Spalletti: "Contro il Bologna partita insidiosa, orecchie dritte. Tratto Totti come un calciatore, io gli voglio bene" - AUDIO - VIDEO
Concentrazione massima al match di domani sera contro il Bologna, ma inevitabilmente con un occhio rivolto verso il risultato di Napoli-Verona. Luciano Spalletti in conferenza stampa non vuole però distrazioni, il Bologna sarà sicuramente insidioso, complice anche la posizione in classifica tranquilla in cui naviga in campionato. “Proprio per la loro classifica la partita può diventare insidiosa. Il Bologna, parlando di filotto, è l'unica squadra che ha interrotto la corsa della Juventus, nelle 22 partite. L'ha costretta al pareggio, è tutto meritato e forse in quella partita ebbe delle situazioni importanti. Orecchie dritte, ecco. Non credo che i miei calciatori non daranno il massimo, loro sapranno tirare fuori le loro qualità, poi magari l'avversario sarà più bravo”.
DZEKO – Due gol e un assist nelle ultime tre partite, eppure Edin Dzeko non è un giocatore inamovibile negli undici di Spalletti: “Se ti appoggi solo su un elemento diventa difficile competere con squadre che riescono a fare filotti come Juventus e Napoli – dichiara il tecnico giallorosso -. Un allenatore cerca di far venire fuori il collettivo, il gioco di squadra. Diventa fondamentale quando si va oltre la linea difensiva e quando si fa gol, e la Roma li sta facendo con e senza di lui”. L’importante quindi è il gruppo, e pazienza se qualche giocatore se la prenderà per un’esclusione: “L'altro giorno è passato Maicon, gli ho chiesto se qualcosa non andasse e lui ha risposto che ce l'aveva con me perché non lo facevo giocare, ma che doveva dare il massimo come sempre. Si fa così, ci sono confronti che succedono, ma è bello quando uno ti dice il suo stato d'animo con sincerità e poi si rimette a disposizione e salta addosso al compagno che fa una bella cosa”.
TOTTI – Quella di domani potrebbe essere la partita giusta per il rientro in campo di Francesco Totti, sempre protagonista per le vicende contrattuali. “Francesco lo tratto come un calciatore vero, sono uno dei pochi che lo fa. Lo scelgo se lui ha più possibilità di un altro. Mi sembra che qualcuno qui sia a prescindere, e non è corretto nei suoi confronti e in quelli degli altri. Calciatore, primo riferimento dello staff, vicepresidente, quello che lui vuol fare. O in un modo o nell'altro ci guiderà lo stesso. Ha questo carisma che gli viene dettato dalla sua storia, dalla sua qualità”. Nonostante qualche problema di comunicazione tra i due nelle settimane passate, il tecnico ha grande stima del capitano giallorosso: “Totti può fare quel che vuole, io posso avere il ruolo che vi pare, tutti e due però correremo nella stessa direzione per fare i risultati della Roma. Rimanendo al momento, lo tengo in considerazione. Tengo in considerazione tutto, l'altro giorno non si è allenato e ieri si è fermato a metà allenamento. Io gli voglio bene”.
Le parole del tecnico giallorosso Luciano Spalletti in conferenza stampa alla vigilia di Roma-Bologna.
"Oggi dovrebbero essere tutti in gruppo. Le situazioni della settimana sono che Gyombér è rientrato, Vainqueur anche. Rüdiger ha avuto un problemino di ascesso ma ora è a posto perchè si sta sgonfiando. Daniele un po' di dolore alla schiena, ma è a posto anche lui. Il resto è sotto controllo quindi sono tutti a disposizione"
Cosa teme di più della partita di domani? Prima di tutto Va messa in evidenza la bravura di Donadoni, persona seria che lavora in modo serio e che sa trasferire la qualità, il carattere che aveva da calciatore. Per riuscire da quella zona dove erano finiti bisogna saper insegnare calcio, dare una traccia al lavoro della squadra sul campo, la dice lunga su quanto avvenuto. Il calo di ora è un po' la conseguenza della sua bravura, i giocatori che si sentivano in una situazione difficilissima si son sentiti già salvi. Ora ci sarà il rendersi conto che bisogna rifare anche qualcosa, può diventare una gara insidiosa. Non credo che i miei calciatori non daranno il massimo, loro sapranno tirare fuori le loro qualità, poi magari l'avversario sarà più bravo
Come sta Strootman? E' pronto per giocare dal primo minuto?Sta sempre meglio, ogni volta che si va dentro mette un pezzettino della sua qualità e del suo spessore di uomo. Gli mancano un po’ di partite giocate, nella velocità e nell’ intensità. Però sono convinto che quando lo userò lui si farà trovare pronto, sulla strada della sua completa guarigione.
