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L'ora del futuro. Non solo Gasp: ecco come sta nascendo la Roma di Ryan Friedkin

Redazione
L'arrivo del vicepresente nella capitale, con le decisioni e i gesti arrivati in questi giorni, certificano la sua centralità nel presente e futuro del club: dai rinnovi al mercato, il nuovo ds e la questione Totti

Al centro della Roma in questo momento non c'è solo Gian Piero Gasperini. Prima di lui, infatti, la firma la sta mettendo Ryan Friedkin, vicepresidente giallorosso e proiezione del numero uno Dan che continua a restare lontano dai riflettori. Se il trend sembrava già abbastanza netto negli ultimi mesi, in queste settimane il passaggio di consegne dal padre al figlio è stato sostanzialmente definitivo. Il giovane Ryan è arrivato nella capitale ed è stato un po' come l'acqua nel deserto per le certezze e l'umore verso il futuro di allenatore e giocatori. Se a gennaio il suo intervento era stato fondamentale per dare lo sprint al mercato e all'arrivo di Malen, che in ogni caso sarà decisivo, ora Friedkin jr. è stato il motore trainante con cui la Roma ha accelerato in campo ma soprattutto fuori. D'altronde lo ha ammesso lo stesso Gasperini: "Con la sua presenza è tutto diverso, le decisioni sono veloci. Ora spero che conosca meglio la squadra". Una richiesta, l'ennesima, già accolta e resa operativa dal vicepresidente, che nel derby ha viaggiato nel pullman con la squadra e poi ha addirittura tenuto un discorso motivazionale per caricare la squadra e ribadirgli riconoscenza per la stagione. Una prima volta molto gradita a Trigoria, da tutti quanti. Segno di quanto sia importante la conoscenza approfondita della rosa, anche a livello umano.

Ryan Friedkin al centro della Roma: ds, rinnovi, mercato e Totti. E Gasperini ora apprezza

Ma c'è pure l'extra-campo: sono i giorni caldi della scelta del nuovo direttore sportivo, attesa in tempi tutt'altro che lunghi. E soprattutto per parlare faccia a faccia, senza filtri e webcam, con l'allenatore riguardo i piani per il mercato e la forza economica che la società sarà in grado di mettere a disposizione per rinforzare la squadra. Scontato dire che la Champions aiuterebbe e neanche poco. L'allontanamento di Ranieri è stato il primo tassello di una direzione finalmente chiara che ha l'impronta forte del Gasp. Friedkin sta cercando di accogliere anche le sue indicazioni sui rinnovi: salutato in anticipo El Shaarawy, forse l'unico elemento di dispiacere per il gruppo squadra e lo spogliatoio, l'obiettivo è trovare la quadra per confermare gli altri tre in scadenza. Con Celik e Pellegrini i dialoghi stanno proseguendo, anche in maniera abbastanza costruttiva con una disponibilità di massima da parte di tutti. Lo stesso si può dire per Paulo Dybala, su cui si è finalmente cominciato a muovere qualcosa, anche di più.

Il compito di Ryan Friedkin è provare a confermare tutti, ma in ogni caso con condizioni favorevoli alla società. Ma è l'ennesima dimostrazione di quanto ormai sia a tutti gli effetti lui il plenipotenziario di una Roma proiettata al futuro, con un occhio ovviamente anche alla storia. Che può chiamarsi Francesco Totti, all'alba dell'anno del centenario. Il discorso legato al ritorno dell'ex capitano è rimasto in stand-by, la presenza di Ryan nella capitale può essere senza dubbio l'occasione perfetta per riprendere in maniera netta e magari definitiva il discorso. Il ruolo ad ora resta quello di ambasciatore, la base c'è. L'impressione è che però si stia finalmente avvicinando la Roma che in tanti - di sicuro Gasperini - hanno sperato di vedere. Più attenta e presente, lucida e rapida nelle decisioni, diretta e più lontana da condizionamenti esterni (o interni), magari pure interventista. E ovviamente ambiziosa e proiettata al futuro, ma legata a radici e cuore. Ci è voluto il piemontese e cittadino onorario di Bergamo. Dan si fida, sperano di poterlo fare anche il mister e i tifosi.