Forzaroma.info News AS Roma Spalletti: "Contro la Juventus c'è l'occasione per rientrare in corsa. El Shaarawy mi ha dato segnali positivi" - AUDIO - VIDEO

Spalletti: "Contro la Juventus c'è l'occasione per rientrare in corsa. El Shaarawy mi ha dato segnali positivi" - AUDIO - VIDEO

Jacopo Aliprandi
Le parole del tecnico giallorosso alla vigilia del big match di campionato contro la Juventus di Allegri

Tante indicazioni e spunti nella conferenza stampa di Luciano Spalletti, alla vigilia della delicata partita contro il Juventus. A cominciare dal modulo tattico della Roma che andrà ad affrontare gli uomini di Massimiliano Allegri; il tecnico toscano quasi sicuramente è orientato a schierare un modulo a specchio, provando l’inedita difesa a tre: “La Roma già sapeva fare la difesa a quattro, per cui abbiamo lavorato più sulla difesa a tre. Digne e Florenzi sono calciatori che se hai un difensore in più gli puoi concedere quei dieci metri di terreno, nell’altra maniera se esageri vai a scoprire un reparto. Specchio o non specchio, c’è il fatto che noi dobbiamo esser belli per rimanere sullo specchio, dobbiamo trovare la soluzione a quello che è il nostro gioco, a quello che è un sistema tattico degli avversari per saper fare un po’ tutto. E’ possibile che si parta con la difesa a 3”.

Difesa a tre possibile anche grazie al recupero di Ruediger, che ieri ha lavorato in palestra per una lieve contusione a ginocchio sinistro: “Ruediger sta bene, ha già giocato in nazionale con la difesa a 3. Gli si chiederà di avere più qualità sul possesso palla, vedremo di inserirci qualcuno che nella difesa a 3 sa fare entrambe le cose. Diventa importante anche la qualità dei calciatori che si usano in questo contesto. Ruediger sta bene, è un calciatore fisico, ha il colpo di testa che in questa partita diventa importante”.

Spalletti è pronto alla grande sfida allo Juventus Stadium, per affrontare una squadra che lo ha sempre battuto: “Se noi abbiamo l’idea di poter vincere probabilmente ci possiamo riuscire, se abbiamo l’idea di non farcela non possiamo farcela. Le intenzioni della Roma sono quelli di andare a fare la partita e di giocarla, contro una squadra che ha fatto vedere di essere in grado di ribaltare la situazione”. Il tecnico ha visto giocatori più carichi ed energici, domani è fondamentale una reazione: “La testa? La testa è la stessa. Vedo disponibilità e voglia di reazione da parte dei ragazzi. Contro il Verona doveva essere più una reazione nervosa e non siamo stati fortunati, ora diventa più una questione di metodi, obiettivi, e lavoro. Il secondo passaggio è più faticoso del primo”. Il senso di appartenenza a questi colori e a questa città deve essere la chiave per una svolta: “La Juventus si è contraddistinta per stile, per riuscire a trasferire quello che vuol dire mettersi addosso quei colori ed andare in giro con quel nome lì. E’ una cosa che dobbiamo saper fare. Ci stiamo lavorando, io vedo una crescita da parte dei ragazzi sulla serietà, sulla responsabilità, sul carattere che deve avere uno che frequenta lo spogliatoio di una squadra come la nostra, che porta in giro per il mondo la maglia con il nome di Roma”.

