Forzaroma.info News AS Roma La Roma a Benevento tra turnover e infortuni. DiFra: "Non chiamatemi Zeman"

La Roma a Benevento tra turnover e infortuni. DiFra: "Non chiamatemi Zeman"

Redazione
Nainggolan resta a casa per un problema all'adduttore destro. Schick out per un risentimento muscolare. Il tecnico: "Poco allenato, non è può giocare". Domani spazio a Gonalons

La Roma alla ricerca della terza vittoria in questo avvio di campionato, con il tentativo di rosicchiare qualche punto alle capoliste, ma soprattutto di trovare ulteriori certezze dopo la vittoria contro il Verona di sabato scorso. Dall'altra parte un Benevento fermo ancora a zero punti, che giocherà al Vigorito la partita del riscatto dopo i sei gol presi al San Paolo contro il Napoli.

OUT NAINGGO E SCHICK - Altri cambiamenti nella formazione che schiererà domani in campo Di Francesco, sia per turnover, sia per infortuni. Nainggolan e Schick infatti non sono partiti per Benevento per guai muscolari: il belga out per un problema all'adduttore destro, il ceco invece ha un risentimento muscolare. "Schick è arrivato a Roma con solo cinque allenamenti fatti con la palla a Genova - ha detto il tecnico in conferenza stampa - Lui non era pronto a giocare e so le difficoltà che aveva avuto, mi auguro che smaltisca questo fastidio che ha avuto per poi allenarsi e metterlo in campo nel modo migliore". Insomma, il talento ex Samp si rivedrà in campo solo quando avrà una condizione accettabile. Alessandro Florenzi andrà invece in panchina, per evitare di affaticarlo troppo dopo i 90' col Verona: "Due partite ravvicinate possono essere un pericolo. Più facile vederlo a partita in corso che dall’inizio". Al suo posto ci sarà Bruno Peres, con Manolas (o Fazio), Jesus e Kolarov a comporre la linea difensiva. Il sostituto del belga sarà Pellegrini, che giocherà insieme a Strootman e Maxime Gonalons: "Volevo farlo giocare a Genova con la Samp, poi in base alle partite che abbiamo avuto ho scelto altre soluzioni. È arrivato il suo momento". In attacco niente riposo a Dzeko, con Defrel e Perotti a sostenerlo sulle fasce.

DIFRANCESCHIANO - A Benevento per continuare la striscia positiva di risultati dopo il pareggio con l'Atletico e la vittoria contro il Verona che ha fornito un altro dato oltre al ritorno dei gol di Dzeko: contando anche la prima gara contro l'Atalanta, questa Roma ha subito gol solo contro l'Inter. Quindi guai ad accostare Di Francesco a Zeman: "Chi dice che sono integralista e zemaniano è poco informato, io ho rispetto per tutti. Io sono Di Franceschiano, perché in base a quello che vedo faccio - sottolinea in conferenza il tecnico -. Con l’Atletico non stavo pensando al mio esordio in Champions, ma ad essere in partita con la squadra. Il fatto che io non curi la fase difensiva non è vero, perché io ci sto molto attento e questo non vuol dire solo lavorare con quattro giocatori, ma con un blocco squadra. Il Napoli ha fatto tre gol al Benevento essendo aggressivi in avanti. Noi un gol con Verona lo abbiamo fatto conquistando palla su rimessa laterale. Chi pensa che io sottovaluti la fase difensiva fa un grandissimo errore". E un grave errore per il tecnico sarebbe sottovalutare la sfida di domani contro il Benevento: "Li ho visti anche contro la Samp perché ci dovevamo giocare contro, con il Torino e con il Bologna, ha perso immeritatamente tutte le partite. Affrontiamo una squadra molto organizzata, che sa quello che vuole".

90 PUNTI - Il tecnico è poi tornato sulla scorsa stagione, quando Spalletti sedeva sulla panchina di una Roma che aveva chiuso il campionato seconda in classifica, con 87 punti. Allegri nella conferenza pre Juve-Fiorentina ha dichiarato che per lo scudetto ne servono 90, per il pescarese invece: "l’importante è vincerlo, al di là dei punti che si fanno. Ogni volta sento dire che qui sono stati fatti 87 punti, che sono tanti e quello che è stato fatto è davvero importante. Però credo che, al di là del record dei punti, conta arrivare a ottenere qualcosa d’importante. Non so se saranno 90, ma credo che ci si avvicinerà".