Soulé chiamato agli straordinari: senza Dybala tocca a lui prendersi la Roma e accendere Malen
Il richiamo dell'Argentina si fa ancora sentire a Roma. Senza Dybala, è il momento di Soulé. Sembra un déjà-vu della passata stagione, ma stavolta Mati ha una responsabilità diversa: prendersi sulle spalle il peso tecnico della squadra. Non quello dei gol, perché a quelli ci pensa Malen. Ma la Roma ha bisogno della sua qualità, delle sue giocate, della capacità di accendere la luce quando la manovra si spegne. Cinque partite in dodici giorni. Un tour de force in cui Soulé può riprendersi lo scettro. Quello di leader tecnico che aveva conquistato all'inizio della scorsa stagione, quando si era preso la Roma e l'aveva trascinata fino al primo posto in classifica. Poi, il buio. Non per mancanza di talento, ma per colpa della pubalgia. Un dolore diventato sempre più forte, con cui Mati ha provato a convivere fino a quando non è stato più possibile. Poi lo stop. E il caso vuole che tutto si sia fermato proprio al Maradona, contro il Napoli. Da quella partita, Soulé è rimasto fuori per oltre 50 giorni. Il fisico aveva detto basta. Adesso torna nello stesso stadio, contro lo stesso avversario. Ma con una missione diversa.
Cinque partite in dodici giorni: Gasp ha bisogno del suo talento
Il talento non è mai scomparso. E la forza mentale di Soulé ha fatto il resto, spazzando via le voci di mercato che lo volevano lontano da Roma. Per un mese e mezzo Mati ha avuto le valigie in mano. Era il nome più caldo per una possibile cessione, quella necessaria per fare cassa e sistemare i conti con il FFP. Ma nessuna offerta è stata all'altezza. E lui è rimasto. Gasp non ha avuto dubbi. Lo ha tenuto sotto la sua ala e gli ha restituito subito una maglia da titolare. Niente panchina, niente attesa. Solo il campo e la possibilità di riprendersi la Roma. Dopo qualche difficoltà iniziale, sono arrivati i gol. E soprattutto il sorriso. Poi la notte con il Real Madrid, quella in cui serviva una prova da grande giocatore. Soulé ha risposto presente.Novanta minuti da talento puro, con la personalità di chi non vuole restare a guardare. Le parole, quasi spezzate dall'emozione, dopo la partita hanno raccontato tutto. Mati vuole essere protagonista. E non ha intenzione di accontentarsi. Adesso c'è un'altra occasione. Senza Dybala, la Roma ha bisogno della sua qualità, delle sue giocate e della sua capacità di accendere la luce. Soulé può raccogliere l'eredità tecnica della Joya e trovare con Malen quell'intesa che può cambiare il volto dell'attacco giallorosso. Contro lo Slovan non è successo. A Napoli, invece, può essere la volta buona. Al Maradona, Mati ha la possibilità di prendersi la scena. E dimostrare che quelle valigie sono ormai soltanto un ricordo.
Soulé-Malen, c'è un'intesa da (ri)costruire
Il trio Soulé-Malen-Dybala è collaudato. Ma finora Mati è rimasto un po' in ombra. La scena se la sono presa "Dybalen": la Joya inventa, crea e illumina, Malen segna. Una coppia che funziona, con un'intesa che sembra quasi magica. Soulé, invece, ha fatto più fatica a trovare il suo spazio. Ora, però, qualcosa può cambiare. Perché quella magia può essere ricreata. E deve esserlo. Mati è il futuro della Roma. Il presente parla ancora di Dybala, ma tra qualche anno toccherà all'ex Frosinone prendersi la squadra sulle spalle. E per farlo servirà anche trovare la connessione giusta con Malen. Accenderlo, servirgli palloni da trasformare in gol, diventare il suo riferimento negli ultimi metri. Proprio come fa oggi la Joya. Finora, Soulé e l'olandese hanno costruito insieme una sola rete: quella contro il Pisa, quando Mati servì l'assist per la prima tripletta in Serie A di Malen. Poco, per una coppia che può dare molto di più. L'intesa c'è, ma è ancora acerba. E adesso ci sono cinque partite in dodici giorni per farla crescere. Per conoscersi, cercarsi e diventare una risorsa in più per Gasp. Dybala tornerà presto, ma adesso tocca a Mati. La Roma ha bisogno del suo talento. E Malen aspetta qualcuno che sappia accendere la luce per lui.© RIPRODUZIONE RISERVATA