Il piano di Gasperini funziona solo a metà. C'è una scelta che non ha premiato la Roma
Il piano di Gasperini paga solo a metà. E il punto raccolto della Roma a Istanbul rispecchia in pieno la preparazione della partita secondo Gian Piero. Che ovviamente avrebbe voluto raccogliere di più, dovendosi alla fine accontentare del pari. Le scelte in partenza e quelle in corsa, rivisto il match contro il Fenerbahce, non lo hanno convinto fino in fondo, a prescindere dalle dichiarazioni ufficiali nel post gara. Ma è probabile che ripeterebbe lo schieramento iniziale, avendolo preferito proprio per le caratteristiche tecnico-tattiche dell’avversaria. Che, invece, è stata modificata da Kartal, bravo a presentarla - a sorpresa - più prudente del solito. Il dibattito, inutile girarci troppo attorno, riguarda la promozione di Rensch, titolare nella prima tappa dei giallorossi in questa Champions. Doppia la motivazione che ha dato il posto all’olandese a Istanbul.
Rensch titolare col Fenerbahce: il piano di Gasperini sfumato quasi subito
La prima è però evaporata appena messo piede in campo. Gasperini, pronto ad affrontare il 4-2-3-1 del Fenerbahce, ha deciso di affidarsi a Rensch per poter giocare dietro con la linea a quattro. E quindi il 4-4-2 in fase difensiva, con Soulé davanti all’olandese e Wesley sopra Hermoso e con Malen e Dybala in attacco, da trasformare nel 4-2-4 con il possesso palla. Quattro difensori per Gian Piero contro i quattro possibili giocatori offensivi di Kartal. Che invece si è difeso con il 4-3-3 mascherato e quindi diventato 4-1-4-1 per rimanere nella propria metà campo per tutto il primo tempo. La mossa del collega ha intralciato la strategia di Gasperini che è subito tornato al sistema di gioco che sta riproponendo con continuità pure in campionato. Passaggio al 3-4-1-2, con Soulé trequartista e quindi sul play Ismail.Perché Molina e Lulli non sono ancora pronti
La seconda motivazione, invece, è valida a prescindere. Rensch, almeno per questa partita e in questo momento della stagione, si è ritrovato davanti a li altri due laterali che Gian Piero avrebbe potuto inserire dall’inizio a Istanbul. Dato per scontato, anche alla vigilia, l’impiego di Molina, l’allenatore ha poi preferito mettere l’argentino solo in corsa perché ancora non al top della condizione atletica. In sintesi: ancora non ha l’intera partita nelle gambe. Colpa del Mondiale e anche del tipo di preparazione fatta in Spagna. Sarà al meglio dopo la sosta. Su Lulli ha invece inciso esclusivamente l’età. La Champions pesa e non va caricata sulle spalle del più giovane. Si è capito del resto da come è entrato Mora, coetaneo del giovane terzino giallorosso. Anche per questo al posto di Malen nel finale ha avuto spazio De Roon e non Castro, con Cristante trequartista dietro a Dybala e Rodrigo. Mossa conservativa per prendersi almeno il punto.© RIPRODUZIONE RISERVATA