Forzaroma.info News AS Roma Emozione Messi, da Dybala a Soulé: come hanno vissuto il suo addio alla nazionale i romanisti

Emozione Messi, da Dybala a Soulé: come hanno vissuto il suo addio alla nazionale i romanisti

Redazione
Balerdi, Castro e Soulé hanno chiuso il capitolo insieme alla Pulga nella notte del saluto all'Argentina al Monumental: tutti hanno ricordi ed emozioni diverse, ma molto simili. Da casa invece le sensazioni di Dybala e Molina

La fine di un'era, l'inizio di una leggenda. Stanotte Lionel Messi ha dato il suo addio alla nazionale argentina, salutato e osannato da una folla impressionante al Mas Monumental, ma che idealmente si è estesa a tutto il paese. Forse tutto il mondo, compresi i tanti appassionati rimasti svegli magari fino a tardi per assistere a questo momento. Allo stadio nella partita col Benin (vinta 3-0 dall'Albiceleste) c'erano tre calciatori della Roma: Leonardo Balerdi era in panchina, Santiago Castro e Matias Soulé no. Ma poco importa. È stato un momento storico e toccante per tutti. "Grazie per ogni momento che ci hai dato con questa maglia, grazie per aver portato i colori dell'Argentina al massimo livello, grazie per non aver mai lasciato questo paese e per esserti messo in prima fila per milioni di persone, grazie per avermi fatto innamorare del calcio e della nazionale, grazie per ESSERE ARGENTINI!!" è stata la dedica di Castro su Instagram. Lo stesso giocatore giallorosso aveva parlato già dell'emozione per il suo primo incontro con Messi, avvenuta in questi giorni in ritiro. Se Santi è un calciatore, soprattutto di questo livello, una parte evidentemente arriva proprio da Leo, che lo ha ispirato. E in quell'abbraccio commosso nel giro di saluti ai compagni, c'è stato un po' tutto. Per Castro è stata la chiusura di un cerchio.

Non troppo dissimile da quello che ha provato Matias Soulé, che per caratteristiche ha cercato di emulare in qualche modo il suo eroe. Nella sua testa, durante la celebrazione, è passato sicuramente anche il momento del loro primo incontro: Mati aveva 17 anni e non aveva ancora neanche debuttato tra i professionisti. "Ero così agitato, incontrarlo era un sogno. Non volevo lavarmi la mano dopo aver stretto la sua", ha raccontato l'esterno romanista. Di anni ne sono passati sei e finalmente è arrivato il debutto in nazionale maggiore anche per Soulé. Un segno del destino. Entrambi, Santi e Mati, sono cresciuti guardandolo: nel primo Mondiale di Messi nel 2006 erano bambini, ora hanno chiuso il capitolo insieme a lui. Come loro anche Leonardo Balerdi, che con la leggenda di Rosario ha condiviso più a lungo lo spogliatoio. Per il difensore Leo è sicuramente stato qualcosa in più nel concreto, ha avuto più occasioni per scambiare qualche parola, qualche gesto. Lo stesso vale per Nahuel Molina, che con Messi ha vissuto la gioia più grande, quella del Mondiale: "Grazie eternamente capitano, ti meriti tutto questo e molto di più, grazie per tutto quello che hai dato agli argentini, è stato un piacere poter condividere con te tanti bei momenti", ha scritto da casa. Più semplice e didascalico Paulo Dybala sui social, con una foto di Messi e il simbolo dell'infinito e la bandiera dell'Argentina. Ma in nottate così, in momenti così, gli occhi da bambino con cui si guarda - dal vivo o dalla tv - al proprio eroe sono gli stessi per tutti.

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