Gasperini: "Voglio coinvolgere di più i Friedkin. Mourinho persona speciale". Poi su Koné
Immerso tra i vigneti ma con la Roma sempre in testa. Gian Piero Gasperini ha parlato poco fa ai microfoni di Sky Sport direttamente dalla sua azienda vinicola ad Asti, Cascina Gilli a Castelnuovo Don Bosco. Il tecnico si è soffermato anche sui prossimi impegni della squadra giallorossa impegnata, dopo la sosta, contro Como e Real Madrid.
Intanto dove siamo mister? "Un luogo speciale per me, è un territorio bellissimo. Da alcuni anni ho trovato una sistemazione, un luogo di pace dove posso rigenerarmi dalle tensioni delle partite. Mi sono avvicinato alla natura qui approfittando della passione di mio figlio Davide per i vini".
Che oggi presenta un vino speciale, giusto? "Si chiamerà Fresa 3-4-3 e sull'etichetta vengono ripercorse le tappe della mia carriera da calciatore ed allenatore. Ho toccato quasi tutte le regioni. Questa nuova passione entrata in famiglia l'ho abbinata al nome del mio modulo di riferimento che mi ha accompagnato per tutta la vita da tecnico. Parliamo di una Fresa tipica di questi luoghi, molto apprezzato qui e che ha diverse versioni di cui una anche frizzante. Ricorda la mia infanzia perché lo apprezzavano molto i miei genitori e i miei zii".
Abbiniamo dei nomi a dei vini. "Il Le More è molto potente come vino, lo abbino al centrocampo che è un reparto forte. Koné? Sì ci sta. Un Vivace lo do a Wesley, Molina, Lulli e Rensch. La Fresa può essere l'attacco, parliamo di giocatori importanti come Malen e Dybala. Il Notturno? Parliamo di un reparto solido, lo diamo ai difensori".
Sosta lunga e insolita. A differenza di alcuni colleghi ha deciso di far allenare la squadra quasi regolarmente. "Avevamo un numero ridotto per cui non potevamo fare amichevoli, quindi abbiamo deciso di dare continuità la prima settimana. Poi ci siamo presi dei giorni di riposo come oggi. Da domani inizieremo a calarsi nella realtà di un campionato che abbiamo lasciato in modo molto positivo".
Come si è trovato in questa maxi sosta? "È stata una novità. L'unico precedente è quello dei Mondiali per il Qatar, ma era una cosa diversa. Non ci era mai capitato di fermarci così a lungo, è un esperimento che non mi pare sia piaciuto a molti. Ormai è andata così, i vertici valuteranno se è il caso di ripetersi".
Come sta Cristante? "Cristante ha un problema al collaterale, sta recuperando ma ci vorrà tempo. Non sono sicuro se salterà sia Como che Real ma non rischieremo niente visto che le partite ora sono tante e lo vogliamo al meglio".
Come si gestiscono così tante partite ora? "I cinque cambi aiutano in questi tour de force, anche se quattro sono significativi e l'altro meno. Il dispendio energetico è comunque notevole. Per gli allenatori la gestione non è così complicata, puoi ruotare più giocatori e utilizzare tutta la rosa avendo così meno problematiche. Lo svantaggio sono solo gli infortuni, giocando così tante partite il pericolo di stop aumenta. Non c'è una spiegazione sul numero di infortuni, si può fare prevenzione ma nel calcio è sempre successo".
Che vendemmia è stata quella della stagione scorsa per lei? Quale è stata la chiave vincente nella realtà romana? "Sono tanti piccoli fattori. Il primo è aver trovato un gruppo di giocatori con una disponibilità enorme. L'ho visto sin dai primi allenamenti. Loro arrivavano da un buon finale di stagione ma mi hanno dimostrato subito di avere credibilità nel cercare un altro tipo di calcio. Il loro entusiasmo è stato fondamentale, poi la fiducia della società ed essere riuscito a farmi apprezzare da una piazza che mi ha accolto da rivale e quindi con un po' di scetticismo. Questa per me è stata una grande gratificazione, oggi sono davvero felice di essere apprezzato".