Il tecnico ha parlato anche di mercato, lasciandosi scappare anche l’ormai quasi definitivo passaggio di Stephan El Shaarawy in giallorosso: “E’ un giocatore che io ricordo in maniera molto positiva, ha tecnica, qualità, corsa, sa far gol. Il mio ricordo è quello, poi si è perso. Ci ho perso e mi ha dato segnali che mi sono piaciuti. Se vuole rimanere nel giro della Nazionale non ha tante possibilità: deve far bene. Un periodo in cui si dà meno può succedere a tutti”. Diverso invece il discorso su Gervinho, l’ivoriano sta attraversando un periodo difficile per via delle offerte cinesi: “Con Gervinho ho parlato, il ragazzo è un po’ turbato da altre proposte. Noi riteniamo che sia un giocatore molto importante, però per me altrettanto importante è che lui voglia mettere la sua anima ed il suo cuore. Se non fa così le cose parziali non le voglio, si va oltre”. Insomma, resta solo chi vuole giocare per la Roma. Trattative non solo per il reparto offensivo, la Roma cerca anche rinforzi in difesa: “Si, stiamo cercando anche dietro”. Anche perché Castan in questo momento non è in condizione di affrontare un match: “Assoluto rispetto per il calciatore e l’uomo. Lui sta attraversando un momento difficile, lo dobbiamo lasciare tranquillo. Penso che avere una continuità nella situazione reale che gli può rifar prendere confidenza sia poi la medicina giusta per lui. O meglio, il decorso giusto. Valuteremo, parleremo con il giocatore, cercheremo di fare tutto il possibile per il suo meglio. In questo caso la Roma viene dopo, noi faremo quello che è giusto fare per l’uomo ed il calciatore Castan”.

Ultima battuta su Dzeko, e sulla sua duttilità nel modulo spallettiano: “Con un 9 in campo non dobbiamo fare fatica, perché lui ha le qualità per essere questo numero 9, ha tutto. Basta aspettare il momento in cui si sbloccherà, la tranquillità che gli può dare solo il risultato di far bene il suo lavoro. Bisogna che faccia gol. E’ difficile nell’ambiente di Roma, siamo assetati di risultati, vogliamo andare subito all’obiettivo. In questo caso cui bisogna trasferirgli la nostra fiducia. Non gli trovo punti deboli, è un gran calciatore, un calciatore che qualsiasi allenatore vorrebbe nella sua squadra. Bisogna aspettare un attimo e lui verrà”.

Questa la conferenza stampa integrale di Luciano Spalletti (a cura di Melania Giovannetti):

"Vorrei iniziarla io questa conferenza stampa. E' stata la settimana dell'anniversario del 25esimo anno dalla scomparsa di un grande presidente della Roma come Dino Viola, per cui sfrutto l'occasione per porgere il mio saluto alla famiglia. Vorrei allargare il saluto anche alla famiglia di Maria e Franco Sensi, ho ricevuto un messaggio molto carino dalla signora Maria che mi ha fatto piacere, li saluto affettuosamente".

Contro il Verona la squadra ha cambiato in corsa: difesa a 4, poi difesa a 3. Se ne parla molto, ha lavorato sotto questo punto di vista in settimana? Come sta la squadra dal punto di vista dell'aspetto mentale?E' quello che ho detto nella conferenza di presentazione. Secondo me ora, in un calcio totale ed europeo, la squadra deve essere pronta anche a cambiare atteggiamento in campo. Ci sono dei movimenti che diventano più facili, che vengono quasi naturali, i 5 metri in più ed in meno. Quello che effettivamente crea un po' di distacco è la difesa a 3, a 4 o a 5. L'altra settimana c'era poco tempo ma un'infarinatura è stata data, perché quelli bravi insegnano, Juve compresa, che bisogna saper cambiare anche vestito. In questa settimana abbiamo avuto più di tempo, ci abbiamo lavorato un po' di più. Poi ci sono delle indicazioni, che sono le caratteristiche dei calciatori, le loro qualità di cui bisogna tenere conto. La testa? La testa è la stessa. Vedo disponibilità e voglia di reazione da parte dei ragazzi. Contro il Verona doveva essere più una reazione nervosa e non siamo stati fortunati, abbiamo fatto un po' di confusione in alcuni momenti, però la reazione c'era stata. Ora si va più sul tempo, diventa più una questione di metodi, di obiettivi e di lavoro. Il secondo passaggio è più faticoso del primo, ti impegna nella tua totalità di professionista, di campione, di uomo che porta sulle spalle la responsabilità di un nome, di una città e di un club come la Roma.

