Spalletti: "Domani è la partita più importante per il nostro futuro. Dobbiamo essere più sbarazzini" - AUDIO - VIDEO
Il tecnico giallorosso Luciano Spalletti questo pomeriggio ha tenuto presso il centro sportivo "Fulvio Bernardini" di Trigoria la conferenza stampa che anticipa il match di domani sera tra Roma e Frosinone.
In settimana si è parlato del possibile utilizzo di El Shaarawy da esterno. Come si è allenato in settimana? Ci sono le possibilità di utilizzarlo in quel ruolo?E' quella lì la valutazione da fare in maniera approfondita, se potrà dare il suo contributo per tutta la partita o se è meglio guardarlo ancora in qualche allenamento. E' un periodo che non giocava ed è più facile che si possa utilizzare nel corso della partita. Il ragazzo ha qualità importanti per noi perchè ha questa qualità di corsa e tecnica, è un ragazzo che sente la porta e ci viene a completare in un reparto che per noi era un po' scoperto. E' uno che si adatta a fare il terzo offensivo, quello che punta di continuo l'uomo, e allo stesso tempo è un che sa fare tutta la fascia.
Sappiamo che nell'ultimo periodo Iago Falque non è stato benissimo, ha stretto i denti; e' tornato a disposizione Maicon, ma quali sono le condizioni di Florenzi?Iago quando sono arrivato aveva questo problema al tendine rotuleo, un po' di infiammazione che, poverino, per farmi vedere che era al massimo ha spinto e lo ha infiammato di più. Visto che non poteva far vedere veramente il suo valore ha deciso, in accordo con i medici e con me, di fare un po' di allenamenti differenziati e ora sta molto meglio. Maicon stesso discorso, ha delle difficoltà a sviluppare tutto, per cui va un po' gestito in base al problema che ha, però le sue intenzioni mi sembrano belle, sane e importante, per cui noi valutiamo oggi e decideremo. Florenzi è difficile che sia della partita, perchè ha preso questa 'legnata' a fine partita che poi è stato un po' il motivo del suo rimprovero a fine partita di quella piccola protesta a cui ha accennato, che io non voglio che faccia perchè lui è un grande calciatore e come tale poi si deve comportare in un certo modo. Ma non avevo valutato bene l'entità del colpo che aveva preso, perchè è tornato al campo con le stampelle e non si è allenato e ha un dolore importante. Meno male che non c'è la frattura, però è un danno per noi, perchè probabilmente non sarà della partita.
Quel ruolo di esterno, al posto di Florenzi, può farlo eventualmente anche Torosidis?Si lo può fare anche lui. Possiamo anche trovare altre soluzioni ma quella mi sembra la più corretta, anche se c'è da valutare anche Maicon.
Lei ha avuto come prima partita il Verona che era ultimo in classifica e non ha mai vinto, ora trova il Frosinone con otto sconfitte e due pareggi. In cosa può essere migliorata in questo periodo la Roma?Io voglio aspettarmi qualcosa di meglio anche dopo la partita contro la Juventus. Abbiamo fatto dei passi avanti, abbiamo corretto alcune cose, dobbiamo metterci ancora qualcosa in altre e raggiungere un equilibrio ed essere bravi a sviluppare dei concetti di gioco, quelle che sono le situazioni che possono farci riappropriare delle nostre qualità. Noi dobbiamo avere un ordine come abbiamo fato con la Juventus, e allo stesso tempo essere più sbarazzini, ripartire di più e andare più a far male agli avversari. Questo sarebbe poi il discorso finale, la cosa corretta.
