Friedkin, un'altra 'delega' a Gasperini: idea Margiotta, su consiglio di D’Amico
Staff tecnico, direzione sportiva, comparto medico e settore giovanile. La Roma negli ultimi mesi ha cambiato tanto e soprattutto cambierà ancora di più. I nomi sono in corso di definizione - come Del Vescovo e altri componenti dello staff tecnico - oppure in attesa di essere ufficializzati, come Tony D'Amico. Poi c'è la questione del vivaio, alla ricerca di una nuova guida, con la strada che può portare ora verso Massimo Margiotta. Tutti con un unico comune denominatore: Gian Piero Gasperini. Lo stesso Margiotta ha condiviso ben cinque anni a Verona con D'Amico, nuovo ds della Roma voluto e avallato dall'allenatore giallorosso che ci ha lavorato a Bergamo. A Trigoria il ruolo del responsabile del settore giovanile è di primissimo piano, quasi vitale, perché di frutti ne sono stati raccolti nel corso dei decenni. Per questo serve un profilo preciso, con una visione, un'esperienza e delle caratteristiche fondamentali. Anche perché la responsabilità è alta. Una scelta, quella della società, che deve essere guidata esclusivamente dalla competenza, dai risultati, da una idea anche manageriale piuttosto definita. Questo perché in ballo c'è anche la questione seconda squadra, che può essere un elemento importantissimo per il futuro della Roma. E quindi richiede un profilo adatto e scelto con criteri basati su competenze e qualità.
Margiotta pista per il settore giovanile della Roma dopo il 'no' di Percassi. E i Friedkin continuano a caricare Gasperini
Massimo Margiotta arriverebbe alla Roma dopo 10 anni all'Hellas, con il 'merito' di aver conosciuto e lavorato proprio con Tony D'Amico, nome preferito di Gasperini per prendere il posto di Massara. Ex attaccante e bomber 'di provincia', dopo il ritiro dal calcio giocato è rientrato ufficialmente nel calcio sei anni più tardi direttamente col ruolo che ricopre tuttora a Verona. Certo, operare in una piazza come Roma è un altro paio di maniche e richiede una tempra e un livello ben superiori. L'attuale capo del vivaio dell'Hellas coprirebbe la casella che fino a qualche settimana fa sembrava destinata a Massimo Tarantino, un nome che invece era voluto da Claudio Ranieri, che dopo essere stato allontanato sta vedendo lasciare Trigoria anche altre figure legate direttamente a lui. Margiotta poteva approdare all'Atalanta già qualche anno fa, quando a Bergamo c'erano appunto sia D'Amico che Gasperini. In quel caso Percassi ha preso in mano la situazione, puntando invece su Samaden, ancora in nerazzurro dal 2023. E allora sul settore giovanile si attende la scelta che dovrebbe essere di Dan o Ryan Friedkin, dopo un processo di studio e analisi dei profili, ma che invece è sempre più legata a Gian Piero Gasperini. Che di professione fa l'allenatore, anzi farebbe. Perché il ruolo e i compiti che sta ricoprendo in queste settimane sconfinano un po', avendo ricevuto le chiavi della Roma nel palmo della sua mano a un anno dal suo sbarco a Trigoria.Prima di lui c'era stato Ranieri, occhi e orecchie ma anche braccio di una proprietà che a Trigoria non si è praticamente mai vista se non quando era già troppo tardi. Il modus operandi, insomma, è abbastanza chiaro da parte dei Friedkin. Ad avere in mano tutto, o quasi, è una sola persona delegata da Dan e Ryan che si prende la briga di scegliere tutto il resto, portando dentro magari i 'suoi uomini'. Va da sé che la scelta porta inevitabilmente il peso della sua responsabilità e delle conseguenze. Così, oltre a quelle del campo, Gasperini sarà costretto ad assumersi anche gli oneri relativi agli infortuni, al settore sanitario, a eventuali blackout col direttore sportivo e magari pure dei possibili mal funzionamenti a capo del settore giovanile. Tutti 'department', per dirlo all'americana, che normalmente dovrebbero essere diretta responsabilità della proprietà. Con l'unica stella polare del bene più importante, quello dell'AS Roma.
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