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forzaroma news as roma Sektioui difende El Aynaoui e punge: “È forte, ma gioca poco. L’oro non arrugginisce”

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Sektioui difende El Aynaoui e punge: “È forte, ma gioca poco. L’oro non arrugginisce”

Redazione
L'ex ct del Marocco ha inoltre aggiunto: "Ha bisogno di fiducia per esprimersi al meglio"

El Aynaoui continua a far discutere in casa Roma. Non per motivi comportamentali, ma per l’utilizzo e per il rendimento altalenante mostrato in questi mesi nella Capitale: fin qui, il centrocampista ha dato l’impressione di rendere meglio con la Nazionale rispetto alle gare con il club. Contro l’Atalanta, complice l’emergenza a centrocampo, potrebbe però tornare titolare. Una soluzione che si augura anche Abdelhadi Sektioui, ex ct del Marocco. Il tecnico ha infatti voluto difendere il giocatore, lanciando al tempo stesso una frecciata alla Roma e a Gasperini, sottolineando le qualità del centrocampista e la mancanza di continuità nel suo impiego in giallorosso. Secondo Sektioui, il club non sarebbe ancora riuscito a valorizzarne appieno il potenziale. Ecco uno stralcio delle sue dichiarazioni rilasciate ai microfoni di AfricaFoot:

Come valuta la situazione attuale di El Aynaoui alla Roma?“La situazione di Neil è particolare. Parliamo di un giocatore completo, capace di collegare i reparti, ma alla Roma viene impiegato in maniera sporadica. Non è una questione di livello, ma di sintonia con le scelte dello staff tecnico”.

Il minutaggio ridotto (1387 minuti) può frenare la sua crescita?“Non è una situazione ideale. Avere continuità è fondamentale per trovare stabilità e rendimento. Alcuni allenatori privilegiano equilibri già consolidati: in questi contesti un giocatore può impiegare tempo per ritagliarsi il proprio spazio”.

Il contratto fino al 2030 può rappresentare un limite?“È un’arma a doppio taglio. Da un lato tutela il club, dall’altro può diventare un vincolo per il giocatore se non riesce a imporsi. Ha bisogno di fiducia per esprimersi al meglio”.

Real Madrid, Barcellona e Lipsia seguono il giocatore. Come si spiega questo interesse?“I grandi club non guardano solo al minutaggio. Analizzano qualità tecnica, capacità di rompere le linee e intelligenza tattica. Questo interesse dimostra quanto sia apprezzato a livello europeo”.

In Nazionale sembra più a suo agio. Perché?“Perché ha maggiori responsabilità nella costruzione del gioco. Si sente più coinvolto e questo incide positivamente sul suo rendimento”.

Il Mondiale 2026 può essere un punto di svolta?“Sì, sarà un’opportunità importante per confermare il suo potenziale ai massimi livelli”.

Un messaggio per i tifosi?“El Aynaoui è il futuro del centrocampo della Nazionale. Serve pazienza: l’oro non arrugginisce nel suo scrigno. Ha qualità per arrivare a un livello altissimo”.