Mora fuori, la Roma si spegne: perché la sua uscita all'intervallo ha cambiato la partita
Per 45 minuti hanno illuminato il Teatro dei Sogni. Una stella portoghese, l'altra argentina: Rodrigo Mora e Matias Soulé. All'Old Trafford la coppia aveva fatto sognare la Roma di Gasperini. Gol, assist e giocate di qualità. Lo United non riusciva a contenerli, i giallorossi volavano. Poi, all'intervallo, qualcosa si è inceppato. Al rientro in campo è cambiato tutto: la Roma si è spenta, gli inglesi hanno preso il controllo e la rimonta è diventata realtà. Un blackout difficile da spiegare, ma che ha anche una possibile chiave tattica. E porta il nome di Rodrigo Mora. Il portoghese, protagonista assoluto del primo tempo, è rimasto negli spogliatoi: al suo posto è entrato Pisilli. Una scelta forse dettata dalla necessità di gestire il minutaggio del giovane talento, forse dalla volontà di dare maggiore copertura al centrocampo. Qualunque sia stata la ragione, la sua uscita ha cambiato gli equilibri della squadra. E potrebbe aver pesato molto più di quanto sembri.
Pisilli dentro, Mora out: il cambio che ha regalato campo allo United. Ecco perché
Senza Mora, la Roma ha perso la sua identità. Quella che le aveva permesso di dominare a Old Trafford, per intenderci. Il portoghese aveva un ruolo fondamentale: il raccordo tra le linee. È lì che faceva la differenza. Nel primo tempo si muoveva alle spalle del centrocampo dello United, trovando spazio tra la mediana e la difesa inglese. Riceveva. Si girava. Inventava la giocata. Era il collegamento (perfetto) tra centrocampo e attacco, l’uomo capace di legare la manovra con Soulé e Malen. Non a caso l’azione del primo gol argentino è nata da una sua magia. Dalot era in netta difficoltà, come tutto lo United. Poi l’ingresso di Pisilli. Un cambio che ha dato a Carrick l’occasione di attaccare, di aggredire. L’intento di Gasp era quello di garantire più dinamismo e copertura. Ma al tempo stesso la Roma ha perso il giocatore perfetto per continuare a mettere in difficoltà i Red Devils. Il resto è una conseguenza. La Roma si è schiacciata, ha subito e non è più riuscita a ripartire. Gli zero tiri nel secondo tempo sono lo specchio di un tremendo blackout.Malen e Soulé isolati: così il cambio di Gasp ha tolto ossigeno all'attacco
Lo United ha i suoi meriti. Ma la Roma ci ha messo tanto del suo. Forse lo stesso Gasp ha sbagliato qualcosa. Cosa rara, ma è successo. Perché l’importanza di Mora si misurava anche nell’intesa con Malen e Soulé. Il portoghese riusciva a muovere la difesa e il centrocampo dei red devils, e così dava ai due attaccanti lo spazio per muoversi e ricevere. Tolto lui, la squadra non è più riuscita a superare la prima pressione. E si è schiacciata. Malen è rimasto isolato. Soulé ha ricevuto sempre meno palloni giocabili. Il possesso è diventato sempre più difficile da gestire. Il cambio, da solo, non spiega la rimonta. Ma ha inciso sugli equilibri. Nel tentativo di garantire più copertura, Gasperini ha rinunciato a uno dei principali riferimenti offensivi della Roma. Forse l’unico vero errore di questa stagione.© RIPRODUZIONE RISERVATA