Forzaroma.info News AS Roma Gasperini lo stratega: la Roma si fa in tre. I cambi di modulo fanno la differenza

Gasperini lo stratega: la Roma si fa in tre. I cambi di modulo fanno la differenza

Ugo Trani
Il paradosso: Gian Piero contro la Fiorentina non ha mai utilizzato il 3-4-2-1, sistema di riferimento della stagione scorsa. La Roma domina, vince e diverte

Gian Piero contro la Fiorentina non ha mai utilizzato il 3-4-2-1, sistema di riferimento della stagione scorsa. La Roma è diversa ma non nell’atteggiamento, con Gasperini uno contro uno in ogni zona del campo con pressing e intensità. Nel sistema di gioco. Attenzione, però. Non c’entra Mora e nemmeno l’assenza dell’attaccante più atteso, l’esterno di piede destro da schierare a sinistra. Quindi non va tirato in ballo il mercato con gli aggiustamenti in corsa, determinati dal Financial Fair Play. Gian Piero, quando cambia, lo fa per ridurre le chances degli avversari. Dunque i movimenti e le iniziative dei rivali. I giallorossi, comunque, non cambiano comportamento e vanno sempre all’assalto. Con Ndicka a fare da torre sulla trequarti, lateralmente con Mancini ed Hermoso/Koulierakis. Il paradosso della sfida contro la Fiorentina è proprio legato al modulo. Gasperini ne ha usati tre, a seconda delle esigenze della Roma e delle mosse di Grosso. Mai però con il sistema di gioco di riferimento della stagione scorsa, il 3-4-2-1 che, meno offensivo rispetto a quanto fatto vedere da Gian Piero all’Atalanta, ha comunque riportato i giallorossi dopo sette, e lunghi, anni d’assenza in Champions. Ecco, insomma, il tris che meno ti aspetti. Ma anche il più essenziale per andare a dama.

Scacco matto alla Fiorentina

Il 3-4-1-2 in partenza per indirizzare il match e anche ad inizio ripresa per chiuderlo, il 4-2-4 per mettersi a specchio con i viola e il 3-5-1-1 per equilibrare l’assetto fino al triplice fischio di Marcenaro. Non c’è da sorprendersi della strategia cambiata: è nel dna di questo allenatore da sempre. Adesso lo sta solo confermando pure con la Roma. Che alla prima del nuovo torneo ha diviso in tre. Così.
La formazione iniziale. Deciso da qualche giorno il debutto di Mora, Gasperini ha cominciato con il 3-4-1-2. Niente di nuovo. Lo ha fatto già l’anno scorso con Pellegrini dietro le due punte, Cristante, Pisilli, El Aynaoui e anche Soulé. E in quattro delle cinque amichevoli internazionali, tre con Matias e una con Bryan, rinunciando al trequartista solo a Dortmund contro il Borussia schierato con la difesa a tre. Ieri oggi e domani: quando affronta la linea a quattro, parte con due attaccanti sui difensori centrali e il terzo (può farlo anche un centrocampista) sul palleggiatore. E se avesse giocato Soulé e non Mora, non sarebbe di conseguenza cambiata la formula offensiva.
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Le mosse di Gasperini

L’altra faccia della Roma. E che deve somigliare a quella della Fiorentina che Grosso, partito con il 4-3-2-1, ridisegna con il 4-2-4. I giallorossi sono già tre gol avanti. Fabio corregge, con Kean accanto a Pellegrino, e Gian Piero si adegua. Con lo stesso sistema di gioco. Davanti a Svilar, da destra Lulli, Mancini, Ndicka e Hermoso, poi sostituito (avendo preso il giallo) da Koulierakis, in mezzo Cristante e Koné, in attacco Soulé (dentro per Mora sul 2-0), Dybala, Malen (poi subito Castro) e Wesley. L’aggiustamento finale. Grosso ci prova con il 4-3-3. Gasperini risponde inserendo El Aynaoui e Pisilli per Koné e Dybala, passando al 3-5-1-1. Dietro di nuovo a tre con Mancini, Ndicka e Koulierakis, a centrocampo in cinque con Lulli, Pisilli, Cristante, El Aynaoui e Wesley, in avanti Soulé dietro Castro. E’ poker. Gian Piero sa come si fa. E da anni. Ora, però, serve l’esterno che possa strappare. In ripartenza e per l’uno contro uno. Stasera saprà se il Chelsea è disposto a trattare Gittens. Domani sera, dopo Lione-Fenerbahce, saprà se l’accordo con Fofana può essere messo nero su bianco.
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