Salah ultimamente vive un momento di appannamento, dopo l'infortunio non ha avuto lo stesso rendimento di prima. Che cosa gli serve per riaccendersi e tatticamente può far bene da trequartista?Questo infortunio lo ha penalizzato, dopo che è rientrato non ha quella brillantezza e lo spunto che aveva contraddistinto le sue qualità. Lui la prima cosa che deve fare è ritrovare di puntare l'uomo, perchè quella è casa sua, è la sua qualità. Poi i dieci metri più dentro o i dieci metri più fuori, quando io ho alluso che abbiamo fatto dei passi in avanti nel calcio italiano e che ci sono degli allenatore che hanno portato del calcio nuovo, è questo di parlare dei principi e dei concetti di gioco, perchè va riconosciuto quando bisogna prendere il pallone sui piedi e quando invece bisogna attaccare la profondità. Quella è una situazione che fa parte del calciatore, non importa metterlo sempre fuori o sempre dentro, dipende il tipo di gioco che stiamo sviluppando e il tipo di interpretazione che deve avere. Questo lo dobbiamo saper fare tutti e due. Lui è bravo quando ha la palla tra i piedi, per cui anche nello stretto ha questa rapidità; secondo me fa più fatica se poi parte da più esterno, perchè la strada è più lunga e si incontrano più persone nel tragitto per arrivare a casa dove bisogna far gol. Quando tu torni è lunga, ti costringe ad abbassarti. Se torni per vie centrali la strada è più corta per tornare a ribaltare l'azione e a far male. Ti possono trovare sia dal centro, a destra e a sinistra con un passaggio tra le linee. Quando giochi sull'esterno c'è bisogno di un fraseggio, quando invece sei centrale lo inneschi subito. Sono cose che supererei come interpretazioni, sta al giocatore saper interpretare. La linea difensiva avversaria molla di più e tende a pararsi un po' il culetto perchè c'è spazio alle spalle, allora c'è più spazio tra le linee di tenere palle tra i piedi. Ma queste sono cose che i giocatori sanno, vengono applicate e probabilmente è giusto che lui non ha ritrovato lo spunto e le qualità che ha.
Zeman da quando è arrivato ha già parlato due volte, la prima dell'ambiente giallorosso, la seconda di Totti che si sta infreddolendo in panchina. Le hanno dato fastidio queste esternazioni? Pensa di star sbagliando qualcosa nella gestione di Totti?Così è in base a quello che ha detto Zeman, la gestione di Totti è un'altra cosa, anche se l'ha detto lui. Rabbrividisco al fatto che ci ho parlato due minuti prima che intervenisse e mi ha detto tutt'altra cosa. Era a Roma lui, al telefono con Tempestilli, me lo son fatto passare e gli ho chiesto consigli.Gli ho chiesto: "Da buon osservatore della Roma, hai qualcosa da consigliarmi?" "No, lì nessuno rispetta le regole", ma le altre cose poteva dirmele lì. Gestione Totti? Io gestisco la Roma, non il singolo. Per noi è la partita più importante del momento. Se uno pensa a ciò che è stato detto sul Frosinone è tutto facile, i numeri sono questi, noi siamo la Roma. Dipende dal momento, paragoniamo questa partita a una finale, è questa la partita più importante per l'immediato futuro. Se i giocatori non mettono la giusta attenzione è tutto sbagliato. La gestione va in funzione di quello che è la partita fondamentale per il nostro futuro. Gioca chi mi dà più garanzia per il risultato della Roma, gioca chi è più pronto perchè la Roma ora ha bisogno di prontezza, di forza, di corsa, di disponibilità, di sacrificio.
Ieri è arrivato Zukanovic, lo avevi seguito e c'è il tuo avallo? Se il reparto offensivo è completo con El Shaarawy, ti aspetta Perotti?Facciamo chiarezza: Gervinho voleva andare via in tutte le maniere. El Shaarawy voleva venire in tutte le maniere: per me non c'è dubbio su chi serve alla Roma, serve El Shaarawy e non Gervinho. Voleva andare via in tutti i modi, andava via lo stesso, non si allena, crea problemi. Gervinho va a guadagnare tre volte di quanta guadagnava, gliel'ho detto pure. Zukanovic è un giocatore che è già due anni che gioca in Italia, che viene a giocare in un reparto in cui per fare risultati subito abbiamo bisogno per completamento; il direttore è stato bravo a inserirsi, perchè il mercato è così, bisogna saper montare sopra al momento che passa, se no rimani a piedi. È un giocatore che ho avallato perchè lo conosco, ho parlato con quelli che lo conoscono e ho avuto garanzie. Se si parla di un mercato fatto a bocce ferme dove andiamo a fare una squadra che deve lottare per vincere titoli importanti è un altro tipo di ragionamento. Il giocatore è di carattere, è forte fisicamente, ha una bella presa di posizione, fortissimo di testa, buon piede, sa iniziare l'azione. Ha la difficoltà di non essere velocissimo, ma si posiziona sempre bene sulle interpretazioni da avere per il difensore: esco, aspetto e scappo. Sa fare il suo mestiere. Perotti è una cosa che continuiamo a guardare, soprattutto il direttore, sta lì come me: lui ha dormito in ufficio tutte le notti, io a letto perché ho la camera, e si dorme anche bene. Stiamo guardando se riusciamo a trovare un giocatore che ci dia una mano sulla qualità dell'uno contro uno che è la cosa fondamentale, a volte si cercano mille soluzioni, ma quando hai un calciatore che ti guarda in faccia e ti va sopra il problema non sussiste più, perchè c'è già la superiorità che trovi attraverso il gioco perchè è una scorciatoia la superiorità.
