare bene quello che è la squadra, che sarà l'equilibrio, quello che in questo momento propongono altri calciatori con lo stesso ruolo di Daniele. Anche per gli altri devo fare attenzione a questo. De Rossi lo sa, per cui io sono tranquillissimo.

Ho notato che da quando sei tornato eviti di fare riferimento alla tua prima storia romanista. Però io ricordo un derby dove dopo pochi minuti eravate sotto di 2 gol e sei dovuto entrare in campo per dare coraggio. Anche lì la Roma era favorita, ma poi perse. Pensi che questa squadra che hai oggi sia più forte di quella di un tempo a livello di testa?Io con i derby sono in parità: vinti, persi e pareggiati. Devo accettare il verdetto del campo, anche se ricordo bene gli episodi di quelle partite là. In quel caso la squadra subì da un punto di vista di nervosismo. Entrarono troppo contratti, probabilmente in quel momento erano poco consapevoli della loro forza. Questa squadra invece è consapevole della sua forza, e che quindi non farà errori di nessun genere. Però loro sono una buona squadra, possono comunque avere la meglio su delle situazioni durante la partita. Noi in quegli anni lì abbiamo fatto buoni risultati. Magari se nel preparare la domanda citavi anche le 11 vittorie invece che i gol presi nei primi 5'...

Lei non vuole parlare di Totti...Io di Totti ne voglio 15. Sembra che voi abbiate l'interesse a farne giocare uno, io invece ne voglio avere 15 forti come lui. Siccome è la quarta domanda, si parla di interesse...

Il fulcro qui è un anno di contratto. Non crede che sia il caso di incitare la società a prendere posizione?Io devo fare bene il mio di ruolo, non vado ad interferire su prese di posizioni diverse. Proprio perché è Totti, è una questione delicata. Io non voglio essere messo dentro quella che è la storia di Totti. Io devo gestire la squadra e fare delle scelte per avere risultati che per noi sono fondamentali. Se la squadra funziona devo dare forza anche agli altri, devo fargli credere di essere forti come altri calciatori. Io gestisco questa parte qui, che è la mia, sulla quale non voglio interferenza. Sulle altre non voglio interferire, su quello che è il rapporto che è giusto che sia quello. Che si debbano dire tutto, che io non so e non devo andare ad interferire.

Lei ha l’obiettivo di normalizzare l’arrivo a partite come il derby?Domanda giusta, che noi condividiamo come pensiero. Non vuol dire sminuire questa partita, ma noi abbiamo anche altre attenzione. Vogliamo andare a vedere cosa c’è là. Vogliamo il confronto con l’Europa calcistica. Per noi non deve essere l'unica ragione di esistere.

Lei disse che bisogna creare uno "stile Roma". Però per i giocatori non sembra mai il punto di arrivo. Non bisognerebbe proprio partire da qui?I giocatori lo sanno bene, possono stare tranquilli. Da qui alla fine che diano il massimo su quella che è la ragione di vita di questi 2 mesi che mancano, poi chi vuole andare via va via. Non ci sono problemi. Anzi, noi se ne sceglierà qualcuno da mandare via. Fa parte dei ruoli e delle posizioni. E' giusto che chi ha mire importanti giochi da calciatore importante. Quando si arriva in fondo, uno dice le ambizioni e le aspirazioni che ha, che sono giuste e corrette e verranno accontentati. Tutti, non si può legare nessuno. Si è sempre giocato a calcio e sempre ci si giocherà, basta un pallone e un prato. Poi c'è da considerare che siccome sei un calciatore forte, si ha un costo di mercato, si prendono in considerazione tutte le cose. L'obiettivo? Gente che lotta per i risultati di cui abbiamo parlato.

Nainggolan dice che Juve e Napoli non sono più forti della Roma. Lei è d'accordo?Non lo so perché io sono arrivato ora e devo rendermene bene conto. Chiaro che se lui dice così è il primo ad ammettere che ha fatto poco. Uno deve parlare per sé, non per gli altri. Se lui è arrivato a constatare che queste squadre sono più forti, bisogna mettere qualcosa di più sul piatto. Oppure pensa che voleva incolpare qualcuno? Secondo me no. Io dico che lui, se dice di essere al pari di uno che gli sta davanti, ha lasciato qualcosa come attenzione. Deve pedalare di più.

Anche se Nainggolan ha ammesso di avere meno continuità di loro...Dipende sempre da che taglio gli si dà.