Gollini torna nella "sua" Manchester da protagonista: nel 2012 fece infuriare Corvino
Un solo ex, quello che non ti aspetti. Pierluigi Gollini tornerà all'Old Trafford a 12 anni di distanza. Forse in pochi lo ricordano ma il portiere lasciò il settore giovanile della Fiorentina nel 2012, a 16 anni, per trasferirsi in Inghilterra. Al Manchester United appunto. Una scelta che mandò su tutte le furie il ds Corvino. Ma Gollorius voleva tentare il grande salto anche se il divario tra Premier e Serie A non era ancora così marcato. Dopo due stagioni nell'Accademy, passò nell’Under 21 (dove giocava anche Macheda) e iniziò ad allenarsi con continuità insieme alla prima squadra. Nella stagione 2013/14 disputò anche tre partite di Youth League, senza però riuscire a esordire tra i professionisti con i Red Devils. Dopo qualche. mese scelse quindi di rientrare in Italia, firmando con il Verona anche se una capatina in Premier la rifarà due anni dopo all'Aston Villa e nel 2021 al Tottenham.
Ripensando in seguito a quell’esperienza, Gollini ha raccontato come gli anni trascorsi a Manchester lo abbiano formato profondamente sia come uomo sia come calciatore, permettendogli di confrontarsi con una cultura e una realtà completamente diverse. "Mio papà era un periodo che mi diceva: 'Ma tu te la sentiresti di andare a giocare all'estero?'. Andammo a cena al ristorante e a un certo punto mio papà mi tira fuori un bigliettino e me lo appoggia davanti: era il bigliettino da visita del Manchester United. Ero incredulo, non ci potevo credere", ha ammesso Gollini anni fa. "Manchester è stata fondamentale per la mia formazione. In Inghilterra c'è un'altra mentalità, molto più aperta e funzionale. Guardiamo la gestione di un club: qui sorprende soprattutto il livello dei settori giovanili, dove lavorano subito sulla fisicità. In Italia un ragazzo che arriva dalla Primavera non riesce a imporsi a causa del fisico, mentre in Inghilterra il divario tra Under 23 e prima squadra non è così netto". Il ritorno a Old Trafford arriva in un momento particolare della sua esperienza alla Roma. La frattura da stress al piede riportata da Svilar gli ha consegnato il posto da titolare. L’ex Atalanta ha sfruttato l’occasione, raggiungendo a Udine la settima presenza stagionale consecutiva. Ora un banco di prova importante prima di ripassare il testimone al belga.
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