00:52 min
forzaroma news as roma Roma, chi dopo Gasperini? Caos e scarsa programmazione fanno ‘scappare’ tutti i top

news as roma

Roma, chi dopo Gasperini? Caos e scarsa programmazione fanno ‘scappare’ tutti i top

Francesco Iucca
Francesco Iucca Collaboratore 
Lo scatenarsi per l'ennesima volta di caos e tensioni a Trigoria, nel caso in cui Gasp andasse via, rischia di allontanare tutti i top manager costringere la Roma a guardare a tecnici di categoria nettamente inferiore

Caos, tensioni, rinvii. A Trigoria regna di nuovo l'incertezza, che è legata al presente ma soprattutto al futuro. Perché al 23 aprile ancora non si conosce l'allenatore della prossima stagione, né il direttore sportivo, e la proprietà temporeggia sperando che da qualche parte spunti una bacchetta magica che sistemi tutto. Risultato: come quasi sempre accaduto negli ultimi nove anni, la programmazione della stagione successiva partirà con colpevole ritardo. È l'ennesimo messaggio di improvvisazione, di poca competenza in campo calcistico e di scarsa coerenza. Ed è un messaggio che arriva forte e chiaro ai tifosi, ormai spazientiti, ma è un segnale che viene recepito anche dai calciatori e gli allenatori, all'interno e soprattutto all'esterno di Trigoria. Una sorta di manifesto programmatico di quello che rischia di essere il lavoro al 'Bernardini' una volta firmato il contratto. Non un bel biglietto da visita. Perché da una parte c'è il fascino della Città Eterna, di una tifoseria magica e uno stadio sempre pieno. Dall'altra una società che da anni compie sempre gli stessi sbagli e si ritrova costretta a ripartire da capo, navigando in qualche modo nella tempesta del Fair Play Finanziario, ma senza una direzione chiara. E questo non può che condizionare le scelte in primis degli allenatori, parliamo dei più importanti, quelli che i tifosi sognerebbero in caso di addio di Gasperini. Che fa inevitabilmente parte della schiera dei big, insieme a José Mourinho.

Roma, Gasperini via? Con caos e tensioni a Trigoria convincere Allegri, Conte e i big diventa un'impresa

—  

Ma se dovesse naufragare anche questo percorso, provare a ripartire da un altro allenatore top sarà sempre più difficile. Perché se è vero che in estate potrebbero liberarsi parecchie panchine di lusso, è altrettanto vero che convincere gente come Allegri e Conte in questa situazione diventa un'impresa. Entrambi hanno ancora un anno di contratto con Milan e Napoli, entrambi stanno vivendo un momento di maretta. Uno arriverà secondo e l'altro verosimilmente terzo. Il mister toscano chiede più garanzie sul mercato per migliorare la rosa e puntare allo scudetto, magari con un po' di presenza in più dalla proprietà. Difficilmente lascerebbe Milanello per infilarsi in una situazione molto simile, partendo ancora più in basso. Lo stesso Conte, che non vorrebbe ridimensionare il mercato da 150 milioni dello scorso anno e anzi spera di incrementarlo e crescere ulteriormente tornando a vincere il titolo. Il mister salentino non ha mai nascosto di subire il fascino della piazza romanista, ma poi c'è una realtà e le sue ambizioni ad ora cozzano con quello che può offrire la Roma. Già qualche anno fa declinò, pur tentato, perché non lo riteneva un club abbastanza strutturato. Col senno del poi, non aveva tutti i torti. E le vibes che continuano a uscire da Trigoria non sono di quelle che fanno cambiare idea a un allenatore così ambizioso e d'elite. Lo stesso vale per tecnici esteri di alto livello, vedi Emery, oppure Fabregas che a Como sta sperimentando qualcosa di totalmente diverso.

Senza Gasperini e i big, la Roma deve scendere dal piedistallo: da Pioli a Maresca, ecco su chi dovrebbe puntare

—  

Per questo se dovesse andare via Gasperini, esonerato o dimissionario, inevitabilmente la Roma rischia di dover pescare da una categoria di tecnici completamente diversa. Ovvero quella che non chieda una squadra forte da subito e che accetta di rinunciare a big, lavorare con i giovani e che si fa star bene determinate dinamiche. Insomma, che non pretenda di essere grande e vincente, con un ruolo di primo piano, quindi molto meno ingombrante. Profili lontani da Mourinho, Gasperini, Allegri o Conte. Con una mentalità sicuramente diversa da quella vincente dei big. Tra i nomi tornati a circolare c'è Stefano Pioli, che oltre a un grande scudetto col Milan ha navigato tra Lazio, Fiorentina e Al-Nassr, concludendo con due flop clamorosi, esonerato da una squadra ultima in classifica pochi mesi fa. C'è poi Enzo Maresca, male a Parma alla prima esperienza in singolo, poi bene con il Leicester nella B inglese e infine esonerato al Chelsea. Anche se a Londra ha svolto un buonissimo lavoro, vincendo anche dei trofei internazionali di prestigio. Non a caso il suo allontanamento ha creato parecchie polemiche. Ma parliamo di un 46enne, attualmente svincolato, ancora tutto da scoprire. Il sogno dei romanisti sarebbe riabbracciare Daniele De Rossi a distanza di un anno. Il suo percorso top al Genoa è sotto gli occhi di tutti, le sue qualità e intelligenza sono indubbie ma va considerata la pressione di un secondo corso così immediato, nel pieno della sua crescita. In ogni caso, con 70 panchine da professionista, resta un allenatore inesperto e un'incognita.

Fa parte di una categoria superiore Vincenzo Italiano, che da anni sta facendo bene tra Fiorentina e Bologna valorizzando i giocatori a disposizione: tante finali, una Coppa Italia vinta col Bologna, in campionato così così. Ma non pochi estimatori, a cominciare da De Laurentiis che non ha mai nascosto il suo apprezzamento per l'ex centrocampista. Un altro nome può essere quello di Valverde, suggestivo senza dubbio, molto gradito a Ranieri. In carriera ha vinto col Barcellona due campionati e coppe nazionali, è in scadenza con l'Athletic. Ha allenato sempre in Spagna (anche Valencia, Espanyol e Villarreal) ad eccezione di tre stagioni, proficue, in Grecia all'Olympiacos. Ha 62 anni, è un 'santone', non uno che entusiasma la piazza. Tra i profili circolati in passato c'è quello di Francesco Farioli, giudicato troppo giovane e inesperto, ma ora sta facendo ottime cose (scudetto vicino) con il Porto e ha un contratto lungo (2028). Almeno sulla carta, sul mercato degli allenatori (ma lo stesso può valere per i dirigenti) il rischio concreto è che incappi in un ridimensionamento, anche come appeal e interesse del progetto Roma. Sicuri di voler rinunciare al top che è già a Trigoria?