Gioca, vince, segna ma ha un difetto: perché la macchina di Gasp si inceppa sempre dopo l’intervallo
La perfezione non esiste. C'è sempre un piccolo dettaglio capace di rendere imperfetto anche il macchinario più preciso. A volte è invisibile, altre salta subito all'occhio. E la macchina costruita da Gasperini, fin qui, è quasi perfetta. Gioca, vince, non perde e segna tanto. Ma un piccolo neo c'è, ed è diventato sempre più evidente: i gol subiti a inizio ripresa. Con la rete di Zaniolo, sono saliti a cinque quelli incassati dalla Roma nei primi cinque minuti del secondo tempo dall'inizio della stagione. Un dato che racconta un problema tutt'altro che casuale e che chiama in causa soprattutto la tenuta mentale della squadra. Lo scorso anno, in tutta la stagione, erano stati appena quattro. Qualcosa, dunque, è cambiato. La Roma oggi aggredisce di più, ha un'identità precisa e sembra a suo agio in ogni momento della partita. O quasi. Perché quei cinque minuti continuano a essere un punto debole. A Udine c'è l'attenuante dei quattro gol di vantaggio, con un calo di tensione anche comprensibile. Ma non basta a cancellare il problema. La macchina di Gasp funziona a meraviglia, ma c'è un ingranaggio da sistemare.
La Roma si complica la vita da sola: Gasperini studia come cambiare tutto
Non è semplice. Ma se c'è un uomo in grado di individuare una falla nel sistema e trovare il modo per ripararla, quello è proprio il tecnico di Grugliasco. Gasperini dovrà studiare a fondo il problema e trovare una soluzione prima che diventi un'abitudine pericolosa. Il primo campanello d'allarme era suonato contro l'Atalanta, con il gol di Ederson. Poteva essere un episodio isolato, una distrazione senza conseguenze. Invece no. Poi è arrivato Brown in Champions, quindi McTominay, Lautaro e infine Zaniolo. Cinque segnali che non possono più essere ignorati. Finora la Roma è riuscita a metterci una pezza, reagendo agli errori e trovando gol e vittorie. Ma non sempre può bastare. Se l'obiettivo è puntare in alto, certi cali devono essere eliminati. O almeno ridotti al minimo. E il primo intervento di Gasp dovrà essere mentale. I suoi devono imparare che nessuna partita finisce dopo i primi 45 minuti: serve la stessa attenzione dall'inizio alla fine, senza abbassare la guardia nemmeno quando il risultato sembra al sicuro. Non è un caso che in questa stagione Gasperini si mostri ancora più energico in panchina, sempre in movimento, pronto a richiamare e tenere alta la tensione. Lo si vede saltellare, gesticolare, urlare indicazioni. Vuole tenere tutti sul pezzo. Perché il problema non riguarda un singolo reparto o un singolo giocatore: è una questione collettiva. E nessuno può sentirsi escluso dalla cura. La Roma deve imparare a non staccare mai la spina.© RIPRODUZIONE RISERVATA