Ghilardi, la crescita è (quasi) completa: domina in difesa, sorprende da esterno e scala le gerarchie
Attimi. Minuti. Momenti. Che possono cambiare una vita. Agosto 2025, a Roma fa un caldo atroce. I giallorossi sono pronti per l’amichevole contro il Neom. Gasp vuole testare la sua nuova squadra. C’è curiosità, soprattutto per i nuovi. Come Ghilardi, appena arrivato dal Verona. Quella giornata resterà per sempre nella testa di Daniele. Un errore. Una disattenzione. E Gasperini che va su tutte le furie. Urla, strigliate, parole pesanti all’indirizzo del centrale. Lì è scattato qualcosa: la voglia di dimostrare di essere un giocatore da Roma. Di lavorare duramente fino a prendersi questa squadra. Oggi, oltre un anno dopo, ci è riuscito. La sua crescita è quasi completa. Merito di quella strigliata e della gestione maniacale dei giovani da parte del tecnico. Ghilardi difende, attacca, contrasta, non lascia spazio all’attaccante. Un centrale che ha tolto i difetti uno a uno. Gasp non ama parlare di riserve. Per lui sono tutti titolari. E Ghilardi, dopo il gol di Udine, lo è davvero. Al Bluenergy ha anche sorpreso in un ruolo inaspettato. Un errore in un pomeriggio di agosto. Un titolare nella Roma di novembre.
Il ruolo sorprendente di Ghilardi: così è nato il suo primo gol in giallorosso
In difesa domina. È il primo della Roma per contrasti vinti: nessuno fa meglio di lui. E già questo basterebbe. Ma non a Ghilardi. Perché nei 90 minuti di Udine c'è stata la possibilità di scoprire un'altra versione dell'ex Verona: quella da esterno a tutta fascia. Una duttilità che finora era rimasta nascosta e che Gasp ha deciso di tirare fuori proprio nel finale. Negli ultimi minuti, il tecnico sorprende tutti: inserisce Mancini, ma non toglie Ghilardi. Anzi, lo sposta sulla destra, affidandogli tutta la corsia. E lì cambia la partita. In dieci minuti diventa ancora più aggressivo: pressa, accompagna l'azione, arriva fino all'area avversaria e trova anche il modo di scaraventare in porta un destro che gli regala la prima gioia in giallorosso. "Non mi avevano visto", ha commentato scherzando nel post partita. Ma adesso Ghilardi lo vedono tutti. Anche in troppi, considerando le voci di mercato che accostano il suo nome a Juventus e Milan. Gasp, però, non ha nessuna intenzione di lasciarlo andare. Se lo tiene stretto. Molto stretto.Il lavoro ha dato i suoi frutti: Ghilardi è salito nelle gerarchie giallorosse
Il segreto per restare in alto è il lavoro. Lo dice la storia, lo conferma il calcio. Ghilardi lo ha capito presto e ha scelto la strada più difficile: lavorare in silenzio, aspettare il proprio momento e conquistarsi centimetro dopo centimetro uno spazio nella Roma. Nessun regalo, nessuna scorciatoia. Quello che ha ottenuto se lo è guadagnato sul campo. Oggi Gasp sa di poter contare su di lui. Lo sapeva anche un anno fa, ma ha preferito lasciargli il tempo necessario per crescere e diventare un giocatore sempre più completo. Una macchina quasi perfetta, perché a 21 anni e con una carriera tutta davanti, Ghilardi ha ancora margini enormi di miglioramento. Intanto, però, si è già preso un posto da protagonista. Scalzare Mancini non sarà semplice, ma la sua duttilità gli apre nuove possibilità: può essere una risorsa preziosa in più ruoli e una carta in più per Gasperini. A Manchester partirà dalla panchina. I grandi palcoscenici, però, non sono più così lontani. Ghilardi ha già dimostrato di essere pronto a conquistarli. E questa volta non aspetterà che qualcuno gli faccia spazio: se lo prenderà da solo.© RIPRODUZIONE RISERVATA