Sta salendo la condizione atletica di De Rossi? Keita è superiore?Bisogna stare attenti, bisogna tenere conto della condizione generale dei calciatori. Non soltanto lui, ci sono anche altri calciatori che stanno facendo vedere di essere pronti a mettere in campo la loro qualità perché vogliono essere dentro il momento della Roma. Perché il momento della Roma non prevede solo che quelli che vengono scelti vadano dentro e facciano il loro, ma che gli altri li aiutino a dover lottare per essere scelti e a dover evidenziare durante gli allenamenti un livello eccezionale. Una squadra forte viene fuori da un livello eccezionale di allenamenti, in cui anche chi gioca di meno porta il duello a un livello importante per essere forti come in questo momento.
Quindi De Rossi non gioca?Non ho detto questo (ride, ndr). Ho detto un po’ tutte e due le cose. Uno cita Strootman, l’altro De Rossi, poi Keita. Sono tre giocatori che possono anche essere interessati per lo stesso ruolo. Questo, da un punto di vista mio, è un vantaggio.
Attacco pesante con Dzeko o leggero?No, un allenatore tiene al collettivo. Diventa fondamentale quando si creano occasioni da gol, la Roma lo sta facendo con Dzeko e senza Dzeko. Quella differenza lì la fanno i pensieri dell’allenatore, però poi ho questa possibilità per cui me la penso tutta e son convinto che anche quando ho scelto se avessi fatto l’opposto qualcosa sarebbe venuto fuori dentro un collettivo di questo livello che ora ho a disposizione sia come qualità individuali che come qualità di gioco. Non vedo un dualismo. Sta tutto nel riuscire a far funzionare entrambe le fasi. La Juve fa funzionare tutti e tre i suoi attaccanti. Se da un calciatore solo ottieni il 90% o il 70% da tre, con quel 70% dei tre vai più in la. Perché diventa difficile al cospetto delle insidie del campionato quando affronti dei cali di forma. In quel momento lì se ti appoggi su un solo elemento diventa difficile competere con squadra che fanno filotti come Juve e Napoli. Il Bologna è l’unica squadra che ha interrotto la corsa della Juventus, costringendola al pareggio con merito. In quella partita lì sono nate delle situazioni importanti. Orecchie dritte
Un suo parere sul caso Higuain?Da uomo di sport Higuain è un giocatore fenomenale. Penso altrettanto che se ha fatto numeri del genere è merito di un collettivo che ha proposto un grande gioco di squadra che gli ha messo a disposizione delle occasioni importanti. In entrambi i modi, con lui o senza di lui, sarà difficile giocare col Napoli. Ma prima abbiamo altre tre partite, e dobbiamo stare attenti a prendere in considerazione tutte le cose che ci passano davanti e a mettere tutte le forze che abbiamo per affrontare il Bologna
E' stata una settimana in cui si è parlato molto del futuro, di mercato. Ha già dato un suo punto di vista ai dirigenti?Non siamo entrati nel merito. Per me diventa importante blindare me stesso all’attenzione di quelle che sono le partite restanti del campionato. Io debbo parlare di questo. Sabatini ha un altro ruolo che porta avanti in maniera egregia. E’ chiaro, lui deve andare in giro e informarsi per farsi trovare pronto quando conta. In questa settimana state facendo i buoni (si riferisce ai giornalisti, ndr), mi facilitate la vita parlando di mercato perché sono cose che restano fuori dallo spogliatoio. Pensavo aveste parlato di un litigio tra me e Sabatini. Magari andando più in là avreste ipotizzato un mio shock per un pacchetto di sigarette. Meno male che quel pacchetto era vuoto. Sarebbe stato più difficile parlare di quello
Come sta vivendo Edin Dzeko questo momento visto che non è stato impiegato molto?Non lo so, si allena in maniera splendida. Non potrebbe fare altrimenti. Sono i risultati della squadra che anche lui deve avere come obiettivo. Noi lavoriamo per la Roma e per i suoi successi, questo è il riferimento di tutti. Iago Falque che dovrebbe dire? Prima di me era sempre titolare, ora no. Fa parte dei giochi, che si venga sostituiti o meno. A qualcuno starò anche un po’ sulle scatole, ma è normale. C’è chi te lo dice o no, ma bisogna sempre pedalare forte. L’altra mattina gli ho chiesto se c’era qualcosa che non andava, lui mi ha risposto ‘Ce l’ho con te’. Gli chiedo perché, lui risponde ‘Perché non mi fai giocare’. Poi è tornato dentro a dare il massimo. Ci sono confronti del genere. Ma è bellino quando ti dicono con sincerità qual è il loro stato d’animo dando poi il 100% a se stesso e ai suoi compagni”.
