Gollini para tutto, De Roon trascina e Mancini combatte: il blocco Atalanta fa felice Gasp
Ripartire, vincere, dominare. Il piano di Gasp per la sosta era questo: andare a Como e tornare a mettere paura all'Inter. Niente di più. Ma a volte i piani saltano. L'assenza di Svilar ha scombussolato tutto, perché rinunciare a uno dei pezzi pregiati ti toglie sempre qualcosa. Gasp lo sapeva. Ma in due anni ha dato alla Roma una cosa che pesa più di ogni assenza: la mentalità. Quella che ha mostrato Gollini appena ha messo piede in campo. In quasi due anni, una sola partita, contro il Panathinaikos. A Como, invece, è stato tra i migliori. Non ha mai vacillato e non ha fatto sentire la mancanza di Mile. Nico Paz ha provato a fargli male. Lui ha detto no. Per quattro volte. "Il gruppo lo ha messo nelle condizioni migliori", ha spiegato Gasp dopo il match. Già, il gruppo: la squadra che anche stavolta ha remato tutta dalla stessa parte. E l'esempio non è solo Gollini. Anche De Roon è stato tra i migliori, un altro voluto dal tecnico piemontese. E forse, anche qui, Gasp aveva ragione. Il blocco Atalanta si è preso la scena a Como. E forse non sarà l'ultima volta.
Gollini non fa rimpiangere Svilar. Contro Mou tocca ancora a lui
Como e Real Madrid. Il calendario dopo la sosta poteva essere più gentile. Ma prima o poi tutte vanno affrontate. E per essere una big bisogna dimostrarlo. Gasp sta costruendo proprio questo da due anni: chi gioca, chi entra, chi resta in panchina per mesi, deve dare tutto. Gollini ne è la prova. A Como è sceso in campo con una sicurezza che in pochi avrebbero avuto. Ora tocca ancora a lui. Contro il Real Madrid, davanti a Mbappé, Vinicius e chi più ne ha più ne metta, l'ex Atalanta dovrà blindare la porta. La missione è più dura. Ma non impossibile, perché la Roma può contare sulla miglior difesa d'Europa. E non è un dettaglio da poco.Un cenno e basta: De Roon e Gasp si capiscono da dieci anni, Como lo ha confermato
Zero. Zero palle perse, in 90 minuti, contro il Como. È il numero con cui De Roon ha spiegato perché Gasp si fida di lui. I compiti erano chiari: fare legna, mettersi in mezzo al campo, coprire ogni linea di passaggio. Niente di più. Non c'era bisogno nemmeno di dirglielo. È bastato un cenno, perché i due si conoscono da più di dieci anni e sanno come ragiona l'altro. Ogni volta che toccava palla, Marten la ripuliva. Come faceva un olandese tanti anni fa, Strootman. Ma lasciamo stare i ricordi. A Como De Roon ha corso per tre, si è preso il centrocampo e ha fatto dimenticare la giornata opaca di Koné. A quasi 36 anni, come dice la carta d'identità, non sembrava affatto. Una partita da titolare e già una pioggia di elogi, più di quelli che aveva raccolto El Aynaoui nell'intera scorsa stagione. Forse è qui il senso dello switch deciso da Gasp e capito da pochi. Ora più di qualcuno si è ricreduto.Mancini, l'altro ex allievo di Gasp che smentisce le critiche
Critiche ne sono arrivate. E anche tante. Il suo inizio di stagione non è stato al top, a detta di molti. Ma i numeri parlano chiaro. La casella dei gol subiti in campionato recita tre. Un dato che in Europa nessuno ha. O quasi: solo l'Arsenal fa meglio. In Serie A, invece, nessuna squadra ha preso meno gol. Mancini qualche errore l'ha fatto, soprattutto contro Atalanta e Inter. Ma non è mai mancata la concentrazione. Nemmeno a Como, dove è stato tra i migliori in campo. Gianluca ha guidato il reparto insieme a Hermoso e Ndicka e non ha concesso niente. Niente a una delle squadre più offensive d'Italia. O forse d'Europa. L'ex allievo di Gasperini ora è cresciuto. Anche lui è figlio di quel blocco Atalanta. Ma dopo sette anni a Roma è ormai un figlio della Capitale. Si sente dentro questo progetto, e il no all'Inter, e non solo, lo certifica. Ora c'è il Real Madrid. Il compito è di quelli che pesano: marcare Vinicius, e non solo. Sarà l'esame più duro della stagione per la miglior difesa d'Italia. Ma Mancini ci arriva nel momento giusto. Con i numeri dalla sua parte, con la fiducia di Gasp e con la voglia di zittire chi lo ha criticato. Il resto lo dirà il campo.© RIPRODUZIONE RISERVATA