Forzaroma.info News AS Roma Mourinho lo stimava tantissimo, poi le frecciate: cosa c'è dietro il battibecco con Gasp

Mourinho lo stimava tantissimo, poi le frecciate: cosa c'è dietro il battibecco con Gasp

Federico Grimaldi
Il botta e risposta dopo Roma-Real è solo l'ultimo capitolo di una rivalità che viene da lontano

C’era un tempo in cui Mourinho stimava tantissimo Gasperini. Era il 2008, l’Inter non riusciva a battere il Genoa di Gasp e Mou dichiarava: “È l’allenatore più difficile mai affrontato. Ha cambiato modulo cinque volte e ha sempre risposto”. Il rispetto era enorme. C’è ancora, nessuno lo mette in dubbio. Ma ora è nascosto tra le ruggini degli ultimi anni. L’ultimo caso porta dalla vigilia di Roma-Real fino al post partita. “La Roma era morta”: così Mou spiega la rimonta del Real, puntando il dito sul calo della squadra di Gasp. Una frecciata. E Gasp non si è fatto parlare dietro: “Noi potevamo fargli altri gol, li abbiamo surclassati”. Un vero botta e risposta. Frecciate. Stoccate. Usate il sostantivo che volete. Ma i due non si vogliono bene. Si rispettano, questo sì. Ma il loro rapporto non è idilliaco. Anzi. Dietro il battibecco di ieri si nascondono frecciate a distanza che durano da anni.

Mourinho, la storica frecciata a Gasp del 2021: "La poesia non riempie la bacheca"

Il 2008, ormai, è solo un ricordo. Bisogna andare avanti. Molto avanti. Fino al 2021. Mourinho era appena arrivato a Roma, con l'obiettivo di riportare i giallorossi a vincere. Ci è riuscito, almeno in parte, con la Conference League. Gasp, invece, era già considerato uno dei migliori allenatori d'Italia. La sua filosofia di gioco faceva impazzire tutti. O quasi. Perché Mou la pensava diversamente. Nel dicembre 2021, la Roma batté l'Atalanta 4-1 a Bergamo. E lo Special One non si lasciò sfuggire l'occasione per pungere il collega: "Mi scuso con Gasperini se abbiamo rovinato i loro piani, ma noi abbiamo fatto la partita perfetta e loro no". Ma non finì lì. Nei mesi successivi, i due tornarono più volte a punzecchiarsi sulla propria idea di calcio. Mourinho non ha mai nascosto la sua preferenza per il pragmatismo. Vincere, prima di tutto. Anche a costo di rinunciare allo spettacolo. E così arrivò un'altra stoccata: "Ci sono allenatori che non hanno mai vinto un trofeo ma che vengono descritti come poeti del calcio. Io preferisco essere cinico, difendere bene e portare a casa le coppe. La poesia non riempie la bacheca". Una frecciata a cui Gasperini rispose indirettamente. La sua idea è sempre stata un'altra: il calcio deve divertire, non limitarsi al risultato. Difendersi bassi e aspettare l'errore dell'avversario è una strategia legittima, ma per Gasp rischia di togliere bellezza al gioco. Il pubblico, secondo lui, merita coraggio, non paura. Due filosofie opposte
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"Io preferisco parlare, a qualcun altro piace spostare l'attenzione": la frecciata di Gasp del 2022

"Le sceneggiate in campo? Ognuno gestisce la tensione come vuole e come sa fare. Io bado alla mia squadra. C'è chi preferisce fare teatro per spostare l'attenzione dai propri limiti tattici, io preferisco parlare di pallone". Gasperini non le aveva mandate a dire. Era il settembre del 2022 e i ruoli erano opposti: Mou sedeva sulla panchina della Roma, Gasp su quella dell'Atalanta. A vincere fu la Dea, grazie al gol di Scalvini. Ma a far discutere fu soprattutto l'arbitraggio di Chiffi, finito al centro delle polemiche. Mourinho venne espulso per proteste e, nel post partita, Gasperini non si lasciò sfuggire l'occasione per pungere il collega. Nessuna polemica urlata, nessuna sceneggiata. Solo una frase, pronunciata con la sua solita calma, ma tutt'altro che innocua. Perché dietro quel riferimento al "teatro" c'era una frecciata precisa allo Special One. E il messaggio arrivò forte e chiaro.

Mourinho-Gasp, oggi: nulla è cambiato

Non è cambiato niente. I due sorridono e si beccano a distanza. Come qualche anno fa. Il tempo, per loro, sembra essersi fermato. Gasp la vede in un modo, Mou in un altro. Una sintonia che probabilmente non ci sarà mai. Ed è anche questo il bello del calcio. La Roma ha avuto il carattere e il DNA di Mourinho per anni. Ora ha quelli di Gasperini. I tifosi sono affezionati a entrambi, per motivi diversi. Ma c'è una cosa che li accomuna: la voglia di vincere. Il portoghese ci è riuscito, lasciando in bacheca un trofeo europeo. Il piemontese avrà la sua occasione. Intanto, la qualificazione in Champions, come ha ricordato lui stesso in conferenza, è già un traguardo enorme. La Roma non ci riusciva da sette anni. Nemmeno con Mou. E forse Gasp ha voluto ricordarlo anche per lanciare l'ennesima frecciata indiretta. Stavolta, però, a prendersi la scena è stato il portoghese. Ha vinto lui, al 90', con un gol dell'ex. Una beffa per la Roma e un finale perfetto per Mou. Gasperini, però, non ha intenzione di fermarsi qui. La sconfitta brucia, ma il progetto va avanti. E se Mourinho ha avuto il suo momento, Gasp vuole costruirsi il proprio. A modo suo. Senza imitare nessuno. Perché tra i due, in fondo, c'è una sola certezza: entrambi vogliono vincere. Anche a costo di non piacersi mai.
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