Gotti su Molina: "Perfetto per Gasperini. Gli manca un pizzico di attenzione in area"
Luca Gotti, ex allenatore dell'Udinese, ha rilasciato un'intervista ai microfoni di Radio Manà Manà. Il tecnico ha parlato a lungo di Molina, prossimo acquisto della Roma che lui ha allenato durante l'esperienza a Udine. Di seguito le sue parole:
Mister, la Roma inserisce un profilo internazionale come Molina: quanto può incidere il suo bagaglio di esperienze al suo ritorno in Serie A? “Mi sembra un acquisto decisamente importante e le cifre testimoniano una volontà precisa. Il ragazzo è arrivato in Italia nel 2020 da perfetto sconosciuto: cresciuto nel Boca Juniors, il club non ci aveva creduto fino in fondo mandandolo in prestito. L’Udinese è stata bravissima a scommettere su di lui. Quando me lo fecero vedere la prima volta avevo qualche perplessità: era esile, magro e piccolino, anche se si vedeva chiaramente che sapeva giocare a calcio. In realtà è bastato pochissimo, qualche giorno di lavoro, per far sì che si imponesse con estrema facilità. Il suo percorso a Udine è stato così devastante che nel suo primo anno gli osservatori dell’Argentina, come Scaloni e Walter Samuel, venivano spesso a vedere le nostre partite per De Paul e Musso. Hanno notato Molina e a marzo lo hanno convocato in Nazionale. Da lì la sua carriera ha svoltato: oggi parliamo di un Campione del Mondo, due volte vincitore della Coppa America, con un bagaglio importante maturato a Madrid.”
Con l’arrivo di Molina la Roma conta tre esterni di destra (Wesley, Molina e Rensch): pensa che Molina possa essere adattato anche a sinistra in caso di emergenza? “Molina è un destro naturale ed è abituato a spingere sulla corsia destra, quindi uno spostamento a sinistra potrebbe essere solo un adattamento momentaneo. La mia sensazione è che alla fine sarà Wesley a potersi spostare sull’altra fascia all’occorrenza. Le caratteristiche di Molina e il suo modo di stare in campo si sposano perfettamente con le richieste di mister Gasperini. Per chi non lo conosce bene, come tipo di giocatore ricorda Davide Zappacosta: un profilo filiforme, molto di gamba, andante più che tornante. È un quinto ideale di centrocampo più che un terzino puro.”
A Udine ha segnato diversi gol mostrando una spiccata propensione offensiva. Il ritorno a un sistema a tutta fascia dopo gli anni tra Atlético Madrid e Argentina lo agevolerà? “Assolutamente sì, lo agevolerà tantissimo perché quelle sono le sue reali caratteristiche. Ha grande velocità, reattività e frequenza di passo. Il fatto di avere tre difensori centrali alle spalle a coprirlo, anziché due, lo facilita enormemente. In Nazionale ha fatto benissimo muovendosi in catena con De Paul e Messi: è molto bravo nei triangoli e nel ‘gioco e vado’, che è esattamente ciò che chiede Gasperini. Intendersi con un giocatore di qualità come Dybala per lui sarà naturale.”
Che tipo di ragazzo è all’interno dello spogliatoio e come gestisce il gruppo? “È un ragazzo fantastico, tranquillo e molto solare. Quando l’ho allenato io era giovanissimo, molto silenzioso e con occhi curiosi, ma non ha mai creato un problema. La presenza del gruppo argentino lo aiuterà sicuramente nell’ambientamento: gli argentini fanno molto gruppo tra di loro attorno al mate, ma senza mai isolarsi dal resto della squadra.”
Se dovessimo trovarne un limite o un aspetto su cui lavorare? “Se c’è un difetto, è che talvolta può risultare leggero o superficiale all’interno della propria area di rigore. Gli manca ancora un pizzico di attenzione nelle letture preventive dentro gli ultimi sedici metri. Tuttavia, Molina possiede già le doti più difficili da insegnare; l’attenzione e la cura della fase difensiva sono aspetti che, con il lavoro quotidiano e l’esperienza, un maestro come Gasperini riuscirà a completare facilmente.”
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