Da quali criteri parte per far giocare o meno Dzeko?E’ sempre lo stesso modo. Tatticamente parlando quello che diventa importante è: si va di la o siamo sotto la linea difensiva. Il non sostare sulla linea difensiva per me è un vantaggio. Tutti i centrali che ho allenato lo dicono. L’ho chiesto ad esempio a Cannavaro “E’ più facile marcare uno che non sai dov’è o uno che tocchi di continuo?”. Tutti rispondono alla stessa maniera. E’ tutta una questione di dare punti di riferimento o meno. Gol poi si fa lo stesso, con qualsiasi calciatore, c’è chi ha più confidenza e chi meno, che sono sorpresi davanti alla porta. Questa soluzione qui è proprio per dare una difficoltà di preparazione agli altri, che è oggettiva. Se tu chiedi a tutti i difensori che vuoi “Preferisci marcare Cavani o Ibrahimovic?”. Vedrai che molti ti diranno Ibra, anche se fanno gol tutti e due. Cavani parte dall’ala e gli viene più scomodo da marcare. Quando grandi campioni, cosa che io non sono stato, te lo dicono è perché sanno, magari te lo evidenziano. Sanno qualcosa che magari non si è giocato, hanno dentro qualcosa internamente, qualcosa di naturale.
Domani può essere una delle partite di Totti? Il rapporto che ha con Maicon ce l’ha anche col Capitano?Quello che non ti viene a fare la battuta probabilmente viene fuori un rapporto differente, ma sempre ugualmente carico di fiducia e di voglia di tirar fuori dei risultati, dei traguardi. Tento di tirare tutti dentro e di fare il bene della Roma. Io Francesco lo tratto come un calciatore vero. Sono uno dei pochi a trattarlo in questo modo. Lo scelgo se lui ha più possibilità di un altro. Mi sembra che qui si voglia scegliere a prescindere e non mi sembra corretto, nei confronti suoi e degli altri. Calciatore primo riferimento dello staff, vice-presidente, quello che vuole, ma lui ci guiderà lo stesso. Ha il carisma che gli viene dettato dalla sua storia e dalla sua qualità. Spesso si dice voglio tentare di dare un taglio a quella che è la sua straordinaria qualità. Lui gioca di prima, ha bisogno dell’inserimento e della squadra. Ma quelli che giocano di prima o restituiscono e giocano di fianco. Lui l’80% dei palloni che tocca dà seguito. Quella è la differenza. Io l’ho sempre visto come un grandissimo trequartista che manda in porta gli altri, ma se la squadra riesce a supportarlo può giocare anche da altre parti come falso nove. Totti può fare quello che vuole in futuro, io posso avere il ruolo che vi pare. Tutti e due correremo nella stessa situazione per fare i risultati della Roma. Rimanendo a quello che poi è il momento io lo tengo in considerazione, tipo che l’altro ieri non si è allenato e che ieri ha fatto metà seduta. Io gli voglio bene. Chi gli dice ‘bello e bravo’ non gli vuole tutto il bene che gli voglio io. Perché va a dirgli cose che non sono vere.
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