Ha trovato Darcy Norman scelto dal presidente, è soddisfatto del suo lavoro e dello staff? In che rapporti siete?Soddisfatto precedentemente non lo so, mi hanno dato dei programmi che hanno fatto precedentemente, ma bisogna sempre abbinarlo al lavoro sul campo, è la somma che detta la totalità della preparazione che si fa durante la settimana. Sono disponibili e aperti a parlare, ho detto loro qualcosa che penso sia giusto fare; di conseguenza si fa un lavoro che a me piaccia piacere e che sia di completamento per il cumulo finale che serve ai calciatori. Sono persone brave a organizzare e programmare, però poi il lavoro da sviluppare si fa un po' quello che mi pare in sintesi.
Zeman quando andò parlò di giocatori sul raccordo e di giocatori sul lettino, Capello di Ponentino, Burdisso in cui i contenuti più o meno erano gli stessi. Lei ha fatto partire un giocatore (Gervinho, ndr) che creava problemi, ha avuto un battibecco per altri motivi con Florenzi... Che ambiente ha trovato qui? È difficile tenere in mano le redini di tutto e deve ogni tanto usare il bastone, più spesso che in altre parti.Non si può programmare un sistema di regole o un comportamento. Bisogna essere bravi a gestire di volta in volta le situazioni, in ogni momento arriva un treno dritto per dritto, bisogna stare attenti a scanzarlo e gestire la cosa quando arriva. E' nella sintesi di quello che dissi quando arrivai. Io son tornato alla Roma perché conosco questo ambiente, è bellissimo e sono belle le sue difficoltà, perchè sono difficoltà; nell'ambiente ci sono difficoltà, ci sono tutte. Non so rispondere alle dichiarazioni, non voglio fare un confronto con Zeman, quando allenerà la Roma farà vedere che lui la gestisce bene, farà vedere le sue qualità quando l'allenerà. Ci sono delle difficoltà, ma dettate dal troppo amore e passione, poi si diventa gelosi, anche un po' cattivelli, perchè si reagisce in modo non corretto. Perchè si vuole bene allora ti dico che te hai fatto questo anche se non è vero... Non è così, bisogna essere equilibrati, avere obiettivi sani che sono quelli di pensare all'importanza di questa partita, non a quello del mercato che possa dare una soluzione. La soluzione è rifare squadra noi e ne abbiamo le possibilità, bisogna fare di più di quello fatto con Verona e Juventus. Secondo me me siamo pronti. La domenica si prendono punti, ma si guadagnano durante la settimana, non la domenica. Noi siamo pronti per andare a prendere punti A volte serve che i dettagli girino, col Verona potevamo perdere o stravincere la partita, abbiamo avuto occasioni per andare sul 2 a 0 che non abbiamo sfruttato. Se la palla va dentro o se si fa la scelta giusta, in quel momento lì e questo diventa pericoloso per il troppo amore. A volte non si sfruttano le situazioni per il morso della tensione, sarebbe importante mettere un po' da parte come la gelosia, ed essere tutti lì, la Roma è una bella squadra che veste le magli giallo e rosse ma anche il contorno di bandiere e di sciarpe che si vede dal centro del campo fino alla punta degli spalti. Allora saremmo tutti insieme e si avrebbero più possibilità.
