Giorgio Rossi, 55 anni di Roma: inaugurata la mostra dedicata allo storico massaggiatore
L'unico giallorosso ad essere presente sia nella foto della Roma Campione d'Italia nel 1983 e, 18 anni dopo, in quella del terzo scudetto romanista nel 2001. Giorgio Rossi, storico massaggiatore morto nel 2018, ha passato una vita intera alla Roma, dal 1957 al 2012, accompagnando nella crescita personale e sportiva campioni e capitani come Agostino Di Bartolomei, Bruno Conti, Giuseppe Giannini, Francesco Totti e Daniele De Rossi. Una storia incredibile che il Roma Club Eur Torrino, in occasione del 25° anniversario della fondazione, ha deciso di trasformare in una mostra che ripercorre la sua vita attraverso una raccolta di foto, articoli e ricordi di varia natura presso il Centro Culturale Espositivo "La Vaccheria".
E oggi, in occasione della cerimonia di apertura, diversi ex calciatori e colleghi hanno voluto ricordare Giorgio Rossi che non è stato solo un massaggiatore, ma soprattutto un padre, per alcuni un nonno, e per tutti un amico fidato e una persona sincera che più di tutti ha scritto la storia della Roma.
Queste le parole di Ubaldo Righetti: "Porto il saluto del sindaco Gualtieri che mi ha dato questo onore, rammaricato perché non può essere qui. Essere qui per me è un'emozione immensa, oggi indosso due vesti ed entrambe parlano di affetto, stima e gratitudine... e forse anche in questo devo ringraziare Giorgio. È stato lo storico e indimenticabile massaggiatore della Roma. Un uomo che per anni con le sue mani, il suo impegno, il suo sorriso e soprattutto il suo amore per la Roma ha accompagnato momenti della nostra storia sportiva e umana. Non ci ha curato solo fisicamente ma anche mentalmente. Alla sua famiglia va la nostra vicinanza e il grazie più sincero di tutta la comunità per quello che Giorgio ha donato a ciascuno di noi".
Poi, anche un aneddoto sul primo incontro con Giorgio: "Una volta gli spogliatoi tra giovanili e prima squadra erano divisi dalla sala massaggi. Giorgio faceva i messaggi lì, ogni tanto io passavo e mi affacciavo e lui mi diceva 'ancora non è tempo, vai vai'... il mio più grande obiettivo era andare su quel lettino. Quando ci sono riuscito per la prima volta è stato il giorno più bello della mia vita".
Dopo di lui il ricordo affettuoso di Vito Scala, ex preparatore atletico della Roma: "È stato un maestro per me, tutti i giorni rubavo con gli occhi quello che faceva e come si poneva. Se sono diventato Vito Scala è grazie a lui. Non solo sotto l'aspetto professionale, ma sotto l'aspetto umano e di protezione, trattava i ragazzi tutti allo stesso modo. A volte parlava come il barone Liedholm perché sapeva anche il tedesco e mi prendeva in giro. Dopo cena, poi, amava la grappa e senza farsi vedere svuotava delle bottiglie negli hotel e nei ristoranti e si faceva mettere della grappa. Era un visionario... Giorgio era questo".
Infine, le parole sentite e l'augurio di Bruno Conti: "Ho poco da aggiungere rispetto agli altri. Giorgio era un grande uomo, era sempre sorridente e mai arrabbiato. Il mio augurio, anche se non sono nessuno per far sì che questo accada, è che spero si possa intitolare la fisioterapia di Trigoria a nome di Giorgio Rossi".
Nel corso della sua indimenticabile carriera Giorgio ha conosciuto 12 presidenti dell'AS Roma, 26 allenatori, 15 capitani e oltre mille calciatori. Nei suoi 55 anni alla Roma annovera più trofei di tutti i giallorossi della storia: ben 18 tra scudetti, coppe e supercoppe. Per questo, al piano superiore del Centro Culturale Espositivo, è stata inaugurata dalla sua famiglia la sezione dedicata ai moltissimi cimeli che ripercorrono la sua vita: dalle maglie firmate e i gagliardetti dello scudetto alla sua storica tuta e lo striscione dedicato a lui esposto in Tribuna Tevere durante la sua ultima partita all'Olimpico, il 5 maggio 2012. È possibile, inoltre, assistere alla proiezione del film dedicato proprio alla sua vita, raccontata attraverso le testimonianze di diversi campioni giallorossi come Giuseppe Giannini, Daniele De Rossi e Francesco Totti.
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