L'hanno cercato anche altre squadre, che rapporto ha coi Friedkin? "Un rapporto diverso rispetto a quello coi Percassi che era presente quotidianamente. Il rapporto andava anche oltre il lavoro. Con i Friedkin non succede, ma sento sempre la loro fiducia e il loro sostegno a distanza. Vengono poco a Roma, ma hanno messo qui Galantic che fa ora da collegamento stretto tra la Roma e loro. Il mio obiettivo è riuscire a coinvolgerli molto di più, ma non tanto per me quanto per loro stessi e per i tifosi. Riportare maggiore presenza in vista del centenario e del nuovo stadio è un mio obiettivo".
La Roma non ha mai battuto il Como fuori casa, cosa le piace del gioco di Fabregas? "Chi segue il calcio apprezza l'evoluzione del Como. Non è solo figlia di investimenti di una proprietà facoltosa ma anche per la qualità del gioco che esprimono. Una miscela di componenti che fa sì che il Como sia accreditata tra le migliori del campionato. Scudetto? Non lo so, l'Inter è superiore a tutti. Però il Como sta sicuramente tra quelle che possono giocarsela. So che ha mostrato il nostro gioco col Subbuteo, ora me lo studio anche io un po' e vedo come trovare qualche contromisura. Visto sul Subbuteo mi ha bloccato e ha vinto il Como. Speriamo domenica sia diverso (ride, ndr)".
Arriva anche il Real. Perché la Roma ha amato così tanto Mourinho? "Lui è una persona speciale, e persone così ottengono successi oltre a quelli del campo. Qui ha vinto una Conference e giocato una finale, in campionato magari ha fatto meno ma è una persona che è stata apprezzata dalla tifoseria e vuol dire che ha davvero qualcosa di speciale".
Si aspetta l'arrivo di un attaccante a gennaio? "Non è facile, gli attaccanti sono sempre costosi e vengono cercati da tanti. Noi abbiamo un buon reparto, quel ruolo manca ma non è che giochiamo in dieci".
E Soulè? "Anche lo scorso anno al girone d'andata fece qualcosa di straordinario poi è stato frenato dalla pubalgia. Si è curato e quando è arrivato al ritiro era sovrappeso ma ora sta giocando ad alto livello. Ha esordito con l'Argentina e questo per me è sempre un premio per tutta la squadra".
Malen e Dybala come stanno? "Malen doveva recuperare da un problema e sta bene. Paulo si sta allenando come sta facendo da inizio luglio. Sono davvero contento per lui, è un ragazzo che quando va in campo si sente bene. È uno nato col pallone e quando doveva saltare partite e allenamenti era triste. Lo vedo felice, ha voglia di giocare".
L'addio di Messi sarà emozionante anche per lei? "Assolutamente sì. Ne ho visti tanti forti di giocatori, ma faccio fatica a dirne uno che è riuscito a fare quello che ha fatto Messi. Anche se di pochissimo è stato il migliore di sempre. Quella roba che fa si vede solo sulla Playstation. Mi dispiace che finisca la carriera, ma sono felice di averlo visto per così tanti anni".
Dybala e Molina non sono potuti andare però. "Siamo troppo vicini a una partita fondamentale. L'Argentina è lontana e questo era un problema. La Roma ha preferito di no".
E la Roma ha anche deciso di non cedere Konè in estate? "Non poteva sostituirlo in così poco tempo. Non c'era niente di fattibile. Il mercato è durato tanto e fare una cessione all'ultima ora era impossibile anche per i tempi. Questi trasferimenti poi presuppongono l'ingresso di tantissime persone. Personalmente sono contento sia andata così, avrà il modo come sta già facendo di aumentare ancora il suo valore".
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