Domani il confronto con la Juventus: loro sembrano invincibili, mentre la Roma attraversa un momento molto particolare. Sembra quasi chiusa come partita. Come si approccia a questo match?Loro sono stati molto bravi, soprattutto in questa stagione. Se noi abbiamo l'idea di poter vincere, probabilmente ci possiamo riuscire, se abbiamo l'idea di non farcela sicuramente sarà così, non possiamo vincere. Il nostro approccio è lo stesso, quello di avere delle qualità, delle potenzialità, degli spazi in cui ci possiamo inserire in questo ragionamento generale di differenze tra noi e la Juventus in questo momento. Tenteremo di fare quello. Le intenzioni della Roma sono quelle di andare a fare la partita e di giocarla contro una squadra che sta attraversando un grandissimo momento, che ha fatto vedere di essere una grande cosa. Non si ribalta una situazione così solo con le potenzialità della squadra, non lo si fa e non ci sono più componenti, se non è forte anche la seconda squadra, cioè tutti quelli che ci stanno intorno, in primis la società.

E' la testa, la mentalità vincente, la differenza maggiore tra la Roma e la Juventus? Ci sono anche altri elementi che hanno portato a fare la differenza dal punto di vista della classifica?Loro si sono contraddistinti per stile, per riuscire a trasferire dentro lo spogliatoio e nella testa dei giocatori quello che vuol dire mettersi addosso quei colori ed andare in giro con quel nome lì. E' una cosa che noi dobbiamo saper fare e che dobbiamo completare come modo di approcciarci a quello che è il confronto a qualsiasi livello, di squadra e di risultato. Ci stiamo lavorando, io vedo una crescita da parte dei ragazzi sulla serietà, su quello che deve essere la  responsabilità, il carattere che deve avere uno che frequenta lo spogliatoio di una squadra come la nostra, che porta in giro per il mondo la maglia con il nome di Roma.

Contro il Verona si sono visti Pjanic alla Pizarro e Nainggolan alla Perrotta. In settimana ha insistito su questo che è la sua grande idea del debutto. La riproporrà anche contro la Juventus?Io cerco di trovare degli equilibri di squadra e contro il Verona non siamo stati bravi. L'avevo ribadito più volte: quello che non doveva succedere era di prendere questi grandi sciagattoni come si dice dalle mie parti, una cosa che va da una parte all'altra come l'acqua dentro un contenitore, mentre andava tenuta più sotto controllo. Non ci siamo riusciti, abbiamo prestato ad una squadra inferiore di noi il fianco per poterci fare gol. Nainggolan è uno che ha potenzialità di grande inserimento e di grande recupero, di saltare addosso all'avversario, ha la caratteristica di sapersi andare a ritagliare lo spazio in un vasto territorio. Lui è uno che copre bene vasti territori, per cui va lasciato un po' più libero di interpretare, però non si discosta molto dal suo ruolo. Lui è un centrocampista a tutto campo e gli viene chiesto questo. Ha fatto anche gol, per cui un piccolo vantaggio dalla situazione l'ha preso. Si è trovato due o tre volte dentro l'area di rigore per finalizzare.

Il mercato a questo punto è ancora un po' fermo. Ha parlato con Gervinho? Le piace El Shaarawy?Il mercato ora è un mercato dove bisogna esser bravi ad inserirsi in delle situazioni, non è un mercato aperto ma parziale. Le squadre si tengono i calciatori forti che gli servono, noi dobbiamo essere bravi a sostituire se ci sono delle partenze o tentare di migliorare quella che è la nostra situazione attuale, cosa che non è facile. C'è bisogno di un po' di tempo, lo stiamo facendo in base a quelle che erano le situazioni già avviate da Sabatini. Con Gervinho ho parlato, il ragazzo in questo momento è un po' turbato da quelle che possono essere altre proposte. Noi riteniamo che Gervinho sia un giocatore molto importante per noi, però per me altrettanto importante è che lui voglia mettere il suo corpo, le sue qualità, la sua anima ed il suo cuore, perché abbiamo bisogno di queste qualità a disposizione nostra. Se non fa così le cose parziali non le voglio, si va oltre, si va a cercare chi ha queste caratteristiche anche se ha un po' meno disponibilità. El Shaarawy è un giocatore che io ricordo in maniera molto positiva: ha tecnica, qualità, ha corsa, sa far gol. Il mio ricordo è quello, poi si è pochettino perso. Ho avuto la possibilità di parlarci e mi ha dato dei segnali che mi sono piaciuti. Poi lui se viene a giocarsi questo finale di campionato non ha tante possibilità se vuole rimanere nel giro della Nazionale, se vuole riprendere possesso di quell'immagine che aveva mandato in giro per il mondo deve far bene. Il periodo in cui si dà meno di quelle che sono le proprie qualità può succedere a tutti, in qualsiasi professione. Io penso che a lui sia successo questo.

