Mourinho: "Roma è casa mia. Mi hanno esonerato a Budapest. Ecco che mi aspetto all'Olimpico"
Tra una settimana tornerà allo stadio Olimpico, da avversario per la prima volta da quando è stato esonerato dalla Roma. Tra le lacrime sue e dei tifosi. Oggi José Mourinho allena il Real Madrid ed è stato intervistato da Ivan Zazzaroni, direttore de il Corriere dello Sport. Ecco alcune parole dello Special One
Ha ancora la stessa passione di quando ha iniziato
"Certo, il Dna non cambia. Se può esistere un altro Mourinho? Certo che può"
Quando ha saputo del Real Madrid?
"Prima c'è un contatto e dopo inizia il rumore dei media quando c'è già qualcosa. Qui è stato l'opposto. Prima ci sono stati i rumori quando c'erano zero contatti ed ero felice al Benfica che sta a dieci minuti da casa mia e che è speciale per me. Ho sentito le voci ed ero sorpreso, ho pensato che fosse solo rumore appunto e che non era vero. Peraltro le cose al Benfica andavano bene. Non ero qui a Madrid da 13 anni ma sono sempre rimasto legato al Real anche perché Ancelotti è stato per tanti anni allenatore a Madrid e sono amico del presidente".
Però ora vedo un sorriso diverso...
"Io ho un rapporto molto speciale con praticamente tutti i miei ex club, o quasi tutti. Sono uscito sempre bene dalle situazioni, anche quando sono stato esonerato. Non ho mai detto una parola negativa. Tu sai quanto mi ha fatto male l'uscita dalla Roma, ma non esiste una parola mia contro il club o la proprietà. Io quando esco, esco pulito. Può sembrare di no ma sono una persona molto educata ed esco col sentimento che quella sarà per sempre casa mia. E così è stato anche a Madrid. Forse solo il Tottenham lo escludo ma perché era un periodo in cui c'era il Covid, non ho avuto tanti contatti con il pubblico e i tifosi".
Raramente si è vista una connessione come a Roma però. Forse solo Liedholm è stato così amato. Perché?
"Loro con me sono stati speciali. Io dico sempre: il giorno che sono arrivato e ho visto 1000 persone. Non capivo perché, non avevo ancora fatto niente. Non pensavo di meritarlo, ma questa è Roma e l'ho capito dopo. Il nostro rapporto è speciale perché loro hanno capito che non mi importava della mia immagine o dei rapporti che potevo avere con la politica del calcio italiano, con la stampa o con la proprietà. A me interessava solo il bene della Roma e dei romanisti. Ho lottato per loro, ho dato tutto. Abbiamo vinto una coppa che vale tanto per un club che non vinceva tanto. L'altro giorno un mio amico procuratore mi ha mandato la foto della Conference che è ancora all'entrata del centro di allenamento. L'amore dei tifosi per il club è qualcosa di incredibile. Poi io ho fatto errori, ho perso partite ma hanno sempre capito che io ho sempre lottato per loro. La finale di Budapest è il punto massimo di questa connessione. Finita la finale, vado in vacanza e quando torno sono già morto per quello che mi ha fatto pagare la Uefa. Quello che è successo a Taylor in areoporto non è mia responsabilità, lo sono gli insulti nel garage e dovevo solo pagare per questo. E ho pagato questo nel rapporto con la proprietà della Roma visto che loro avevano un approccio diverso. In quel momento ero già fuori"
Ha sentito lo stesso amore per Totti?
"Francesco non si tocca. Io sarò sempre dietro a lui. La Roma ha una storia bellissima con giocatori storici, penso pure a Bruno Conti che amo"
Conti però è fuori così come Totti. Nei top club le bandiere sono dentro i club...
"Ma non sempre. Il Real Madrid si definisce anche per la sua classe, è un club di gran classe. Poi è impossibile che un club apra le porte a tutte le vecchie glorie. Capisco anche le difficoltà quando ne hai avute tante"
Che accoglienza si aspetta all'Olimpico?
"Non mi aspetto nulla. Mi aspetto solo rispetto e basta. Ancora non mi sono iniziato a preparare per quella partita. Né come allenatore né come ex che torna a casa. Non ho ancora pensato a questo. Mi devo difendere emotivamente e prepararmi per fare il mio lavoro bene e per farlo devo cercare di dimenticare dove sono e contro chi gioco. Ho fatto questo con l'Inter per esempio o col Chelsea. A Roma non mi è mai capitato, e devo dire che sarà diverso. Farò la strada che porta all'Olimpico da avversario. Sarà la prima volta che vado lì senza la passione dei tifosi romanisti. E dovrò preparare i miei giocatori per questo. I miei sono di altissimo livello e sono abituati, ma a Roma c'è un'atmosfera diversa, bellissima".
Taylor oggi fa il responsabile arbitrale in Turchia
"Eh ma oggi il capo arbitri in Turchia è stato condannato ed è andato in galera..."
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