Forzaroma.info News AS Roma Karsdorp e i suoi 'fratelli': c'è una Roma bocciata pronta a salutare Trigoria

Karsdorp e i suoi 'fratelli': c'è una Roma bocciata pronta a salutare Trigoria

Francesco Iucca
L'olandese, al netto dell'erroraccio di ieri, non è l'unico calciatore che in queste settimane era stato già bocciato da De Rossi: sono una decina quelli spariti dai radar o col contratto in scadenza che si allontanano dalla Roma

La Roma che verrà è già decimata. Daniele De Rossi sarà ancora in panchina il prossimo anno, ma il futuro lui e la società devono costruirlo già adesso. E certi segnali di certo non sono incoraggianti, soprattutto da quelli in panchina che dovrebbero essere un valore aggiunto e che devono dimostrare invece di poterci stare in questa rosa. Rick Karsdorp è stato l'allarme ovviamente più lampante, per aver 'impiccato' la partita e l'Europa League della Roma, ma anche perché in questi quattro anni dopo la stagione al Feyenoord ha combinato poco o niente. Di certo più disastri che cose buone. Non a caso nell'ultimo mese De Rossi lo ha impiegato col contagocce preferendogli Celik. Ieri l'olandese ha giocato titolare per la prima volta dopo un mese, ovvero dal giorno di Pasquetta, nello 0-0 di Lecce. E in Europa nelle quattro partite prima della semifinale zero minuti. Contratto in scadenza nel 2025, rivederlo a Roma il prossimo anno è decisamente poco probabile. Per i tifosi, vista la reazione di ieri sera e nelle ore seguenti sui social, sarà una mezza liberazione. A destra rimarrà praticamente solo Celik, visto che Kristensen è in prestito secco e non verrà di certo confermato. Fuori dalla lista Uefa, a Napoli dove è tornato titolare veniva da tre panchine consecutive.

Un altro su cui la Roma non sta contando molto è Houssem Aouar: con De Rossi ha giocato solo tre match da titolare, tutti in campionato. Negli scontri diretti con Bologna e Napoli neanche un minuto, così come in Europa è stato utilizzato un'oretta in sette partite. Vuol dire che i titolari stanno facendo benissimo e sono insostituibili, ma il 22enne Bove è riuscito a ritagliarsi uno spazio ed è il primo cambio. Anzi, l'unico. Se ci sarà modo sarà ceduto anche per realizzare una plusvalenza che può servire. Perché pure Renato Sanches, manco a dirlo, è desaparecido. Adesso come prima nella gestione Mourinho in cui aveva giocato qualche spiccio in più, ma comunque con un futuro già largamente stabilito lontano da Trigoria. Con DDR esordio a febbraio con cinque minuti in campo, poi altri otto nel finale col Milan a qualificazione acquisita e ventuno a Napoli. Con frittata annessa e rigore causato. Non l'avesse mai fatto. Poi c'è Nicola Zalewski, riportato al suo ruolo naturale di trequartista ma poi utilizzato col contagocce. Tre da titolare con De Rossi, sempre sostituito e mai con la Roma in vantaggio. Delle ultime dieci in campionato ne ha passate sette completamente in panchina. La prima alternativa in quel ruolo è Baldanzi. Tutti giocatori bocciati dal campo e dalle scelte del mister giallorosso.

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Roma tra dubbi e bocciature, da Angelino a Smalling: in tanti rischiano di dire addio

Poi ci sono le conferme legate a contratti e riscatti. Spinazzola e Rui Patricio sono in scadenza, entrambi sono destinati a salutare il 30 di giugno. Qualche chance residua per l'esterno italiano, che piace a De Rossi ma non è affidabile a livello fisico. Ieri è uno dei migliori in campo fino a che Grimaldo non lo brucia facilmente sul secondo gol con un tunnel. Lui e Angelino si sono divisi le competizioni, lo spagnolo è stato il titolare in campionato ad eccezione di Napoli. Anche per il giocatore di proprietà del Galatasaray andranno fatte delle valutazioni approfondite, il riscatto è fissato a 5 milioni. Non ha deluso particolarmente, ma da lui ci si aspettava senza dubbio qualcosa in più come apporto in zona gol: zero assist in tre mesi di Roma per uno che molto spesso è andato in doppia cifra. Ad ora le possibilità non sono molte di vederlo a Trigoria anche l'anno prossimo. Situazione simile per Diego Llorente, per cui il Leeds chiederebbe circa 5 milioni per lasciarlo andare in maniera definitiva. Lo spagnolo si è dimostrato prezioso pur non essendo titolarissimo, ma in una difesa (e non solo quella) che rischia di dover essere ricostruita - soprattutto nel caso malaugurato di restare senza Champions League - ogni investimento va centellinato e misurato.

Perché poi c'è pure la situazione Chris Smalling, che sarebbe in teoria una colonna della difesa. Ma qualche scoria dei mesi passati e gli infortuni frequenti spingono entrambe le parti in causa a pensare. Con un solo anno di contratto rimasto, se arriveranno offerte dall'Arabia come a gennaio oppure dall'Inghilterra, è probabile che siano accolte con piacere sia dalla Roma che dal difensore. A meno che De Rossi non spinga per trattenerlo, anche perché quando è sceso in campo è stato sempre decisivo (chiedere al Milan) e con lui i giallorossi hanno vinto sette partite su otto. L'ottava è stata quella di ieri. Ma ha 34 anni e non è integro fisicamente, anche questo andrà considerato. Dal mister e dal ds, che a maggio e a tre mesi dall'addio di Pinto non è stato ancora ufficializzato. In totale fanno dieci giocatori - undici considerando Huijsen, sicuro partente, che in questo mese ha giocato solo a Udine con gol regalato - tra quelli spariti o quasi dai radar e quelli col contratto in bilico. Undici calciatori che sono più fuori che dentro la Roma del prossimo anno.