Buffon ha detto: "E' l'occasione per far fuori la Roma dalla lotta scudetto". La partita allo Stadium secondo lei è l'ultima chiamata per la Roma?Io penso che Buffon abbia fatto un discorso intelligente, da campione. Noi la pensiamo allo stesso modo. È l’occasione giusta per rientrare in corsa per degli obiettivi importanti. 

Questa è stata una settimana particolare per Castan. Si è sfogato anche su Twitter. Come sta il ragazzo? Ha bisogno di andare a giocare con continuità altrove o può ritrovarsi anche qui?Assoluto rispetto per il calciatore e l’uomo Castan, che qui conoscete bene. Lui sta attraversando un momento sicuramente difficile, per cui lo dobbiamo lasciare tranquillo. Penso che avere una continuità nella situazione reale che gli può rifar prendere confidenza col calcio giocato, sia poi la medicina giusta per lui. O meglio, il decorso giusto. Valuteremo, parleremo con il giocatore, perché è uno di quei calciatori con cui si può parlare di tutto perché sa parlare di tutto, e cercheremo di fare tutto il possibile per il suo meglio. In questo caso qui la Roma viene dopo, noi faremo quello che è giusto fare per l’uomo e per il calciatore Castan, che è un grande uomo e grande calciatore.

Tutti scrivono di una difesa a 3 domani. La scelta è per un'emergenza perché appena arrivato o perché è la scelta migliore per i giocatori che ha?Il fatto che lo scrivano tutti è perché l'ho provata molte volte in questa settimana. Ormai siamo controllati direttamente, non ci sono più le sentinelle di una volta che riportano quel che vogliono, ma ci sono le immagini che raccontano e che dicono la verità. E' chiaro che questo discorso come è riportato è corretto perché ci ho lavorato di più. La Roma già sapeva fare la difesa a 4, per cui abbiamo dedicato un po' più di tempo alla difesa a 3. Sottolineo che un po' è per il momento, perché mancano giocatori tipo Gervinho, poi Digne e Florenzi sono calciatori che se hai un difensore in più gli puoi concedere quei 10 metri di terreno dove possono fare tutte e due, ma nell'altra maniera se esageri vai a scoprire un reparto. In questo caso qui non vai a creare difficoltà di grossa inferiorità perché c'è sempre un giocatore che rimane sotto palla. Specchio o non specchio, c'è il fatto che noi dobbiamo esser belli per rimanere sullo specchio, dobbiamo trovare la soluzione a quello che è il nostro gioco, a quello che è un sistema tattico degli avversari per sapere fare un po' tutto. E' possibile che si parta con la difesa a 3.

La Roma ha quasi preso El Shaarawy e potrebbe prendere anche Perotti in caso di cessione di Gervinho. Non credi che ci sia bisogno di un intervento in difesa come priorità, vista anche la situazione di Castan?Stiamo cercando anche quello. Stiamo guardando e valutando, la situazione è monitorata e può avere degli sviluppi in base a quello che succede. E' corretto.

Come sta Totti? Sta studiando un modo per farlo coesistere con Dzeko?Francesco ha subìto un grande infortunio. Probabilmente quel pezzettino di gara che ha fatto... si vede che si è portato dietro un periodo di inattività che l'ha un po' limitato. Ora in questa settimana ha fatto tutto, è chiaro che quando vieni da un infortunio così lungo non bastano due giorni. Ora il recupero è un po' più difficile di quando aveva un'altra età, però questa settimana ha fatto tutto. E' a disposizione. La coesistenza con Edin? E' possibile. Il modulo che abbiamo provato questa settimana secondo me gli va un po' incontro.

