Forzaroma.info News AS Roma Mora, parla il suo ex allenatore a FR: "Pronto per la Roma. Gasp, ti dico come farlo rendere"

Mora, parla il suo ex allenatore a FR: "Pronto per la Roma. Gasp, ti dico come farlo rendere"

Federico Grimaldi
Pimentel lo conosce da quando aveva 15 anni: "È mentalmente avanti e ama essere protagonista. E quella volta che giocò con gli occhiali alla Davids..."

"Mora ha talento, personalità e una mentalità già da grande". Non siamo noi a dirlo. Ma chi lo ha visto crescere, allenato e accompagnato nei primi passi della sua carriera. Nuno Pimentel, suo ex allenatore al Porto nel 2021/22, lo ha avuto con sé quando aveva appena 15 anni. Oggi ne ha 19. Ma già allora aveva l'aria del predestinato. Pimentel, in esclusiva a Forzaroma.info, racconta il Mora che conosce da ragazzino. Quello che non teme la pressione, che ama le grandi sfide e che vuole essere protagonista. "È più che pronto per l'Italia. E più grande è la sfida, più lui cresce". Parole che raccontano il talento, ma soprattutto la testa di Mora. E poi c'è una storia, quella degli occhiali alla Edgar Davids, che più di ogni altra racconta il suo carattere.

"Già a 15 anni aveva il potenziale che mostra oggi"

Rodrigo Mora è molto vicino alla Roma. Secondo lei, è pronto per giocare in Italia?

"È più che pronto. Oltre al talento calcistico, è un giocatore con una forte personalità, ambizione, mentalità vincente ed è un professionista esemplare. È pronto per rendere in un contesto così esigente come il calcio italiano."

Che tipo di giocatore è Rodrigo Mora, secondo lei?

"Rodrigo è un giocatore “mentalmente avanti”. È molto intelligente e capisce il gioco in modo speciale, tanto da riuscire nella maggior parte dei casi a prendere la decisione giusta. Ha un repertorio tecnico ampio, raffinato e creativo. È dinamico, partecipa a tutte le fasi del gioco e non si tira mai indietro."

Quali sono le sue principali caratteristiche?

"Ha un rapporto con il pallone speciale, raffinato. È un giocatore intelligente dal punto di vista tattico e gli piace essere protagonista. Non ha paura di prendersi responsabilità, anzi: vuole avere il pallone, giocare e fare la differenza."

Com’era Mora quando lo allenava?

"A parte la sua evoluzione dal punto di vista fisico, Rodrigo ha dimostrato fin da subito le qualità e il potenziale che oggi già possiede. È un professionista eccellente, appassionato dell’allenamento e del gioco, molto competitivo e anche una splendida persona, capace di contribuire alla costruzione di un buon ambiente all’interno della squadra."

"Gasp saprà come valorizzarlo"

Quanto è forte mentalmente?

"È molto forte mentalmente ed emotivamente. È molto competitivo e ha una mentalità vincente. Non ha paura del gioco e raramente soffre la pressione. Anzi, più grande è la sfida, più lui “cresce”. Ha alle spalle una famiglia molto solida e questo lo rende un giocatore molto costante e competitivo."

C’è qualche episodio che, meglio di qualsiasi altro, racconti il talento che aveva già a quell’età?

"Più che il talento, racconto un episodio che dimostra il suo carattere competitivo. Stavamo giocando la fase finale per il titolo nazionale Under 15 e avevamo una partita decisiva contro il Benfica. Nel primo allenamento, Rodrigo accusò un problema a un occhio. Il giorno successivo, il medico comunicò a me e a lui che non avrebbe potuto giocare. In quel momento scoppiò a piangere e iniziò a chiedere di fare tutto il possibile per poter scendere in campo. Di fronte alla sua insistenza, lo staff medico gli mise degli occhiali protettivi, in stile “Edgar Davids”, e lo facemmo allenare per testare la situazione. Gli occhiali gli creavano qualche problema di stabilità, ma lui continuò a insistere per giocare. Giocò tutti i 90 minuti e vincemmo grazie a un suo gol."

Se Mora dovesse arrivare davvero alla Roma, cosa direbbe a Gasperini per aiutarlo a sfruttare al massimo le sue qualità?

"Gasperini è un allenatore di valore assoluto e saprà come valorizzare al meglio il suo potenziale. Rodrigo è un giocatore a cui piace avere il pallone e sa come utilizzarlo. Sa dialogare con i compagni, creare spazi per sé e per la squadra e, soprattutto, ama giocare vicino alla porta. Ha qualità e freddezza per essere decisivo in zona gol."

Secondo lei, può giocare anche come esterno?

"Può giocare in tutte le posizioni offensive. Anche da esterno, dove avrebbe la possibilità di partire largo e poi accentrarsi per entrare nel vivo del gioco. Ha l'intelligenza per interpretare bene anche quel ruolo e sono convinto che potrebbe rendere. Ma, secondo me, dà il meglio di sé quando gioca in posizione centrale, dove può avere più spesso il pallone e incidere maggiormente sulla partita."