"Ho fatto tutto per amore della Roma": la lettera da brividi di Bruno Conti
Cinquantatré anni di puro amore non si cancellano. Non si archiviano. Si tramandano. È il filo che lega Bruno Conti alla Roma, una storia iniziata come una favola e diventata leggenda. Il suo percorso in giallorosso ha attraversato generazioni, vittorie, cadute e rinascite. Un legame totale, assoluto, che oggi assume una forma diversa. Il 30 giugno 2026, Marazico ha detto addio al suo ruolo all’interno del club. Una scelta maturata con la consapevolezza di aver dato tutto. Sempre. Per la Roma, per la sua gente, per i suoi colori. Ora per lui si apre il tempo della famiglia. La sua prima famiglia. Perché quella giallorossa resterà per sempre parte della sua vita. Il viaggio non finisce. Cambia soltanto direzione. A raccontarlo è lo stesso Conti, con una lunga lettera da brividi pubblicata sui social:
"La prima foto è quella del mio esordio in Serie A, Roma-Torino del 10 febbraio 1974. In quel giorno, insieme alla mia gioia, c'era soprattutto quella di mio padre, grande tifoso romanista. A lui e a mia madre voglio dire grazie per tutti i sacrifici che hanno fatto per crescere sette figli, donandoci sempre amore, valori e sostegno. L'ultima foto sul campo è quella del 23 maggio 1991, il giorno dell'addio al calcio giocato. Vedere più di ottantamila persone allo stadio e ritrovarmi inginocchiato sotto la Curva Sud è un'immagine che porterò per sempre nel cuore. A voi, che mi avete accompagnato in questo viaggio, posso dire soltanto grazie. Un ringraziamento speciale va a tutte le persone che hanno lavorato e lavorano ogni giorno per la Roma: dalla portineria ai magazzinieri, dagli autisti al convitto, dagli staff tecnici alla segreteria, fino agli scout. Se non sono riuscito a salutare tutti personalmente, vi chiedo scusa, ma sapete bene il perché: sono sempre stato dalla lacrima facile.
Grazie al mio grande capitano, Agostino Di Bartolomei, per come mi ha accolto fin dal primo giorno facendomi sentire subito parte di una famiglia. Grazie ai Presidenti Dino Viola, Gaetano Anzalone, Franco Sensi, Rosella Sensi, James Pallotta e Dan Friedkin per la fiducia e il sostegno ricevuti negli anni. Un grazie particolare al mio grande maestro Nils Liedholm e al Presidente Dino Viola: insieme abbiamo vissuto momenti indimenticabili, vincendo uno Scudetto e arrivando fino alla final di Coppa dei Campioni. Rosella, grazie per gli anni trascorsi insieme, prima da allenatore e poi da direttore tecnico. Ti voglio bene. Ho scelto di mandare questi ringraziamenti perché non voglio parlare di me: lascio che siate voi a farlo. Posso solo dire che, giusto o sbagliato che sia stato, tutto quello che ho fatto l'ho fatto per amore della Roma. Adesso è il momento di godermi la mia famiglia, che con amore e pazienza mi è sempre stata accanto lungo tutto il cammino. Perché dopo il calcio, il posto più bello dove tornare è sempre la famiglia. Ci vediamo allo stadio a tifare sempre la nostra amata AS Roma. Con amore, Bruno".
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