Differenze a livello di testa tra Verona e Juventus? Ci sono giocatori più liberi di esprimere il loro potenziale lontano dal'Olimpico? Si va meglio fuori casa? Qual è la situazione di Doumbia, lo ha valutato o ha avuto un confronto?La differenza nel giocare in casa e fuori secondo me non c'è. Siccome i calciatori sono ragazzi soggetti a sentire un po' cambiamenti di umore è quello che ruota intorno da questo grande amore che crea difficoltà, non se si gioca in casa o fuori. Sarebbe bene mettere da parte ciò che è successo e tirare le somme a fine anno, lì bisogna essere precisi e ricordarsi quello che è successo. Fino a fine anno siamo un'unica cosa, tutti. Noi vogliamo bene alla Roma, il sentimento verso la Roma va oltre le reazioni momentanee, diventa fondamentale quello. Così i giocatori così riescono a dare il massimo. Le difficoltà sono più giocare in uno stadio fatto bene come quello della Juventus. Voglio vedere in futuro le partite della Roma quando avrà uno stadio così, con i tifosi della Roma con uno stadio così, poi vi dirò che è tutta un'altra squadra. Quello è il modo giusto di fare sport e di creare uno spettacolo; loro sono stati bravi e stanno raccogliendo i frutti anche dell'organizzazione della seconda squadra, di quella che poi protegge o avvolge la squadra di quelli che vanno in campo. Ma ce l'abbiamo anche noi, dobbiamo soltanto completarla. Doumbia lo conosco, è un giocatore che in Russia quando ci ho giocato contro mi ha creato problemi; è un giocatore veloce, che fa gol dentro l'area, ha qualche problema a giocare con la squadra, sotto l'aspetto della qualità della squadra. Mi è sembrato che ormai il suo discorso fosse già stato affrontato, ritirarlo fuori serve a fare ulteriore casino in un momento dove dobbiamo trovare la traccia precisa da seguire, serve a creare qualche dubbio in più. In questo caso è meglio non farlo visto che non sono stato bravo a imboccarla il prima possibile e ritirare fuori queste situazioni significa perdere anche qualcosa. Abbiamo il centravanti, è Dzeko. Edin è un giocatore che ha delle qualità, cosa gli serve per sbloccarsi? Prendere in considerazione quelli che sono due movimenti giusti, farli, avere fiducia in lui e giocarci palla addosso. Ha delle qualità che ha fatto vedere in passato, e quello che fa vedere durante l'allenamento; bisogna dargli fiducia.
Lei nel posto partita con la Juventus ha parlato di squadra fin troppo ordinata. La sensazione è che i giocatori siano un po' spaventati, preferiscono un passaggio all'indietro piuttosto che un passaggio in avanti. Come si fa a incidere dal punto di vista mentale sulla paura dei giocatori? Come si ridà fiducia alla squadra?È un'osservazione pratica, corretta, bisogna azzardare di più. Quando abbiamo la palla sulla mediana, se la riportiamo sempre sul portiere è difficile sviluppare azioni. Ora c'è la possibilità di prendere in tempo reale il numero di palloni riportati sul portiere e quelli giocati in avanti, nostri e della Juventus, e se si vede la differenza non è tale da evidenziare la differenza tra le due squadre. Loro hanno riportato dietro pochissimi palloni, noi moltissimi. Noi dobbiamo giocarcela a viso aperto, dobbiamo avere lo stesso coraggio, ricercare lo stesso obiettivo. Per questo è stato accettato come una cosa da invertire, da cambiare, ma fa parte di questa gestione, delle cose che abbiamo detto. Attualmente siamo al di sotto delle nostre qualità, i giocatori lo sanno e glielo dobbiamo ribadire, perchè c'è da mettere sul piatto molto di più individualmente. Quando credono di essere bravi, sì sei bravo ma non devono giocare al di sotto del massimo, e loro lo stanno facendo, io compreso perchè faccio parte della squadra.
(Trascrizione a cura di Jacopo Aliprandi)
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