Monchi ds per la Roma, da portiere fece gol alla Lazio
Il presidente del Siviglia José Castro Carmona ha pronunciato delle parole amare. «Monchi? Non si può obbligare qualcuno a restare dove non vuole stare». Sì perché il 48enne dirigente probabile prossimo ds della Roma ha fatto prodigi a Siviglia con acquisti indovinati e plusvalenze. Mentre si sa molto della sua carriera da dirigente, meno noto è il suo passato da calciatore. Monchi è stato un portiere professionista a Siviglia ma non da titolare tra il 1988 e il 1999. Ma c'è un dato che farà piacere ai tifosi della Roma: ha segnato alla Lazio. Il 23 agosto 1996 all'Olimpico si disputa l'Osama Cup tra biancocelesti e Siviglia. Il match finisce 1-1 e si va ai rigori ma la serie è infinita. Tocca così ai due portieri e Monchi trasforma il rigore decisivo che consegna al Siviglia la coppa dell'amichevole. Non era la prima volta che affrontava la Lazio perché il 10 novembre 1992 a Siviglia si disputa un'altra amichevole tra gli andalusi guidati da Maradona e la Lazio di Gascoigne. Anche in quel caso finì 1-1. Da calciatore il futuro ds ha affrontato anche la Roma in un'amichevole disputata il 20 agosto 1995. La partita la vinse la Roma 1-0 con gol di un giovane Totti ma Monchi si trovava in panchina. Il resto della carriera è dignitoso ma non un granché. Si mette in luce a 21 anni nel Siviglia Atletico (succursale della prima squadra). Poi passa tra i grandi facendo strabuzzare gli occhi all’esordio (13 gennaio 1991 contro la Real Sociedad) per poi tornare nei ranghi per colpa di un autogol contro lo Sporting Gijon e di un’espulsione rimediata dopo 37 minuti contro il Barcellona. Per cinque stagioni il portiere titolare Unzué non gli lascia spazio. Tra i suoi compagni di squadra più illustri Maradona, Suker, Simeone e Zamorano. Tra gli allenatori Aragones e Bilardo. Proprio l'argentino dopo una sconfitta con l'Atletico Madrid causata da un suo errore nel finale di gara lo prese per i capelli. Tra il 1995 e il 1997 il portiere andaluso riesce a disputare 44 partite nella Liga, ma il biennio si conclude con la retrocessione in seconda divisione del Siviglia. Gioca altre due stagioni e riesce a portare il Siviglia alla promozione poi, dopo 138 partite da professionista, dice basta a neanche 31 anni. «Il portiere che mi ha impressionato di più è stato Renat Dasaev (nazionale sovietico, al Siviglia dal 1988 al 1991, n.d.r.), non credo che ci sia stato un portiere bravo come lui tecnicamente e tatticamente. Con lui ho imparato tantissimo». Le sue parole dopo aver smesso. Nel 2000 diventa già direttore sportivo e in 17 anni ha portato tanti talenti in Andalusia con una sensibilità particolare nel riconoscere i talenti. Guardare le partite dalla panchina e ascoltare i commenti degli allenatori, evidentemente, qualche beneficio glielo ha portato.
Il Posticipo.it/A. Stabile
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