Forzaroma.info News AS Roma Mercato Roma: la storia di Mido, l'Ibra d'Egitto che fece flop. Ecco cosa fa oggi

Mercato Roma: la storia di Mido, l'Ibra d'Egitto che fece flop. Ecco cosa fa oggi

Francesco Balzani
Il primo Faraone della Roma, di certo il meno importante. Tanti vizi, un carattere difficile e quella pretesa: "Sono più forte di Ibra"

Prima di El Shaarawy c'è stato un altro Faraone a Roma. Ma il suo dominio è durato davvero poco, giusto il tempo di una pazza estate. Stiamo parlando di Abdelamid Hossam Ahmed Hussein, in arte Mido. Il suo arrivo a Roma è una di quelle storie di mercato incredibili, che ancora oggi porta qualche sorriso ma pure tanti rimpianti. Perché? Semplice, quell'estate era stato Zlatan Ibrahimovic a essere a un passo dalla Roma prima di finire alla Juve. Poi si virò sull'egiziano che aveva giocato proprio con Ibra all'Ajax. Siamo nel caldo agosto del 2004. La Roma, all'amarezza per la scelta di Ibra, risponde con l’ingaggio dell’altro talento ex-Ajax, puntando su Mido e sperando di vincere la sua scommessa: 6 milioni di euro per un giocatore che dopo l’esperienza in Olanda ha fatto bene anche con Celta Vigo e Marsiglia (super-coppia d’attacco con Drogba), ma sul quale pesa l’incognita relativa al caratterino. Inutile nascondere poi che il suo ingaggio sappia molto di ripiego, visto che Ibra nel frattempo si è confermato all’Europeo sistemando l’Italia con il suo tacco volante. E' la Roma di Prandelli-Voeller-Delneri, i tre tecnici che si alternarono alla guida della squadra durante la stagione, con il primo che rinunciò all’incarico già durante il ritiro estivo per problemi personali.

L'arrivo a Roma fu un disastro, poi andò peggio

Mido arriva a Trigoria il 31 agosto 2004 a bordo di un furgone bianco che prima di varcare il cancello del centro sportivo prende in pieno una macchina parcheggiata, rovinandone tutta la fiancata. Poi, senza fermarsi, entra. Qualcuno, assistendo alla scena, pensa immediatamente a quelle gare sul circuito d’Olanda; altri si limitano a sospirare un “Cominciamo bene…”. Almeno di quello, però, non gli si può dare la colpa, dato che alla guida non c’era lui. L’arrivo, comunque, è stato sicuramente d’impatto. Poi durante la presentazione gli chiedono del suo caro vecchio amico, e Mido sfoggia tutta la sua umiltà: “Ibrahimovic è bravo, ma io segno di più”. Che errore. Mido a Roma disputerà 13 partite con zero gol. La Roma, disperata, lo gira in prestito al Tottenham. A Londra Mido, esaltato dalla vita notturna, riesce a tornare in doppia cifra, tanto da convincere gli Spurs ad ingaggiarlo a titolo definitivo: ma è il canto del cigno, visto che l'egiziano riprende con la solita vita sregolata, tanto da venire escluso dalla Nazionale (con la quale ha un bilancio di 23 reti in 51 partite) per sei mesi dopo un litigio con il ct, che gli costa la finale di Coppa d'Africa. Per consolarsi, il Faraone beve e mangia, diventando un assiduo frequentatore del fast food KFC: diventa lento, sovrappeso, svogliato e bolso. La sua carriera si conclude tra Inghilterra (Middlesbrough, Wigan, West Ham e Barnsley), il ritorno prima all'Ajax e poi in Egitto, allo Zamalek, ma non ci sono più colpi di scena. Il calciatore Mido è finito, il talento cristallino è andato sprecato a causa di un carattere impossibile.

Troppi vizi e quelle forbici tirate ad Ibra

I vizi extracalcistici d'altronde erano troppi e troppo preponderanti già ad Amsterdam. iI rapporto con il tecnico Koeman inizia a farsi burrascoso, tanto da venir spesso spedito nella squadra riserve. Mido si sfoga bevendo e non facendo vita da professionista, anche se la squadra difficilmente può fare a meno di lui, che in coppia con Ibra è devastante. Lo stesso Zlatan, quando qualche anno dopo parlerà dell'egiziano, lo definirà in questo modo: "Mido è come me, ma peggio". Anche in campo le cose iniziano a peggiorare visibilmente: Mido è nervoso, si fa espellere, litiga con i compagni e chiede di essere ceduto. La goccia che fa traboccare il vaso è proprio una discussione con i colleghi in spogliatoio, con Ibrahimovic nei panni inediti di difensore del gruppo: Mido accusa tutti di essere dei perdenti e in preda alla follia lancia una forbice verso l’attaccante svedese, che viene mancato di un pelo. E' la fine del rapporto del Faraone con i lancieri: Mido viene ceduto in prestito al Celta Vigo per pochi mesi, in cui il giocatore continua comunque a mantenere una media gol impressionante e nell’estate 2003 si trasferisce a titolo definitivo in Francia, all’Olympique Marsiglia.

Mido, commentatore tv e scopritore di talenti

Ma oggi cosa fa Mido? L'attaccante appende gli scarpini al chiodo a soli 30 anni e diventa il tecnico più giovane nella storia del calcio egiziano: nel gennaio 2014 è diventato allenatore del club che l’ha lanciato, lo Zamalek, con il quale vince una Coppa d'Egitto, prima di essere esonerato e assunto dai rivali dell'Ismaily. Dopo aver coperto l'incarico di direttore tecnico per il Lierse, società belga, e dell'Al-Wahda, società saudita, diventa prima supervisore tecnico del Pyramids, poi torna in panchina all'Ismaily, dove ha seduto fino a fine 2023. Oggi è opinionista tv ma anche fondatore dell'accademia di calcio The Maker, che ha l'obiettivo di formare e lanciare i giovani talenti egiziani verso i campionati europei. Gestisce inoltre il Vision Club, un team che milita nelle serie minori egiziane. Una delle sue ultime perle l'ha regalata su Twitter, quando accusato da un blog di preferire il KFC all’area di rigore, l’egiziano ha risposto a suo modo: "Amico mio, il mucchio di soldi che ho fatto con il calcio in questi anni è abbastanza per s....e tua madre per 20 anni".