Si parla molto a Roma della coesistenza tra allenatore e direttore sportivo, che qui è una figura importante. Possiamo dire che qualunque giocatore arriverà comunque è approvato da Spalletti? Se noi vedremo Perotti ed El Shaarawy saranno due giocatori che voleva Spalletti?Sì. E' chiaro che poi bisogna andare a fare una valutazione per capire che tipo di mercato sia questo. Non è che si dice andiamo addosso a questo, come si fa nel mercato estivo, perché ci sembra bravo... Adesso ci sono questi che possono cambiare. Parliamo di una cerchia ristretta di nomi, perché ci vuole anche la disponibilità dell'altra società. Non dobbiamo fare confusione: quando porti dentro un giocatore in una situazione che non va bene, che non corre da un punto di vista generale, non di metri, è più facile mettere in confusione quello che porti dentro che lui riesca a dare un contributo. Il lavoro va fatto soprattutto su quelli che abbiamo, su quelli che siamo, però poi ci vuole un completamento. Con Sabatini ho un buon rapporto, l'ho sempre avuto, anche in precedenza, ci siamo confrontati anche in passato su alcuni calciatori come operatori di calcio, si fa così, ci si incontra in dei luoghi comuni. Lui mi chiede quello che è il mio pensiero su quelle che sono le sue situazioni di sua conoscenza, che sono molte di più delle mie in questo tipo di lavoro qui. Da parte mia c'è collaborazione, dalla sua anche. Poi gli ho dato quel regalo che gli avevo fatto l'altra settimana e l'ha preso volentieri. Erano 3 stecche di sigarette, perché mi era sembrato che fumasse.

Passare da una difesa a 4 a quella a 3 in 10 giorni si può fare? Non è un po' troppo poco dal punto di vista tattica per andare a Torino? Si riescano ad assimilare i dettami tattici in 10 giorni? Come sta Ruediger?La risposta la darà sempre il campo. Nell’altra partita con la difesa a 4 non è che abbiamo fatto benissimo, potevamo fare meglio. In 10 giorni non si riesce a completare un discorso, però la sostanza la si può mettere. Si parla comunque di giocatori che hanno uno spessore, un livello. Ruediger sta bene, ha già giocato in nazionale con la difesa a 3. Gli si chiederà di avere un po' più qualità sul possesso palla, perché si può far girare meglio la palla con la difesa a 3. Vedremo di inserirci qualcuno che nella difesa a 3 sa fare entrambe le cose. Diventano importante anche quelle che sono le qualità dei calciatori che si usano in questo modulo ed in questo contesto. Ruediger sta bene, è un giocatore fisico, irruento, che ogni tanto ha frenato ma ha la copertura degli spazi, l'impatto fisico, il colpo di testa, qualità che in questa partita diventano molto importanti. Loro ti vengono addosso e sono bravi quando il ritmo ed il carattere della partita si alza, per cui avere un impatto fisico che regge botta ci può aiutare.

Secondo lei questa squadra fa fatica a giocare con un 9 in campo? Questa squadra predilige il possesso palla e fa fatica a mettere in condizione un attaccante come Dzeko per segnare e per essere un cannoniere. E' una difficoltà che lei ha riscontrato? Sta lavorando su questo?Con un 9 in campo non deve far fatica, perché lui ha le qualità per essere questo numero 9, ha tutto. Dico che basta aspettare il momento in cui si sbloccherà, la tranquillità che gli può dare solo il risultato di far bene quello che è il suo lavoro. Bisogna che faccia gol, bisogna che senta la fiducia di chi gli sta intorno. E' difficile, soprattutto a Roma, trasferire e fare assorbire ad un calciatore che non fa bene il suo lavoro, che non dà risultato. E' difficile in quest'ambiente qui. Siamo assetati di risultati, vogliamo andare subito all'obiettivo. In questo caso c'è da avere un momento di fiducia, bisogna trasferirgliela perché lui è un gran calciatore. Non gli trovo punti deboli, è il calciatore che qualsiasi allenatore vorrebbe nella sua squadra, perché ci puoi far tutto: è tecnico, è abbastanza veloce per quella che è la mole fisica, prende palla di testa. Bisogna aspettare un attimo e lui verrà.