Roma, senti Totti: "Con Spalletti è 'buongiorno' e 'buonasera'". Il tecnico: "Deve stare più nel gruppo"
Archiviata la deludente sconfitta di Champions, la Roma domani si rituffa nel campionato e punta alla quinta vittoria consecutiva, che in caso di risultati positivi anche da Milano (Inter-Sampdoria, stasera ore 20.45), Bergamo (Atalanta-Fiorentina, domani ore 15) e Napoli (Napoli-Milan, lunedì ore 20.45) la rilancerebbe seriamente nella corsa al terzo posto. Ma come spesso accade alle vigilie di campionato, soprattutto in casa Roma, polemiche e battibecchi non possono mancare ed ecco che Francesco Totti passa da Pupone a Bubbone, pronto a esplodere in faccia a Spalletti. Motivo? Non gioca come vorrebbe, sostiene qualcuno. È finito e non vuole rassegnarsi, dice qualcun altro. È ancora un calciatore integro e importante, ma la società vuole liberarsene, giurano alcuni. E se fino all’anno scorso il Capitano era la soluzione, adesso diventa un problema. “Il” problema. E le parole di Totti registrate settimane fa e poi mandate in onda sempre oggi in prima serata sul Tg 1 non rasserenano certo gli animi: "Con Luciano il rapporto è 'buongiorno' e 'buonasera'".
"RISPETTO PER CIO' CHE HO DATO" Non ci va leggero, il Capitano. A Donatella Scarnati, giornalista Rai, sfoga tutto il suo malessere per lo scarso impiego e per come sta finendo la sua lunghissima storia giallorossa. "Vorrei più rispetto per tutto quello che ho dato alla Roma, se non gioco è solo per scelta tecnica perché l'infortunio è alle spalle". Una stoccata a Spalletti: "Con lui il rapporto è 'buongiorno' e 'buonasera', alcune cose che ho sentito avrei voluto me le dicesse in faccia, ma lo stimo". Non il massimo, in una fase così delicata della stagione. Ma il numero 10, si sa, non ama stare in disparte ed è conscio che a quest'età e con certi acciacchi la fine della carriera agonistica non è lontana, anzi. "Ringrazio Pallotta per il contratto, scade a giugno e poi valuterò, ma vorrei chiarezza". E ancora: "Capisco che l'età influisca, ma finire così è brutto". Una brutta gatta da pelare per le due dirigenze, quella americana e quella "romana" che Francesco lo vede tutti i giorni.
“DEVE STARE PIU’ NEL GRUPPO” Spalletti dal canto suo ha provato a dare una spiegazione al momento del numero 10. “Francesco può dare una grande mano alla squadra, ma deve stare dentro al gruppo. Non può rimanere lì da solo”. Una richiesta esplicita indirizzata al 39enne, seguita subito da un mea culpa. “Se ne è rimasto un po’ fuori è anche per colpa mia e per come è stato gestito precedentemente, senza dubbio”. C’è l’impressione, dunque, che Totti quest’anno – vuoi per il lungo infortunio muscolare, vuoi per il conseguente scarsissimo impiego – si sia sentito legittimato nello starsene un po’ sulle sue. Meno leader, meno presente, meno coinvolto nelle dinamiche di squadra. E allora sembra quasi cascare a fagiolo l’anticipazione sul suo impiego di domani. “Se lo inserite nella probabile formazione fate bene – ha detto Spalletti – perché si è allenato bene, si è impegnato e io lo valuto al pari degli altri. Questo però non esclude Dzeko”. Ed ecco che la mente va ad un 4-2-3-1 o ad un 4-3-1-2, con la difesa a 3 accantonata fin quando De Rossi non tornerà abile e arruolabile.
DANIELE STOP Un mese ai box per una lesione di primo grado al soleo sinistro, colpa dei pochi minuti giocati contro il Real Madrid: questa la sentenza spietata degli esami strumentali effettuati ieri sul centrocampista. Una scelta, quella di impiegarlo, di cui Spalletti si è addossato la colpa, anche se “radio Trigoria” (o il topino, fate voi) ha riferito di un profondo e malcelato malumore del tecnico e dello stesso De Rossi, nei confronti dello staff medico. Reo anche questa volta di aver valutato male le reali condizioni del giocatore alla vigilia del match europeo. Il numero 16 salterà 5 partite, incluse Fiorentina e Inter, match decisivi per la qualificazione in Champions League. Per questo domani è quasi sicuro che vedremo Florenzi e Digne sulle fasce con Manolas e Ruediger centrali, Vainqueur-Nainggolan-Pjanic a metà campo (ma secondo Sky Sport il bosniaco dovrebbe riposare e giocherebbe Keita) e infine Totti alle spalle di Salah e Dzeko. Fuori, per la prima volta dal loro arrivo, sia Perotti sia El Shaarawy.
FINALMENTE KEVIN Non solo pene, ma anche buone notizie ci ha riferito l’ambasciatore (non trombettiere) Luciano Spalletti: Kevin Strootman è convocato. Era più di un anno che l’olandese non si aggregava alla prima squadra: Fiorentina-Roma 1-1, 20/a giornata di campionato, vantaggio di Gomez e pari di Ljajic. L’ex Psv giocò titolare e venne sostituito al 33’ del secondo tempo da Pjanic a causa di uno scontro a centrocampo, con il ginocchio sinistro nuovamente coinvolto. Da lì in poi un nuovo calvario, culminato il 1° settembre scorso con la terza operazione, stavolta in Italia e nello specifico a Villa Stuart, sotto le sapienti mani di Mariani. Quasi impossibile pensare ad un suo impiego, anche solo per una manciata di minuti, ma la scelta di Spalletti è chiara e molto presto il numero 6 sarà della partita.
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