Roma all'attacco col solito fortino in difesa: Gasp non era mai stato così offensivo
Una Roma così non si vedeva da tempo. Dopo 4 turni la squadra di Gasperini è prima in classifica in coabitazione con l'Inter, prossima avversaria all'Olimpico sabato prossimo nell'ultima partita di campionato prima della lunga nazionali sosta a cavallo tra settembre e ottobre. Sono ben 12 i gol segnati, una facile media di 3 a partita, e solo 1 quello subito da Svilar, siglato da Ederson nel match contro l'Atalanta. Il "solito" fortino giallorosso costruito già da Ranieri e rinforzato da Gasp nella passata stagione. Nei top-5 campionati europei solo l'Arsenal vice-campione d'Europa e campione in Premier League può vantare un numero simile, mentre in Germania guida il Friburgo sempre con 1 gol subito ma in 3 partite. Anche per i gol fatti è necessario scomodare le grandissime d'Europa perché solo Barcellona (21 in 5), Real Madrid (17 ma in 6 partite) e Inter (13 in 4) possono vantare numeri migliori. Insomma, questa Roma gioca bene e l'entusiasmo in vista della sfida al vertice è alle stelle.
Roma, ma quanto tiri? Il confronto con la scorsa stagione è impietoso
I 12 gol della Roma parlano chiaro: quella giallorossa è una squadra offensiva che non smette mai di attaccare. Il dato sul baricentro-medio delle squadre di Serie A è eclatante: la formazione di Gasperini è prima con una media di 55.8 metri, segue l'Inter a 54.6. E' stato evidente nelle prime due gare stagionali contro Fiorentina e Lecce (due 4-0, ma il risultato sarebbe potuto essere ancora più rotondo), ma anche contro l'Atalanta nonostante il muro eretto dalla squadra di Sarri e le super-parate di Carnesecchi. Più difficile la trasferta contro il Torino, ma con alle spalle la trasferta di Champions contro il Fenerbahce. Come raccontano i dati Sofascore, Malen e compagni calciano verso la porta avversaria 21.3 volte a partita: 7.8 nello specchio della porta, 10.3 fuori mentre 3.3 tiri vengono respinti prima di giungere a destinazione. Numeri da grandissima, considerando anche il confronto impietoso con l'anno scorso: dopo i primi 4 turni con 9 punti a fronte di tre vittorie e un ko (proprio contro il Torino, nella famosa gara delle 12:30), la Roma aveva segnato appena 3 reti subendo anche in questo caso un solo gol. I tiri a partita, però, erano notevolmente di meno: appena 13.2. Ovviamente un grande impatto anche su questi dati lo ha avuto Malen, autore della metà dei gol giallorossi in questo inizio stagionale e che con un Dybala in stato di grazia si trova a meraviglia. E anche il concetto di "fortino" difensivo era diverso: sempre un solo gol incassato, è vero, ma a fronte l'anno scorso di 9.7 tiri subiti a partita contro i 7.5 di quest'anno. La Roma ha chiuso la scorsa stagione con una media di 13.2 tiri a partita, con 4.7 verso la porta. Il dato di questo campionato è ancora parziale, ma le premesse sono più che ottime. Contro l'Atalanta l'assalto della Roma è stato da veri gladiatori: l'assedio giallorosso che ha regalato i tre punti solo in pieno recupero grazie alla zuccata di Hermoso e al gol di Soulé è stato costruito con 39 tiri.Neanche l'Atalanta di Gasperini ha mai avuto un'offensività del genere
E anche per Gasperini questi numeri non sono così normali. Se già l'anno scorso si parlava di "Roma di Gasp", complici anche gli importanti traguardi raggiunti come il ritorno in Champions League dopo 7 anni, forse è proprio quest'anno che nella Capitale potranno vedersi i primi veri frutti del lavoro del tecnico giallorosso. Con un anno di lavoro alle spalle e con una campagna acquisti che magari ha fornito all'allenatore di Grugliasco una rosa sì più corta, ma notevolmente più funzionale al suo gioco. La media-tiri più alta fatta registrare da Gasp nel suo impero novennale all'Atalanta risale alla stagione 2019-20, quando la Dea chiuse il campionato al terzo posto arrivando ai quarti di Champions League. Quell'anno in A il dato Sofascore riporta 18.7 tiri a partita di cui 7.1 verso la porta, con 98 gol (straordinaria media di 2.6 a gara) segnati in 38 gare e 48 subiti. Meno, però, rispetto a quanto mostrato dalla Roma in questo inizio stagionale, anche se ovviamente ora la missione più complicata ora sarà provare a mantenere questa fantastica media. Negli altri anni a Bergamo i numeri parlano chiaro: nel 2016-17 sono stati 62 i gol fatti e 41 quelli subiti, con 14.1 di tiri in porta a 5.2 a partita; nel 2017-18 57 e 39, con 15.2 tiri di cui 5.2 verso lo specchio; nel 2018-19 77 e 46, con 16.9 conclusioni ogni 90' e un 5.8 in porta. Dopo l'annata da record, i dati sono tornati a essere 'normali' nel 2020-21: quell'anno 90 gol fatti e 47 subiti, con 16.3 tiri in porta a partita di cui 6.1 in porta; nel 2021-22 65 e 48, con 15.9 tiri-partita di cui 4.7 in porta; nel 2022-23 66 e 48, con 13.5 tiri-partita di cui 4.7 in porta; nel 2023-24 72 e 42, con 14.3 tiri-partita di cui 5.4 in porta; poi nell'ultimo anno di Gasp in neroazzurro, 2024-25, 78 gol fatti-37 subiti con 14.3 tiri a partita di cui 5.1 in porta.E' la settimana di Roma-Inter, le capoliste con attacchi simili ma difese diverse
Ma questa settimana l'attenzione del popolo giallorosso è tutta verso Roma-Inter, la sfida al vertice in programma all'Olimpico sabato 19 con fischio d'inizio alle 18 e valida per la quinta giornata di campionato. Sarà l'ultima gara della prima parte di campionato, considerando la lunga sosta nazionali di tre settimane che terminerà nella prima decade di ottobre. Giallorossi e neroazzurri arrivano al match tra capoliste con numeri molto simili, almeno sul fronte offensivo: 13 i gol segnati dalla squadra di Chivu in Serie A, 12 quelli realizzati da quella di Gasp. Sono 7.8 i tiri in porta a partita della formazione giallorossa, 8.0 invece quelli realizzati da Lautaro e compagni. Simile anche il numero di grandi occasioni, concretizzate (5.0-5.3) e mancate (3.0-3.5), nei 90' di media a gara. La differenza però arriva guardando alla difesa: solo un gol incassato da Svilar, come già ricordato, ben 6 invece quelli concessi da Martinez. Da un lato il portiere più forte del campionato e una difesa che con i nuovi acquisti ha acquisito ancora più solidità, dall'altro un estremo difensore alla prima da titolare a Milano, protagonista di alcune incertezze in questo inizio stagionale e di una difesa ancora traballante anche a causa degli infortuni. Oltre che sull'attacco, insomma, la sfida al vertice di sabato potrebbe essere decisa anche dalla compattezza difensiva.© RIPRODUZIONE RISERVATA